La Pizza Italiana da Benevento al Mondo Il governatore De Luca: “Il tempo delle clientele è finito”

“La vostra è una sfida impegnativa. Ma se volete fare una pizza di qualità, i prodotti di base devono essere della Campania. Pomodoro, olio, grano, latticini doc vengono dalla nostra regione. Se volete conquistare il mercato la mozzarella è campana. Gli amici pugliesi possono fare al massimo la burrata”.

Con questa raccomandazione ironica, ma forte e determinata, rivolta ai dirigenti della Nesltlè, il governatore Vincenzo De Luca ha incoraggiato l’investimento strategico della multinazionale a Benevento, presentato questa mattina nell’Auditorium San Vittorino.

Si chiama Progetto Buitoni, prevede tre linee di produzione, 150 posti di lavoro aggiuntivi entro il 2020, e 350 pizze al minuto quando andrà a regime .L’importante azienda ha deciso di investire 50 milioni di euro a Benevento dove intende creare l’hub internazionale della pizza surgelata da esportare in Europa ed in altri continenti. L’ampliamento dello stabilimento che già opera nel capoluogo sannita si avvale del contributo del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione Campania.
“Abbiamo abbinato il sapere antico con tecnologie all’avanguardia -ha sottolineato Massimo Ferro, direttore Corporate Strategy Gruppo Nestlè Italia -il team di giovani dipendenti ha una media di trent’anni. Produrremo la Pizza Bella Napoli nei tre nuovi magazzini in costruzione”. Nel video proiettato dietro al palco sfilano le immagini degli impiegati e degli operai, orgogliosi di far parte di una squadra impegnata con “competenza, passione e amore”. “Il successo nostro -osserva Leo Wencel, capo Mercato Gruppo Nestlè Italia- sarà il successo di tutto il territorio, di Benevento, della Campania e dell’Italia”.
Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha auspicato che questo “raggio di sole” possa aprire le porte ad una rinascita della città e nuove speranze per il futuro dei giovani. L’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, ha elogiato l’investimento come “modello concreto e virtuoso” dei Contratti di Sviluppo. “Questo tassello è fondamentale -ha ricordato Filippo Liverini, presidente della Confindustria- per fare uscire il territorio dall’angolo. Con la realizzazione delle infrastrutture in corso, dall’Alta Capacità Napoli-Bari al raddoppio della Telese-Caianello raggiungeremo nuovi traguardi. Ci fa ben sperare il ritorno a Benevento del giovane imprenditore e ricercatore Raffaele Pilla che alcuni fa era andato via negli Stati Uniti”.
La scelta della Regione Campania di sostenere con convinzione e coraggio questo investimento è stata fortemente rivendicata dal presidente De Luca. “Stiamo facendo una vera e propria rivoluzione -ha affermato con orgoglio il governatore- per molti anni in Campania il ceto politico ha dedicato il 90 per cento del suo tempo a organizzare sistemi di potere clientelari e gli elenchi dei clienti da foraggiare, e solo il 10 per cento a risolvere i problemi e a creare sviluppo. Noi siamo impegnati nel capovolgimento dei tempi: il 10 per cento del tempo dedicato alla politica politicante ed il 90 per cento alla soluzione dei problemi e allo sviluppo del territorio, senza dotarci della rubrica dei clienti”.
La svolta punta anche ad riequilibrio territoriale e a dare una mano alle famiglie più bisognose. In questo quadro rientra il trasporto gratuito per 100 mila studenti campani, un investimento di 24 milioni di euro all’anno, operazione unica in Italia. “Bisogna avere l’onestà intellettuale -ha detto De Luca- di riconoscere che la Campania ha fatto un salto in avanti, che c’è stato un cambio di marcia, come dimostra la crescita del Pil del 2,4 per cento, il doppio della Lombardia. Grazie agli ultimi governi ci sono maggiori convenienze per investire”. Poi il governatore ha sbandierato la mole delle risorse fresche stanziate dalla Regione Campania, dai fondi per il lavoro e l’alluvione al Piano di Sviluppo Rurale.
Parlando delle infrastrutture necessarie, il pragmatico De Luca ha manifestato l’esigenza di una “sburocratizzazione radicale” e di un’accelerazione dei tempi, definendo la Telesina “una delle strade più pericolose d’Italia”, pur riconoscendo l’impegno del governo e del Mit. Le priorità della sua agenda sono quattro: Ciclo dei Rifiuti, Mobilità Regionale, Ciclo delle Acque, Banda Larga. “Oggi siamo la regione più ambientalista e più monitorata d’Italia -ha esclamato il presidente campano- combattiamo il nuovo abusivismo. Ma basta col finto ambientalismo”.
“Il mezzogiorno si è rimesso in moto -ha concluso il ministro Claudio De Vincenti- il clima sta cambiando. Per combattere il dramma della disoccupazione giovanile abbiamo messo in campo svariati strumenti, dai Contratti di Sviluppo al Credito d’imposta, dalle Zone Economiche Speciali al progetto “Resto al Sud” alla Banca del Mezzogiorno, che fanno parte del Masterplan lanciato dal governo Renzi. Oggi ci sono energie imprenditoriali vive e diffuse, c’è un protagonismo della società civile che sta rialzando la testa contro i potentati locali e contro le clientele”.

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