La protesta delle biciclette: “Ridateci Corso Garibaldi. Costruiamo una pista per ogni quartiere”

Riapriamo il Corso Garibaldi alle biciclette. Realizziamo un grande piano di mobilità ciclabile per la città di Benevento. Fermiamo l’inquinamento delle automobili e delle polveri sottili. Il dramma del coronavirus ci offre un’occasione importante per un cambio di passo e mentalità, per migliorare la qualità della vita.

Cominciamo dall’uso diffuso della bicicletta, incoraggiato anche dai provvedimenti del governo col Decreto Rilancio. Questo è il momento di ridisegnare città a misura d’uomo. Con sobrietà, equilibrio e sicurezza.

Il Comitato dei cittadini in bicicletta è tornato alla carica con un flash mob. I promotori chiedono che venga rimosso il divieto di transito alle biciclette all’interno dell’area pedonale di Corso Garibaldi, che qui sia bloccato il transito delle automobili e che i Vigili Urbani utilizzino le due biciclette elettriche acquistate dal comune, che Palazzo Mosti nomini un Mobility Manager per una seria politica di mobilità sostenibile, che venga attuato un piano ciclabile comunale, che la velocità di tutti i veicoli sia ridotta ai 30 chilometri all’ora in ampie zone urbane. Perché le biciclette non sono un problema, ma la soluzione.

Noi vogliamo abbandonare l’automobile – ha detto Chiara Miressi, rivolta all’assessore Luigi Ambrosone presente al sit innoi vogliamo utilizzare la bicicletta al posto dell’automobile anche per andare al lavoro. Dobbiamo immaginare una viabilità alternativa. La nostra città è una delle più inquinate d’Italia. Per questo il futuro si decide oggi. Mettiamoci al passo con tante metropoli europee che hanno sperimentato con successo diversi stili di vita. Facciamo una campagna di sensibilizzazione anche nelle scuole”.

La folta pattuglia di ciclisti presenterà le proprie proposte al comune in un incontro previsto per giovedì prossimo. Sui cartelli esposti illustrano le tante possibilità innovative che scaturiscono dall’uso della bicicletta. Basti pensare che “nel mondo l’automobile uccide ogni anno un milione e 300 mila persone, di cui 400 mila giovani e 60 mila bambini”.

Altri portano slogan che recitano così: “Chi usa la bici vive fino a otto anni in più di chi non la usa” e “Chi usa la bicicletta riduce la possibilità di morire di infarto e di malattia di cuore del 52 per cento e la possibilità di morire di cancro del 48 per cento”.

Non comprendiamo -sottolinea Alessio Fragnito, uno dei promotori della protesta- perché il sindaco Mastella e il suo pedissequo comandante dei vigili abbiano dichiarato guerra senza pietà a chi usa la bicicletta, mentre in altre città molti la usano per andare al lavoro. Le biciclette non sono pericolose. Basta stabilire gli spazi giusti di transito, con le opportune strisce e adeguati limiti di velocità. Con esse si potrebbero risolvere i problemi del traffico, favorendo la salute e il benessere della comunità. I quartieri cittadini potrebbero essere rivitalizzati con una pista ciclabile ed isole pedonali ad uso promiscuo

Il sogno dei ciclisti beneventani è ambizioso, ma al comune diversi progetti sul tema sono rimasti nel cassetto. Si potrebbero immaginare parcheggi di interscambio per chi arriva in auto in città.

Le aperture dell’assessoreconclude Fragnitosono un segnale positivo. Per noi rimane fondamentale l’apertura di Corso Garibaldi, che è l’unica strada in sicurezza, dove le automobili non vanno a 50 all’ora. Noi non vogliamo rischiare la vita. Proponiamo un piano ciclabile che colleghi le zone basse a quelle alte ed anche le due piste già esistenti, che fanno parte del percorso Euro Velo 5 cha va Canterbury ad Atene. Già oggi ogni anno vengono a Benevento mille persone che fanno cicloturismo. Valorizziamo queste occasioni”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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