L’orgoglio e l’amarezza di Lucio Lonardo: “Azienda sana e salva, ma sindaco irriconoscente”

“L’azienda Asia è sana e salva. Sono state smentite tutte le Cassandre che ipotizzavano un’Amts 2. Il nostro bilancio è in attivo. I numeri non li posso ancora dare perché devono passare al vaglio dell’assemblea prevista per il prossimo 10 giugno”.

Gronda soddisfazione da tutti i pori il presidente dell’Asia, Lucio Lonardo, nel comunicare i magnifici risultati raggiunti sotto la sua gestione, nonostante le difficoltà causate in particolare dal taglio consistente dei fondi comunali. Mentre si appresta ad installare nuovi cartelloni pittoreschi ai Giardini Piccinato di Viale Atlantici per risvegliare la coscienza degli inzivados.

“Vantiamo un credito di circa 4 milioni e 300 mila euro -precisa Lonardo- ma già un milione e mezzo ci è stato decurtato a causa del dissesto. Se avessimo chiuso anche in pareggio l’azienda sarebbe fallita. Il corrispettivo che dovrebbe darci Palazzo Mosti è stato tagliato in pratica del 30 per cento. Alcune sentenze della Cassazione ci fanno ben sperare: il costo di un servizio pubblico non dovrebbe rientrare nel dissesto”. Con l’approvazione dell’ultimo bilancio si conclude un’esperienza decennale, che, tra luci ed ombre, ha comunque portato Benevento tra le prime città italiane per la raccolta differenziata.

Restano irrisolti i nodi collegati alla mancata chiusura del ciclo integrato dei rifiuti e alla grande “incompiuta” rappresentata dall’impianto ex Laser di contrada Olivola’, abbandonato ed inutilizzato come l’ennesima cattedrale nel deserto. L’ipotesi di affittarlo o venderlo, più volte ventilata, sembra essere ancora in alto mare. “Bisogna dare -ribadisce Lonardo- una caratterizzazione industriale al servizio per la raccolta dei rifiuti. Perché si è dimostrato che, nonostante la riduzione dei costi, la Tari continua ad aumentare. Già nel 2007 avviai un discorso per un digestore anaerobico per il trattamento della frazione umida perché il compostaggio è ormai superato”. Ma il progetto è rimasto sulla carta.
L’orgoglio del presidente dell’Asia, che sta per passare il timone a Bernardino Quattrociocchi, docente universitario romano, è accompagnato dall’amarezza per il modo come è stato disarcionato dal sindaco Clemente Mastella. La scadenza del suo mandato era prevista per il prossimo dicembre, ma è stata improvvisamente anticipata. “Le procedure utilizzate -stigmatizza Lonardo- sono state ineleganti, poco urbane e poco riconoscenti. Come diceva Totò, “Signori si nasce” ed in quel caso “Io non lo nacqui”. Non è stato possibile chiudere una vicenda in maniera signorile, etica ed anche legale, perché ci sono parecchie discrepanze nel rispetto della normative vigenti. Potrebbero esserci state procedure non corrette sul piano della trasparenza. Vedremo cosa dirà l’Anac di Raffaele Cantone. Mi riservo ogni valutazione ed azione”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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