La tromba raffinata di Luca Aquino, novello Pulcinella del jazz, tra Napoli e l’America, Luigi Tenco, Chet Baker e Celentano

Il fiato insufflato nella tromba elettronica, un sussurro sonoro leggero, tra i suoni avvolgenti dell’Orchestra Filarmonica di Benevento. Ritorna sulla scena Luca Aquino dopo due anni di sosta forzata per gli imprevisti della salute. Ritornano le note italiane, mediterranee, napoletane,

sudamericane. Nello scenario antico dell’Arco del Sacramento l’artista beneventano presenta la sua ultima fatica, “Italian Songbook” e parte un viaggio tra Luigi Tenco e Fabrizio De Andrè, tra Ennio Moricone e Chet Baker, tra Celentano e Mia Martini.

La copertina del nuovo disco è stata disegnata da Mimmo Paladino e rappresenta un Pulcinella festoso e girovago, che suona la tromba e sbandiera un cornetto rosso per scaramanzia. Simboleggia la ballata di un popolo e di un anima. Come Luca Aquino che naviga nell’universo della musica italiana, melodica, romantica, popolare. Tra amori perduti, ricordi d’America, quartieri e scalinatelle di Napoli, tra stagioni che violano via ed incontri estemporanei in un bar di paese, accompagnati da una fisarmonica.
Il ritorno di Luca Aquino dopo 24 mesi di assenza, meritavano di essere festeggiati. Il trombettista ci teneva molto a presentare nella sua città l’anteprima del suo ultimo album. “Luca è reduce da un influenza virale molto forte -ha precisato la presentatrice Melania Petriello- sta vivendo giorni di convalescenza che avrebbero imposto a chiunque di rimandare questo concerto. Ma lui ha scelto di farlo lo stesso. Luca non se n’è mai andato. Staserà suonerà con una tromba differente da quella con la quale ha inciso il disco”.
Già dalle prime note l’atmosfera si dipinge di fascino e suggestione. Luca compare suonando, occhiali neri, senza parole, inonda il teatro di armonie e melodie degli anni sessanta rivisitate in chiave jazz. Scorrono cariche di emozioni, “Scalinatella” di Roberto Murolo, “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco, “Era de maggio” di Salvatore Di Giacomo e di Mario Costa, “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De Andrè, “Storia d’amore” di Adriano Celentano, “La compagnia” di Mogol, ricantata di recente da Vasco Rossi.
Il viaggio musicale di Aquino è impreziosito dal piano di Fabio Giachino, dalla fisarmonica di Natalino Marchetti, dalla batteria di Ruben Bellavia. L’Orchestra Filarmonica di Benevento è diretta per l’occasione dal maestro Giovanni Francesca. “Questa orchestra -ha sottolineato Petriello- è diventata grande, è riuscita a portare la propria musica oltre il territorio. Ha organizzato quattro stagioni lirico-sinfoniche: un’operazione eroica. La collaborazione con la rassegna “Riverberi” di Luca Aquino è nata ai tavoli di un bar. Comincia una grande avventura, una sfida che già ora possiamo dire di avere vinto”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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