Le frecciate di Solenghi e Lopez, dissacranti imitatori e mattatori, da Papa Francesco al premier Conte

Giocando e scherzando sui cantanti e i politici, sui presentatori e i giornalisti, con una dissacrante punzecchiatura anche al Vaticano, Massimo Lopez e Tullio Solenghi hanno confermato la loro bravura artistica, maturata in tanti anni di televisione, nello show portato in scena al Teatro Massimo di Benevento, nell’ambito della rassegna “Città Spettacolo Teatro”.

Uno spettacolo vecchio stile, accattivante e graffiante, che pur non avendo fatto registrare il gran pienone , ha ridato un po’ di slancio e smalto ad una manifestazione che fino ad ora non ha brillato per notevoli coinvolgimenti.
Il duo ha ripescato gli sketch più divertenti del repertorio portato avanti col Trio, il gruppo di cui faceva parte anche Anna Marchesini, scomparsa nel luglio 2016. Accompagnati dalla Jazz Company del maestro Gabriele Coneglio, composta da Alberto Gallo alle tastiere, Marco Serra alla batteria, Ezio Rossi al basso e Fabio Gangi al pianoforte, i due mattatori, Lopez e Solenghi, hanno imitato, cantato, ballato, recitato, creando una variopinta girandola di personaggi, mescolando lingua inglese e dialetti regionali.
Da Domenico Modugno a Patty Pravo, da Michael Bublè a Frank Sinatra, da Pippo Baudo a Maurizio Costanzo, da Gianfranco Mughini ad Antonio Di Pietro, da Berlusconi a Prodi, fino all’attuale presidente del consiglio, Giuseppe Conte, la cavalcata dei due attori ha avuto un ritmo intenso e giocoso, una freschezza satirica rinnovata da frequenti incursioni nell’attualità. Tra i momenti più esilaranti spiccano l’incontro tra Papa Francesco e Papa Ratzinger e l’interpretazione goffa e penzolante di Maurizio Costanzo.
Non sono mancate frecciatine al governo in carica. “Io aborro -ha esclamato Mughini, imitato da Solenghi con geniale maestria – questi dilettanti allo sbaraglio, come Toninelli, che ci stanno facendo rimpiangere gli Alfano e i Brunetta”. Efficace e pungente Lopez nella performance di Giuseppe Conte alle prese con le pressioni dei due vicepremier, come un asino in mezzo ai suoni, che invoca chiarezza ed invita ad avere fiducia, perché tutto si risolverà per il meglio. “Non vi accavallate -sbotterà- si può sapere chi devo ascoltare prima?”.
Dopo l’omaggio a Paolo Villaggio è arrivato il ricordo commosso dello loro compagna di viaggio attraverso una struggente lettera-poesia. “Non mi interessa sapere chi sei e come sei arrivata fin qui -hanno declamato insieme- non mi interessa sapere cosa verrà dopo di noi, se potrò ancora prenderti per mano. Voglio sapere se avrò ancora il privilegio di specchiarmi nel tuo sorriso. Vogliamo sapere se anche nell’emozione di quell’istante, nel gioco inesauribile dell’essere stati in scena accanto a te, anche stasera che ripetiamo questo nostro magico gioco, tu sei ancora qui, accanto a noi, Anna”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.