Le smaronate di fine anno delle senatrici 5 Stelle ci ricordano che il peggio deve ancora venire

Diciamolo: il 2018 poteva chiudersi meglio, ma le cose seguono un corso che la ragione non conosce. E così mentre due giorni ci dividono dal nuovo anno, a ricordarci che il peggio deve ancora venire arrivano direttamente da Roma le neosenatrici del M5S, Danila De Lucia e Sabrina Ricciardi.

Mentre i 5 Stelle, in questi anni, hanno sputato in faccia al primo che gli passasse accanto parole d’ordine come “onestà e trasparenza, trasparenza e onestà”, noi dobbiamo subirci le smaronate di fine anno delle due senatrici.

Danila De Lucia: “Ci accusano di non aver destinato fondi ai figli delle donne che ne rimangono vittime. E’ falso, lo abbiamo fatto con l’approvazione del codice rosso. Ma non si racconta. Così come non si racconta la verità sulla manovra economica”.

Da settimane, alcune deputate stanno conducendo una vigorosa battaglia contro il taglio ai fondi per i figli del “femminicidio”, circostanziandola con numeri che non sono dettagli visto che parliamo di 10 milioni di euro. Ma per la senatrice 5stelle, componente della Commissione d’inchiesta sul Femminicidio va tutto bene madama la marchesa e come se non bastasse confonde il fondo pro vittime con il Codice rosso per proteggere le donne dalle violenze.

Mentre nel primo caso si tratta di sostenere anche economicamente i figli delle donne uccise dai mariti o dai compagni, nel secondo caso, alle denunce delle donne sarà riservata una corsia preferenziale.

Ma De Lucia confonde i fischi con i fiaschi, nel tentativo (maldestro) di tirarsi fuori dalle ambasce. Del resto, la conferenza stampa era stata organizzata per tracciare il bilancio dei primi mesi in parlamento. E, la giornalista-senatrice De Lucia è diventata un’icona fulgente dell’ incompetenza e dell’improvvisazione. 

Sabrina Ricciardi:  è riuscita a smaronare due volte in una frase soltanto.

L’incipit è da manuale di retorica: “Tutto deve ripartire dai collegamenti per ridare al territorio un’importanza strategica“. Il seguito è da venditore di tappeti: “E’ per questo – ha annunciato, tronfia, Ricciardi – che nel Sannio arriveranno mille milioni di euro in appalti, tutti assegnati ad imprese sannite. Sono fondi che ricadranno sul territorio stimolando l’economia”. Un bluff: i 1000 milioni citati dalla senatrice non sono altro che quelli stanziati per le infrastrutture sannite dalla legge del 2014 nota come Sblocca Italia intoccabile anche per  il Governo gialloverde.

Nell’ansia di snocciolare cifre monstre per impressionare giornalisti e opinione pubblica e per riempire di parole il bottino magro di 9 mesi di parlamento, Sabrina Ricciardi si è lasciata andare in una seconda panzana (in una sola frase): i soldi andranno tutti ad imprese sannite. Falso, ovviamente, anche perché sarebbe come dichiarare guerra al libero mercato.

Questione sanità, Danila De Lucia: I nuovi concorsi per il Rummo? Difficile che risulteranno attrattivi. Da quell’ospedale vanno via. Il pronto soccorso è un disastro”. Peccato che il piano ospedaliero è stato, poche settimane fa, approvato a Roma proprio dai ministri 5 Stelle, confermando per il Rummo il DEA di II livello e il pronto soccorso a Sant’Agata de’ Goti.  Ma qui gioca, forse, la vicenda personale, visto che con il Rummo, la senatrice De Lucia, che lì ha lavorato come giornalista per circa dieci anni, ha in corso una vertenza di lavoro.

Ma è sul subemendamento della senatrice Lonardo sul depuratore di Benevento che le senatrici pentastellate dimostrano che solo lo studio matto e disperatissimo può evitare smaronate: “Non avremmo mai potuto votare il subemendamento della Lonardo – dichiarano – non solo perchè lo abbiamo letto solo 15 minuti prima della scadenza dei termini, ma soprattutto perchè mancava completamente della documentazione necessaria. Completamente assente un piano giustificativo per una spesa di 20 milioni di euro. Mastella conosce le dinamiche parlamentari. E’ stato lì 37 anni. Sa bene che un sub emendamento non si vota“.

A sbugiardale interviene prima De Caro:Certo che un subemendamento si vota“.

Mentre Sandra Lonardo ci va giù dura: “Trovo davvero farsesche le giustificazioni che le due senatrici grilline hanno addotto stamani in conferenza stampa a proposito dei mancati fondi per il depuratore della città – commenta la senatrice di Forza Italia prima firmataria del subemendamento della discordia- . Il sindaco di Benevento aveva lanciato un allarme che loro, che sono al Governo, non hanno voluto accogliere. Non solo, non hanno voluto neanche firmare il sub-emendamento da me presentato alla Legge di Bilancio per acquisire 20 milioni di euro fondamentali per terminare i lavori dell’impianto di depurazione, sostenendo che la manovra finanziaria non avrebbe previsto finanziamenti localistici. Mi fa ridere, perché leggendo ciò che è scritto nella finanziaria  si trovano mille provvedimenti localistici, anzi, oserei dire, molti sono addirittura personalistici, a cominciare da quello per tagliare le accise sulla birra o qualche condono messo ad arte da quella manina che spesso viene richiamata dal loro leader.

E l’elenco dei “regali” fatti agli amici ed agli amici degli amici è lungo. Le chiacchiere stanno a zero. La verità – conclude caustica Lonardoè una sola: Benevento, mai nella storia, come stavolta, ha avuto una così folta rappresentanza al Governo di maggioranza, eppure non sentiamo la loro voce, se non per denigrare il lavoro che noi continuiamo a fare, per amore della città. Ai beneventani l’ardua sentenza”.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.