Lettera dalla quarantena di Elide Apice: “Ho smesso di essere arrabbiata. Ho rimesso il rossetto”

Lettera dalla quarantena di Elide Apice 

Cara Teresa,

dovevano essere pochi giorni e invece siamo ancora qui in quarantena, chiusi in casa, nella mente pensieri in fuga.

Dovevano essere pochi giorni e quei giorni mi erano sembrati subito lunghi più dell’immaginabile.

Per una come me, sempre “in tutt’altre faccende affaccendata”, impossibile pensare di non poter uscire, incontrare persone, partecipare ai tanti piccoli grandi eventi organizzati in città.
Rabbia soffocata dal senso di civiltà, voglia di piangere, senso di impotenza cui si aggiungevano i pensieri neri e implementati dalla distanza.

Le mie figlie, le mie nipotine lontane e nessuna possibilità di star loro vicine.
Si sono susseguiti giorni in apnea, muscoli contratti e stomaco a pezzi, un attesa spasmodica che tutto finisse, che tutto fosse solo un incubo e invece no, i risvegli dopo notti pressoché insonni, mi facevano ripiombare in un incubo di cui non riuscivo a vedere la fine.

Nulla aveva più un senso era un continuo attendere che passassero le ore in attesa del “bollettino di guerra” delle 18, ubriacandosi di parole di esperti più o meno validi, ognuno col suo parere, ognuno a spaventarmi sempre più.

Poi ci si abitua (forse questo è il pericolo maggiore), ho smesso di sentirmi arrabbiata, ho smesso di sentirmi impotente e ho deciso di reagire.
Ho iniziato da me, ho ricominciato a curarmi dopo giorni di doccia e via, ho addirittura rimesso il rossetto che non ho quasi mai usato e tutto per stare in casa.

Mi sono data delle scadenze e degli orari, ho pensato che avrei potuto leggere le decine di libri in attesa, ho iniziato ad organizzare “eventi” in rete continuando le tante attività dell’associazione Culture e Letture, forte dell’appoggio dei tanti soci e delle tante socie.

Ne avevo bisogno per dare un senso al nulla e ho cominciato a rivivere secondo modalità diverse, ma senza lacrime.
Quelle, adesso, le riservo alle emozioni belle, le lascio scorrere per quando le videochiamate mi riportano volti e voci che amo, le conserverò per quanto potremo uscire e allora ci abbracceremo ancora… piangendo.

Ti abbraccio in attesa di farlo realmente

Elide

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