La Winter School di Civico22 e il conflitto di interessi di Moretti

Pare sia stato Pietro Ingrao, nel 1966, all’XI congresso del Pci, a coniare l’espressione “un nuovo modello di sviluppo”. La stessa fu ripresa, anni dopo, da Dario Franceschini, a quei tempi vicesegretario del Pd, che aprì una summer school del partito ipotizzando proprio un nuovo modello di sviluppo.

Questa locuzione è stata nel tempo utilizzata ogni qualvolta si volesse dare l’impressione che una svolta fosse vicina, un cambiamento a portata di mano, una novità a un tiro di schioppo. Anche Civico22 da qualche mese è in campo agitando questo grido di battaglia: un nuovo modello di sviluppo per Benevento.

Angelo Moretti ha disvelato l’intenzione di candidarsi a sindaco. Al suo fianco è rimasto, dopo la defezione degli altri due fondatori Pasquale Orlando ed Ettore Rossi, Pasquale Basile, leader della sinistra più oltranzista di Benevento.

Moretti è sceso in campo con tutta la sua organizzazione e la sua struttura, quel Consorzio Sale della Terra, intreccio di cooperative sociali, di cui è a capo, trascurando il fatto che proprio questo potrebbe rivelarsi il suo tallone di Achille. La politica è un’arena dove scorrono a fiumi sangue e merda. Non che Moretti non appaia attrezzato per la lotta, anzi. Le sue catilinarie contro il sindaco Clemente Mastella sono aspre, puntute e frequenti: forse qui il rischio è che se si esagera si adombri il sospetto del rancore personale come motore.  Ma il conflitto di interessi in politica è sempre foriero di grattacapi.

Civico22  sarebbe una buona alternativa per la città, ma un progetto politico che si mette in gioco – anzi a giocare – un anno prima delle elezioni  non può permettersi il lusso di sbagliare neppure una mossa. Il rischio è che a due mesi dal voto si sia già sgonfiato come un soufflè.

Per Moretti il tempo gioca a suo sfavore: un anno è un vantaggio competitivo troppo lungo offerto ai suoi avversari, soprattutto se tra questi c’è uno come Clemente Mastella che sa che la politica è un ring senza arbitri e quindi senza esclusione di colpi sotto la cintura.

Ecco perché portare il Consorzio Sale della Terra in Civico22 significa fare di Civico22 la dependance del Consorzio Sale della Terra. E questo non farebbe che gettare benzina sul fuoco di quel conflitto di interessi di cui Moretti  è evidentemente portatore.

Civico22, negli ultimi tempi, pare assomigliare più ad una Winter School del Consorzio Sale della Terra, basta spulciare tra i video e le gallerie fotografiche pubblicati sui social.

Negli ultimi laboratori di Civico22,  intorno al tavolo sempre più spesso siedono dipendenti e collaboratori del Consorzio Sale della Terra, a cominciare dal suo direttore Giangregorio. Non si comprende se vengano messi lì a riempire sedie rimaste vuote o se questa sia la classe dirigente che Moretti abbia in mente per la città: nell’uno e nell’altro caso sarebbe grave, perché chi ha legami professionali con un capo politico è sempre un soggetto con un’autonomia (di azione e pensiero) fragile. Anche Berlusconi selezionò una parte della sua classe dirigente in Publitalia o in Fininvest, ma sappiamo come è andata a finire.

Civico22 se vuole diventare offerta politica appetibile per eventuali alleati, dal Pd al M5S, deve cominciare a dimostrare di riuscire a camminare sulle proprie gambe, non su quelle del Consorzio Sale della Terra; Moretti non dovrebbe di certo improvvisarsi novello San Francesco e spogliarsi di ogni bene in terra, ma cominciare ad affrancarsi dalla sua impresa sociale sì, perché chi ambisce a guidare un Comune non può pensare di portarsi dietro il proprio business, soprattutto se questo si poggia sui rapporti con la pubblica amministrazione a tutti i livelli.

A meno che Civico 22 non voglia trasformarsi nella Winter School dei suoi dipendenti e collaboratori, una sorta di Frattocchie 3.0.

Senza alcuna pretesa di paragonare le due esperienze distanti tra loro anni luce, però è simpatico notare come ci sia un elemento numerico che accomuna Civico22 alla famosa scuola del Pci: l’unica indicazione per arrivare a Frattocchie  era un cartello sull’Appia con scritto semplicemente Km 22.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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