La musica di Antonio Pappano cambierà il futuro di Castelfranco?

La strada provinciale per raggiungere Castelfranco in Miscano è rattoppata, altalenante, sbilanciata. Lo scenario intorno è deserto e desolante. Il piccolo centro fortorino, alto 760 metri sul livello del mare, dista da Benevento 43 chilometri e conta ormai circa 800 abitanti. La fuga dei giovani è stata massiccia, soprattutto nell’ultimo decennio. Che fare per trovare nuove prospettive? Qualcosa può nascere sulla spinta della musica e della star internazionale Antonio Pappano, figlio di emigranti castelfranchesi.
Con questa benzina nel motore il paese sta provando a rilanciare il suo ruolo nella Valle del Fortore. E non solo. L’ambizione è grande. Mira a diventare punto di riferimento di percorsi formativi di respiro nazionale attraverso la Casa della Musica, in fase di ultimazione, e con la Fondazione Musicale dedicata a Pasquale Pappano, padre dell’illustre maestro britannico, in rampa di lancio. Le condizioni per spiccare il volo ci sono tutte, ma contano anche le infrastrutture, l’offerta ricettiva, la preparazione accorta dell’evento.
Il maestro è molto legato alle sue radici. Qualcuno aveva messo in dubbio le sue origini castelfranchesi.

“Tre anni fa -racconta Pappano- venne da me un signore di Montecalvo Irpino, Giovanni Cavalletti, che studiando l’albero genealogico della mia famiglia fin dal 1600 asseriva che i Pappano fossero di Montecalvo, ma nello stesso tempo scoprì che il mio bisnonno era nato a Castelfranco. Quindi siamo di Castelfranco e basta”. L’aneddoto affiora a conclusione di un magnifico e straordinario spettacolo.
Tra le stelle della Valle del Miscano ondeggia la mano di Antonio Pappano. Il maestro guida i suoi cavalli ora al trotto, ora al galoppo impetuoso. Il trionfo della musica va in scena a Castelfranco. Nella Villa Comunale del piccolo centro fortorino, trasformata per l’occasione in una arena a gradinate, è un tripudio irrefrenabile di note ed emozioni. Il gran concerto suggella la quattordicesima edizione del Tributo alla Memoria del Maestro Pasquale Pappano, che fece i primi passi musicali suonando nella chiesa del paese.
Sull’immenso palco Sir Pappano, bacchetta nella mano destra, balza, salta, sbuffa, rumina, mastica, ordina con la testa e i capelli il ritmo agli strumenti suonati dai giovani talenti dell’Orchestra Filarmonica di Benevento. L’armonia, ora lieve, ora scoppiettante, incanta e trascina, riscalda e rasserena la fresca notte estiva. Si parte con l’Ouverture da “La gazza ladra” di Gioacchino Rossini e si chiude con Ouverture Solennelle 1812 di Pyotr Ilyich Tchaikovsky. Passando per Max Bruch, Charles Gounod e Leonard Bernstein.
L’intensa carriera di Antonio Pappano,59 anni, sta vivendo uno dei momenti più alti e splendidi: direttore dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Covent Garden di Londra. A Castelfranco ha portato con sé uno dei più prestigiosi violinisti, il bulgaro Vasko Vassilev, già collaboratore di star della musica pop come Sting e i Rolling Stones, che ha eseguito il Concerto per violino e orchestra n.1 in sol minore op.26 di Brunch. Un’altra perla arriva dal soprano Daniella Cappiello, felice interprete del brano Je veux vivre da “Romeo et Juliette” di Gounod.
Il cuore del concerto è stata l’Orchestra Filarmonica di Benevento, una squadra di 65 musicisti nata solo tre anni fa e già sotto i riflettori nazionali, grazie alla tenacia e alla passione, alla bravura e alla fatica dei giovani impegnati, quasi tutti venticinquenni, e del direttore artistico Francesco Ivan Ciampa.“Altrove le orchestre chiudono -ha sottolineato la presentatrice Melania Petriello- qui invece aprono, oltre le frontiere provinciali, e si arricchiscono di apporti e contaminazioni, che accrescono spessore e qualità artistica”. Lo stesso maestro si è congratulato con i ragazzi che “stanno guadagnando in suono e partecipazione”.
Il concerto di Pappano a Castelfranco si conferma come uno degli appuntamenti musicali più importanti dell’estate italiana. L’idea, lanciata dall’amministrazione comunale, prese corpo nel 2004, all’indomani della morte del maestro Pasquale. Il direttore artistico della manifestazione è Selene Pedicini. Per la sua valenza culturale oggi è entrata nei programmi per la promozione turistica della Regione Campania ed è sostenuta convintamente dalla Camera di Commercio di Benevento.

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