La sfilata gioiosa e combattiva del 25 aprile a Benevento. L’appello di Ciervo: “Vietiamo gli spazi pubblici ai fascisti”

“Mai più fascismi”, “Nessun razzismo nei nostri cuori”, “Cambieremo il mondo con le nostre idee, siamo la luna che muove le maree”. Questi gli slogan più gridati, che hanno vivacizzato la manifestazione organizzata per celebrare il 25 aprile a Benevento.

Un corteo colorato dalle bandiere Arcobaleno della pace, da quelle dei sindacati confederali, delle associazioni impegnate contro la mafia, come “Libera”, dei partiti della sinistra, dei movimenti antagonisti e dei centri sociali. Dalle fasce tricolori di alcuni comuni, da Benevento a Sant’Agata dei Goti, da Arpaise ad Apice.

“Questa è la festa di tutti gli italiani -ha sottolineato Amerigo Ciervo, presidente provinciale dell’Anpi- il motto scelto quest’anno è “Destinazione Costituzione”, con tre obiettivi fondamentali: antifascismo, uguaglianza, pace. I partigiani lottarono per la libertà di tutti. L’importanza di questo impegno lo abbiamo colto con maggiore chiarezza due settimane fa ad Auschwitz-Birkenau, dove ho accompagnato gli alunni del Liceo Classico “Giannone”. Guardando quei luoghi si comprende che una generica pacificazione non ha senso”.


La manifestazione è stata resa più combattiva e festosa dalla presenza dei giovani, delle donne e dei migranti. Forse più marcata degli anni passati. Anche la partecipazione delle istituzioni ha fatto un passo avanti, ma si auspica che in futuro possa essere più consistente, come avviene in tante realtà del nord. Il presidente Ciervo ha chiesto al sindaco di Benevento che venga approvata una delibera che vieti l’utilizzo degli spazi pubblici a quei movimenti che si richiamano all’ideologia fascista.


Tra i politici, oltre a Clemente Mastella, hanno sfilato, tra gli altri, Claudio Ricci, Mino Mortaruolo, Nicola Sguera, per i sindacati Rosita Galdiero della Cgil e Fioravante Bosco per la Uil, poi dirigenti delle Acli, dell’Arci, dell’Uisp. Alla testa del corteo, come sempre, il partigiano Giuseppe Crocco,94 anni, nome di battaglia Caramba. Alla fine della manifestazione ha rilanciato il suo messaggio “Mai più guerre”, mentre il trombettista della banda di Grottolella suonava il classico “Silenzio”.
“Anche dal sangue dei caduti della nostra terra -ha concluso Ciervo- è nato il seme della nostra Costituzione. Ricordiamo tra tutti la partigiana beneventana Maria Penna uccisa dai tedeschi a Firenze. C’è ancora molto da lottare in Italia e nel mondo, per i poveri e per gli ultimi. Perché la libertà senza giustizia non serve a niente”. Poi, l’attore Michelangelo Fetto, uno dei fondatori della Solot, ha letto le lettere di due giovani condannati a morte ed ha ricordato con grande commozione il compagno Diodoro Cocca.

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