La magia di Fellini e la malìa di Carmen Castiello al Teatro Romano, ballando sulla Strada con Gelsomina

“Siamo la nostra storia, nient’altro, i pianti ed i sorrisi, così come i corpi che abbiamo stretto e le parole che abbiamo pronunciato, siamo gli occhi belli di Gelsomina, gli occhi folli che hanno seminato amore nei campi”. Con queste parole delicate e intense, Giancarlo Giannini ha dipinto la vita vagabonda della giovane protagonista del film “La Strada” di Federico Fellini. Per Carla Fracci, quella di Gelsomina, “testa di carciofo” è la “favola di un’innocenza tradita”, la speranza spezzata di una vita limpida.

La bellezza del racconto si è sprigionata dirompente attraverso la danza e la musica. Tra mille candeline accese. Sul palcoscenico del Teatro Romano di Benevento è apparso un mondo d’altri tempi, i meravigliosi anni sessanta. Tra i bagliori del boom economico, una ragazza povera viene venduta dalla madre per diecimila lira a Zampanò per lavorare in campagna. Si chiama Gelsomina e sogna un amore. Cerca la libertà ed incontra per strada i giocolieri di un circo. Tra questi si affeziona al Matto che la rende felice.
Per rendersi utile Gelsomina impara a suonare la tromba. Gira per tanti paesi, ma il suo padrone non vuole lasciarla andare via. Vive momenti di solitudine e depressione. Finisce nella miseria. Solo la strada riesce a darle fantasia, gioia, spensieratezza. I compagni del circo sono fantastici. Sulla scena scorrono immagini di trapezisti, clown, prestigiatori, buffi danzatori, spericolati equilibristi. Quel mondo colorato e stravagante è stato allestito con brio dalla Compagnia Balletto di Benevento di Carmen Castiello e dalla The Family Circus.
L’Omaggio a Fellini è stato impreziosito dalla musica dolce e raffinata dell’Orchestra Filarmonica, diretta dal maestro Beatrice Venezi. La compagine, formata da una sessantina di giovani sanniti, è stata impeccabile, dimostrando padronanza e professionalità su un testo non certo facile, come quello di Nino Rota. Il ritmo a volte allegro, a volte lento, ha fatto rivivere, insieme alla scenografia, i gesti ed anche i sentimenti di quei “personaggi randagi”, incamminati per “strade polverose” alla ricerca della felicità.
Il balletto ha riproposto quello di Carla Fracci del 1967,con una maggiore attenzione alla psicologia dei personaggi. Il film “La strada” uscì nel 1954. Le coreografie sono di Nicoletta Pizzariello, Hecktor Budla e Giselle Marucci. La regia è stata curata da Linda Ocone, con la supervisione di Beppe Menegatti. I personaggi principali sono stati interpretati dai ballerini Odette Marucci (Gelsomina),Raffaele Vasto (Zampanò),Giuseppe Paolicelli( Il Matto).Per la fotografia ha collaborato l’Accademia Margaret Camerun.
“Fellini mi chiamava pipistrello di notte -ha ricordato Giannini- Giancarlino, mi diceva, il cinema è morto. Un giorno andremo al cinema come ad un museo. Aveva ragione”. Carla Fracci ha sottolineato la bellezza di Gelsomina “troppo pura per questo mondo”. “Ogni cosa ha un suo significato -ha concluso la famosa ballerina- un piccolo frammento di storia che cade dalle nostre bocche e dalle nostre mani, è un piccolo tassello per una narrazione più grande e necessaria”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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