La marcia rumorosa del Fortore per la viabilità negata. Ricci (Pd) si barrica nel palazzo

I cittadini del Fortore marciano su Benevento. È una marcia rumorosa, urlano “Basta con le promesse”, “vergogna” per le “bugie” di tanti, chiedono di essere ascoltati dal presidente della Provincia che, però, non li riceve. “Ricci vieni almeno ad ascoltarci”, gridano mentre circondano la Rocca dei Rettori, da dove Ricci però è scappato per trincerarsi – dicono – negli uffici di via Calandra.

Non ci sono molti politici al corteo di protesta: c’è una delegazione di Liberi e Uguali con in testa il candidato alla Camera Angelo De Marco, c’è Danila De Lucia, giornalista voluta dal M5S nel collegio uninominale del Senato, e c’è una delegazione di Potere al Popolo. Il resto della politica, pure quella che in questi giorni si agita per racimolare voti, è chiusa nei palazzi.
Lungo viale Mellusi si snoda intanto un corteo di protesta come non se ne vedevano da almeno 30 anni. Ci sono molti giovani, hanno l’età dei Millennials  del Pd di Renzi, ma sono quelli che per studiare devono attraversare l’inferno in terra, fatto di strade non solo tortuose ma devastate da voragini, dossi, buche da vertigini. E ci sono le donne, tante, molte in testa al corteo, qualcuna con figli al seguito. Sono lavoratrici, madri che urlano rabbia e dolore per quei viaggi della speranza.
Si è mobilitato anche il parroco che ai microfoni dice “questa gente è disperata, quello del Fortore è un popolo paziente, ma ora è allo stremo”.
“Se Ricci non ci riceve, siamo pronti a dormire qui davanti – arringa un ex militante di sinistra -. Noi non vogliamo privilegi, ma il riconoscimento dei nostri diritti”.
La marcia rumorosa della gente del Fortore sblocca l’indignazione, la rassegnazione, l’indifferenza di un pezzo di Sud che sente negato addirittura il diritto a una mobilità sicura. “Noi ogni giorno sulle strade rischiamo la vita”, spiegano agli unici interlocutori di questa mattinata, i giornalisti. “Non vogliamo parlare con nessun politico – tengono a sottolineare  – ma solo con un rappresentante delle istituzioni, qual è Claudio Ricci, che tante volte è venuto a raccontarci favole, le stesse che tutti i giorni racconta sui giornali”.

Ma Ricci non c’è, barricato in qualche ufficio, sceglie la strada del silenzio. 

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