La macchina comunale fa acqua e il M5S sta a guardare. “A Benevento come a Roma, la politica più torbida passa attraverso la gestione del personale”

La struttura comunale fa acqua e il M5S sta a guardare. E’ sostanzialmente questa l’accusa che Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, muove all’amministrazione comunale tutta, alle forze d’opposizione e ai 5 Stelle in particolare. “Di tanto in tanto – scrive – come si è verificato con le ultime delibere per le nuove tariffe dei servizi comunali o con gli accertamenti sull’evasione contributiva, i consiglieri comunali si lamentano per il cattivo funzionamento della struttura burocratica del Comune del Benevento, ma poi, passato qualche giorno, la disattenzione generale cala di nuovo su questo argomento”.

Nel mirino ci finisce l’organizzazione dei dipendenti pubblici, nelle deleghe del sindaco, e che mai come in questi giorni, con lo scandalo tributi ancora caldo, è sotto il fuoco di fila di maggioranza ed opposizione, entrambe travolte dal caso morosità.

“Pare proprio che la “gestione delle risorse umane” non interessi il civico consesso che non ha neppure istituito la commissione consiliare sulla materia – rivela Corona -. Infatti, quelle funzionanti si occupano delle materie di competenza dei singoli assessori ma la “gestione del personale” non è stata delegata dal sindaco e quindi niente commissione.

Si capisce che Mastella consideri tanto importante la macchina comunale da volerla curare direttamente, ma non si comprende perché i consiglieri comunali, soprattutto quelli di opposizione che dovrebbero controllare l’operato della maggioranza, non si lamentano affatto di essere esautorati da ogni funzione in materia.

Ad esempio – spiega il presidente di Altrabenevento – pare proprio, che nessun consigliere si sia accorto che la giunta Mastella non ha approvato il PEG, cioè il Piano Esecutivo di Gestione per l’anno 2016 a seguito di approvazione del relativo bilancio di previsione, con il quale vengono attribuiti ai Dirigenti e agli uffici gli obiettivi e i tempi per raggiungerli. E’ uno strumento previsto per legge ma Giunta e Consiglio Comunale se lo sono dimenticato e pertanto non si potrà misurare la performance della struttura organizzativa.  Quindi i compensi, gli incentivi e i “premi di produttività” saranno attribuiti a discrezione anche da Mastella, com’è accaduto con le ultime amministrazioni di centrosinistra.

E’ successo pure che la Giunta Comunale a dicembre ha modificato la struttura organizzativa dell’Ente accorpando uffici e servizi senza alcun criterio funzionale e solo per determinare  l’attribuzione di incarichi e Posizioni organizzative, ma neppure di questo si sono accorti i consiglieri comunali? – è l’interrogativo che pone Corona -. Il sindaco nel solo mese di Gennaio ha cambiato per tre volte gli incarichi ai dirigenti e ne ha tenuto in servizio uno in più rispetto a quelli autorizzati dal ministero, ma i consiglieri tacciono. Agli inizi di Febbraio sono scaduti gli incarichi semestrali per dirigenti a funzionari interni, assegnati da Mastella agli inizi di agosto ma gli interessati continuano ad esercitare le funzioni.

Vengono inoltre ancora assegnate “mansioni superiori” al alcuni dipendenti per funzioni che altri sono chiamati a svolgere e questo comporta una ulteriore illegittima spesa per l’Ente dissestato. Proprio in questi giorni, l’ennesima sentenza ha riconosciuto ad una coordinatrice la integrazione di 95.000 per aver svolto, in tre anni, le funzioni di dirigente  che però dovevano essere garantite da chi a tanto era preposto. Insomma l’Ente paga due volte la stessa funzione e questo può accadere anche per i titolari di Posizione organizzativa che svolgono le stesse funzioni dei coordinatori di servizio. Con questo andazzo, qualunque dipendente deve pensare che per fare carriera o per guadagnare integrazioni di salario, non deve fare bene il suo lavoro e produrre di più per la collettività, ma solo ingraziarsi l’amministratore o il capo.

Insomma, quando le regole non sono chiare o cambiano continuamente, gli obiettivi non sono definiti e i controllori sono distratti, diventano davvero tante le possibilità di gestire in modo clientelare il personale, magari in cambio di atti e procedure che alimentano ulteriori favori e corruzione. Per questo motivo, i consiglieri comunali di opposizione, ai quali compete la responsabilità del controllo sull’attività della maggioranza, non possono distrarsi. E soprattutto non possono continuare a rimanere in silenzio quelli del Movimento 5 stelle, la prima forza politica di opposizione in città, i quali anche a seguito delle recenti esperienze al Comune di Roma, dovrebbero aver compreso che per amministrare un Ente locale serve meno filosofia e più concentrazione sugli atti amministrativi”.

 

 

 

 

 

 

 

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