Le opere Agostino Cumbo tra la materia e il sogno dicono che un altro orizzonte è possibile

Gli uomini sono fatti della stessa materia dei sogni. Lungo questo sentiero onirico di forte impronta shakespeariana sembrano danzare le opere di Agostino Cumbo, presenti nella mostra inaugurata di Palazzo Paolo V a Benevento, visitabile fino al prossimo 5 luglio.

Colori leggeri e sobri disegnano immagini lievi e volteggianti tra forti vicende religiose, emozioni ungarettiane, denunce anticapitalistiche e profumi di donne.

 

La personale è intitolata “Deformazioni Artistiche”, ma in realtà forma un percorso rintracciabile di bellezza e umanità, tra mani che si tendono e girandole allegre di figure filiformi, che dicono che un altro orizzonte è possibile. Baste cercarne le orme tra le erbe e le pietre più solitarie, sul monte del Golgota, nello sventolio di piccole bandierine rosse, nel gesto sofferente di un battente di Guardia Sanframondi.
All’inaugurazione della performance dell’artista beneventano hanno partecipato frotte di giovani e ragazze, gioviali e vivaci, ed anche l’assessore alla cultura Oberdan Picucci.

Tutti attratti dal segno di Cumbo, allievo del maestro Igor Verrilli, formatosi presso la Casa di Schiele, ma soprattutto nella osservazione dei sentimenti più profondi e nella gioiosa voglia di vivere e di lottare, anche contro le “Sette Sorelle”. Come emerge in una delle sue opere più emblematiche.
Antonio Esposito

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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