La metamorfosi di Città Spettacolo. Musica batte teatro. Che c’entra Miss Mondo? Mentre trionfa il Conservatorio

Da rassegna teatrale a festa popolare. La metamorfosi di “Benevento Città Spettacolo” è sotto gli occhi di tutti, nella fiumana di gente che passa da una piazza all’altra, vagando a volte senza meta, nei bar e ristoranti pieni, nella musica che straborda da ogni angolo. Nell’incontro di facce che non si vedono tutto l’anno, nell’afflusso massiccio di tanti giovani della provincia richiamati da cantanti famosi, dal rap e dai ritmi da discoteca, compagni di viaggio anche delle ragazze sfilanti per Miss Mondo.

Quando il direttore artistico è stato contestato su questo formato “macedonia” della kermesse, su questa specie di “scatolone” dove ognuno può prendere quello che vuole, sull’affastellamento a volte grossolano e provocatorio di tanti generi artistici diversi, egli ha ribattuto così: “A me piace mischiare tante cose. Lo so che Miss Mondo non c’entra niente con Città Spettacolo.

Preferisco che scelga la gente dove andare e cosa vedere. Per me l’arte è una sola. Però abbiamo inserito anche il teatro alternativo”.
La scelta fatta ed i numeri per ora gli danno ragione. Qualcuno ha lamentato il mancato coinvolgimento delle periferie. Altri la presenza di troppi spettacoli di giro e pochi creati ad hoc per Benevento, come avveniva una volta. Qualche commerciante ha protestato perché tutto è racchiuso tra la Rocca dei Rettori e Piazza Roma. Il direttore ha detto che anche a Spoleto si svolge tutto nel salotto buono, nel centro storico. Ma perché il Teatro Romano, da poco illuminato dal comune, e l’Arco del Sacramento non sono stati coinvolti, dal momento che l’ambizione era quella di collegare lo spettacolo con la storia della città?
Qualcosa in questo senso è stato fatto con le performance organizzate dalla “Giustino Fortunato” col Conservatorio sotto l’Arco di Traiano. Come di buona qualità è stata l’offerta teatrale da Marina Confalone con “Una relazione per un’accademia” a “Who is the king di Lino Musella e Paolo Mazzarelli, a “Come se foste a casa vostra” di Michele Cosentini. Per il teatro off proposto dal “Magnifico Visbaal” di Peppe Fonzo è stata una vetrina importante. Questa strada potrebbe aprire nuovi orizzonti al festival.
Uno dei cuori pulsanti di questa edizione è stato sicuramente il Conservatorio “Nicola Sala”, protagonista di ben sei eventi, dal Concerto Disney al Jazz Sophisticated Ladies alla Cavalleria Rusticana. Nella scoppiettante ed assordante tempesta di suoni ha offerto un tocco di raffinatezza e distensione. Come è successo nella serata dello straripante rap. A Piazza Roma sembrava vivere in un’oasi di pace ascoltando la voce di Elisabetta Antonini, le note di Gianluca Podio al pianoforte, Luca Pirozzi al contrabbasso, Giacinto Piracci alla chitarra e Aldo Bassi alla tromba, in una dolce cavalcata jazz da Duke Ellington ad Ella Fitzgerald.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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