Lo show di Alessandro Siani, seminatore di felicità. “Forti le cazziate di Conte a Salvini. Ma la politica deve pensare ai giovani che vanno via”

“Questa crisi di governo in piena estate fa ridere. Per poco non siamo andati a votare nelle cabine sulle spiagge. Però mi è piaciuto il nostro “premier di consolazione”, questo Conte che cha fatto 28 cazziate a Salvini. E poi c’è il ritorno di Silvio Berlusconi, fissato per il sesso, che quando gli hanno proposto le primarie, ha risposto che preferisce le infermiere. Che fanno i politici? Ogni anno 180 mila ragazzi italiani vanno a lavorare fuori. Dobbiamo dire al governo che la cosa più importante è restare, non andare via”.

Lo show di Alessandro Siani, “Felicità Tour”, è partito con la storia romana ed è finito nella politica contemporanea. Dagli acquedotti a Nerone, dal liquore Strega al cardone, dalle tradizioni gastronomiche milanesi e napoletane, dai costumi da bagno al reggiseno, vero strumento democratico “perché divide la destra dalla sinistra, solleva le masse e attira i popoli”, con l’obiettivo di portare in giro per l’Italia un po’ di felicità, in questi tempi ansiosi ed incerti. Una missione pienamente riuscita al Teatro Romano, dove l’attore napoletano ha aperto la quarantesima edizione di “Benevento Città Spettacolo”.
Perché non possiamo essere felici? Questa la domanda cardine della performance. Un filo rosso, quasi filosofico e leopardiano, colorito con esilaranti metafore, battute iperboliche, similitudini supersoniche, fuochi d’artificio lessicali e ruspanti gag di stampo erotico sessuale. “La felicità -ha precisato- c’è quando non senti il bisogno di essere felice. Quando sei da solo la felicità dura poco, ma se è condivisa dura nu’ poco è cchiù. Per raggiungerla bisogna muoversi, darsi da fare, mentre i guai ti raggiungono anche se stai fermo”. Tra il serio e lo scherzoso, il comico-saggio ha sferzato antichi pregiudizi sul cibo e sul sesso.
Il monologo è stato accompagnato da una piccola orchestra diretta dal maestro Umberto Scipioni, da canzoni come “Indifferentemente” e “Passione”, eseguite da Antonio Rocco , e si è concluso sulle note di “O’surdato ‘nnammurato”, sussurrato dallo stesso Siani, allo scoccare della mezzanotte, quando si è colta l’occasione per festeggiare anche il suo onomastico. Gli onori di casa sono stati fatti da Renato Giordano, direttore della rassegna, e dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha ricordato quando il giovane attore “veniva a mangiare il panino a Ceppaloni”.
La kermesse si è aperta nel nome del suo fondatore, Ugo Gregoretti, recentemente scomparso, al quale sarà dedicato un premio. Nella sua cavalcata, Siani ha citato anche Massimo Troisi, “il più grande comico sentimentale di tutti i tempi”, lo spettacolo storico “Fiesta”, registrato al Teatro Comunale una decina d’anni fa. Tra le scene più divertenti quella del parcheggiatore abusivo ubriaco che vuole guardare la macchina mentre sta barcollando, chiede i soldi prima perché se ne deve andare. Ma la parte più scoppiettante si è sprigionata intorno ai paradossi e agli aspetti ridicoli della pubblicità.
Il ritorno di Siani al monologo teatrale era molto atteso dopo la lunga fase cinematografica, che continuerà con l’uscita del prossimo film intitolato “Il giorno più bello del mondo”. Il cabarettista ha ritrovato il ritmo dei primi tempi impreziosendolo con una spruzzata d’attualità e di sentimentalità. Con un cuore propulsivo intramontabile: la strigliata e la risata sui costumi dei napoletani. “Bello il reddito di cittadinanza -ha concluso- ma chi non vuole fare niente lo trovi sempre. Stavo nella fila del Caf, quando ho sentito uno che gioiva per poter ricevere 750 euro al mese. Poi le troveremo un lavoro – gli ha detto l’impiegato. Ca’itto? E chi vo’ fa niente? Datemi na’ ta vota e documenti. O’ sapevo che ce steva o’ ‘mbruoglio sotto”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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