Le stoccate di De Luca e la Campania che verrà: “Per i rifiuti ci vuole il compostaggio. A Roma c’è un governo di infelici”

Dalle infrastrutture alla sanità, dal lavoro ai rifiuti, con una sarcastico e graffiante ritratto del governo nazionale. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è intervenuto al convegno sull’Alta Capacità Napoli-Bari, organizzato dall’Università del Sannio, squadernando le cose fatte, ammettendo i ritardi registrati ed annunciando nuove opere ed investimenti. A dicembre sarà messa la prima pietra per il secondo impianto di compostaggio, previsto a Pomigliano d’Arco. Ma non per fare un “regalo” a Luigi Di Maio. Per la Diga di Campolattaro sono pronti 200 milioni per l’utilizzo delle sue acque. “Chi vuole allearsi con me -ha tagliato corto sulle prospettive elettorali- deve portare idee per la soluzione dei problemi. Non perdo tempo su alleanze e coalizioni”. Ma, trovandosi  davanti ad una platea di studenti, ha puntato molto sul lavoro, sugli sbocchi dopo l’università e sulle potenzialità di sviluppo del territorio.

“Il dramma della nostra regione -ha rimarcato- è la migrazione giovanile. Se ne stanno  andando i migliori. E’ un delitto. Dobbiamo offrire opportunità di vita e di lavoro, non di assistenza, che pure va bene contro la povertà. Ma non posso bruciare 9 miliardi di euro per non dare il lavoro. Del reddito di cittadinanza tra due anni resterà il deserto. Il piano per 10 mila assunzioni è partito. Il primo concorso per tremila giovani si concluderà a gennaio. I tempi sono stati un po’ lenti. Cambieremo la vita a 3 mila laureati e diplomati. Nessun ragazzo o ragazza ha dovuto piegarsi davanti ad un padrino politico. Ognuno ha potuto giocare le proprie carte in piena libertà. E questo in Campania è una rivoluzione”.

La grande opera ferroviaria Napoli-Bari permetterà tra quattro anni una mobilità straordinaria, accorciando tempi ed aprendo nuovi orizzonti alle aree interne. I territori attraversati dai treni e sedi di stazioni dovranno attrezzarsi con strade di collegamento, iniziative industriali e turistiche. La regione ha stanziato per questo già 50 milioni di euro. L’infrastruttura, che costerà 6 miliardi e 200 milioni, è tutta finanziata ed appaltata. Ha il consenso di 35 comuni e la certificazione di qualità europea per la sostenibilità ambientale. Un riconoscimento straordinario sottolineato da Giuseppe Marotta e Costantino Boffa. Per la ferrovia della Valle Caudina rimane in piedi il discorso del suo passaggio alla Rfi, che sta valutando tempi e costi. Questa linea ha bisogno di un nuovo ruolo, potenziandola e mettendola in sicurezza. Tra le ipotesi c’è quella di collegarla ad Afragola, sede dell’avveniristica stazione dell’Alta Velocità.

Il governatore ha annunciato che il prossimo 7 dicembre tornerà a Benevento per inaugurare la Risonanza Magnetica presso l’Ospedale Rummo. Ha parlato della difficile situazione della sanità e dei passi avanti. “Non avevamo anestesisti, né ortopedici -ha stigmatizzato- ai concorsi per l’emergenza i medici non partecipano per i problemi dei Pronto Soccorso. Abbiamo fatto un lavoro immane. Abbiamo creato la rete dell’infarto. Così anche chi vive in un paese sperduto, può raggiungere un ospedale in mezz’ora e salvarsi la vita. Oggi la frattura del femore si opera in 48 ora e non più in 15 giorni. Sono stati ridotti del 95 per cento i parti cesarei. Ma siamo ancora indietro per gli screening oncologici. Anche presso il Rummo, che rimane un grande ospedale, c’è un clima diverso, grazie al lavoro del nuovo gruppo dirigente”.

Nel sua panoramica regionale non è mancata una stoccata al capo della Lega, “al signore di Milano”, che ha promesso cinque termovalorizzatori per la Campania. “Quando gli ho chiesto “Dove vuoi metterli?”-ha raccontato De Luca- Nessuna risposta”. Ricordando che  per  realizzare un impianto di termovalorizzazione ci vogliono 7 anni, che costa tra 350 e 400 milioni di euro, non ci sono incentivi ed è difficile trovare un imprenditore privato. Che le discariche sono chiuse come le porte dei paesi europei che prima accettavano i rifiuti. Quindi bisogna percorre altre strade. Per non finire di nuovo nell’emergenza.

“Il Piano regionale dei rifiuti -ha detto- prevede una raccolta differenziata al 60 per cento,15 impianti di compostaggio e un utilizzo del materiale di riciclo molto spinto. Così il nostro piano regge. Nella mia città ho realizzato il compostaggio 10 anni fa, in centro, a 50 metri da una  clinica privata. Se non si fa l’impianto di compostaggio, l’alternativa è il termovalorizzatore. E’ chiaro o no? Allora facciamola finita con gli ideologismi e muoviamoci. Paghiamo migliaia di euro di multa. Lasciamo stare cose cervellotiche. Diceva Bacone “la stupidità non è un argomento”. Vi invito ad andare avanti. Non diventiamo ridicoli in Europa”.

Il governatore si è congedato con una pennellata sul governo nazionale. “Abbiamo un paese un po’ squinternato. A Roma stanno discutendo la finanziaria, che cambia ogni giorno. Ho rinunciato a seguirli. Quelli attualmente al governo sono degli infelici. Mi dispiace per Roberto Gualtieri, ministro dell’economia, persona perbene a cui va tutta la mia solidarietà. Gli butterò un santino di Padre Pio. Una situazione infernale. Qui da noi, intanto, ci sono motivi di speranza. Perché faremo la nostra parte fino in fondo”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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