L’amaro passo indietro di Paolucci: “Ritiro la candidatura a sindaco. Non mi farò logorare”

Federico Paolucci è uno degli esponenti più lucidi e raffinati del panorama politico locale. Colto, un pedigree di tutto rispetto, profondo conoscitore delle dinamiche politiche, uno di quelli che ravvivano la fiamma della destra da ragazzini, ha preso dal niente Fratelli d’Italia e lo ha fatto letteralmente volare alle Regionali.

Ma lui,  invece di passare all’incasso, come fanno tutti quelli che nei partiti portano a casa il risultato,  a pochi giorni dal voto si presenta dimissionario. Lascia la guida di FdI nel Sannio e annuncia la sua candidatura a sindaco di Benevento. Del resto, lo scriveva Luis Sepùlveda: vola solo chi osa farlo e Paolucci aveva deciso di osare.

Il centrodestra a Benevento non se la passa bene: Forza Italia è ridotta poco più che a una combriccola e la Lega non riesce a sfondare, mentre Fratelli d’Italia è l’unica a crescere. Ciò nonostante le tre forze politiche non trovano la quadra, anzi le loro strade sembrano separarsi. All’ultimo vertice sulle Comunali, FI e Lega non convocano FdI. Tuona Alberto Febbraro: “Senza di noi non vanno da nessuna parte”.

Paolucci capisce di essere lui l’indesiderato guastafeste e reagisce con una provocazione: “Pronto a ritirare la candidatura – dichiara  dalle colonne del Mattino -se a proporsi sarà il trio Mastella-Del Basso De Caro- Viespoli , sarebbe un bel modo per chiudere la transizione del ‘900″.

Una provocazione, certo, che però rivela più di quanto non dica: la rottura con gli alleati è determinata dalla sua candidatura a sindaco. Tanto che per mettergli i bastoni tra le ruote si fa entrare nell’arena anche Pasquale Viespoli. Che sia una boutade o una reale ambizione dell’ex primo cittadino di Benevento, la contrapposizione Viespoli-Paolucci, evocatrice di un congresso permanente, segna il punto di non ritorno.

Tanto che oggi Federico Paolucci ha inviato una missiva al coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia in cui conferma la volontà di rinunciare alla sua candidatura a sindaco e anticipa la partecipazione al vertice del centrodestra fissato per il prossimo 17 dicembre, non dopo aver stropicciato gli alleati accusandoli di brigare contro FdI e di essere “affaccendati in inutili obiettivi minimi e/o rivendicatori, per poter ambire alla costruzione di una coalizione credibile”.

Per il numero uno dei meloniani nel Sannio, inoltre, “la situazione del centrodestra a Benevento è disastrosa”. Parole durissime che peseranno come macigni sul vertice del 17. 

 

Di seguito il testo integrale della lettera inviata da Federico Paolucci al coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia 

“Cari amici, 
come al solito, prima della riunione del 17 dicembre (alla quale questa volta parteciperò), voglio anticipare qualcosa, in modo da non rendere la riunione lunga e pesante. 
La situazione nel centrodestra è, a mio avviso, disastrosa. Avete tutti letto dai giornali ciò che accade e credo che Fratelli d’Italia vada difesa, perché intollerabile che i presunti alleati facciano accordi a nostra insaputa  contro di noi; sia alle provinciali, sia non invitandoci alle riunioni. 
Per ciò che mi riguarda, la candidatura a Sindaco aveva solo l’esigenza di evitare che da una parte vi fosse solo Mastella e che gli altri, a cominciare da noi, perdessero tempo in lungaggini di partito, tavoli, discussioni… rischiando di copiare l’effetto Caldoro. 
A questo punto, e vista la dinamica che si è determinata e la qualità del dibattito, mi sono messo da parte come candidato a sindaco, con l’intervista rilasciata a il mattino il 9 dicembre (perché non ho intenzione né di farmi logorare, né di farmi massacrare).
Chi non la ha letta, me la può chiedere e gliela invio, unitamente a tutte le dichiarazioni apparse sui giornali e che rappresentano, secondo me, la fine di ogni speranza di costruire un percorso condiviso e competitivo, sia per il centrodestra in generale, sia per la città di Benevento. 
Gli attuali interlocutori del cd. centrodestra sono troppo affaccendati in inutili obiettivi minimi e/o rivendicatori, per poter ambire alla costruzione di una coalizione credibile. Pertanto io non credo che Fratelli d’Italia faccia bene a mettersi né a discutere né al seguito del carro di chi non hanessuna intenzione di ragionare per il futuro della città o di chi, dopo essere rimasto deluso da Mastella vuole capeggiare la rivolta personalistica contro di lui. Secondo me così non si va da nessuna parte. Se il quadro cambierà, non lo so. Ma, allo stato, è così. 
Per ciò che riguarda il ruolo di Portavoce, non appena ci sarà il chiarimento a livello regionale, confermerò le dimissioni perché non credo che sia più utile la mia presenza in prima persona. 
Per ciò che riguarda il ruolo e la funzione del partito, credo che Fratelli d’Italia continuerà a crescere, ma la sua funzione all’interno della dinamica politica sarà – come tutto il centro destra – marginale, atteso che l’Italia che vivremo nel post-covid (quando – speriamo presto – arriverà), sarà così diversa che – ricordatevi queste parole – ci pentiremo di non aver colto l’occasione di battere sulle battaglie di riforma dell’assetto istituzionale del paese, che saranno il vero problema. Spero solo che chi – continuando ad usurpare il voto popolare – continuerà a governare, riesca a determinare qualche ricaduta per l’Italia e per il Sud in particolare. Altrimenti, con uno stato così ridotto rischiamo il fallimento, non solo economico. 
Per ciò che mi riguarda, continuerò a fornire il mio contributo, nei limiti delle mie possibilità, attraverso un’associazione culturale – qualunque essa sia – come è stato sempre nei miei progetti (e di questo alcuni di Voi me ne possono dare atto), ma fuori dalle dinamiche interne di partito, per le quali non ho più né la forza né la voglia di combattere. 
A giovedì (dopo di che, prenderò una lunga pausa di riflessione e di meritato riposo)”.
Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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