Luca Aquino al Teatro Romano con la sua vecchia cara tromba. Con Fresu e Saetta tra Baker e Sinatra e Morricone

Luca Aquino al Teatro

Il palcoscenico del Teatro Romano appare subito frizzante e fantasmagorico. L’orchestra multicolore ed elegante. Accanto alle donne con vestiti rossi, verdi, rosa e arancione, siedono i maschi in abito nero. Si respira un’atmosfera di festa, da grande evento. Dopo alcuni anni di fastidiosi acciacchi, Luca Aquino torna a suonare a Benevento con ritrovata grinta. Nella città dove è nato e cresciuto musicalmente e per giunta in coppia con Paolo Fresu, uno dei maestri del jazz italiano e mondiale. Lo accompagna l’Orchestra Filarmonica di Benevento, diretta da Raffaele Tiseo. Un’avventura partita da poco e destinata a continuare.
Comincia Paolo Fresu, che alterna brani classici della tradizione italiana con ritmi afro americani, mescola Claudio Monteverdi con Mina, da “Sì dolce è il tormento” a “E se domani”, passando con agile andatura da Chet Baker a Frank Sinatra, del quale esegue con forte incisività “My fanny Valentine”.

Il trombettista sardo, noto anche per il Festival di Berchidda, che organizza ogni anno al suo paese, si complimenta con l’orchestra. “Sono davvero dei valenti musicisti -sottolinea- andatene fieri”. Il concerto rientra nella rassegna promossa dall’Ofb, che continuerà col Galà Verdiano il 25 luglio e si chiuderà il 27 col tango.

Ma l’attesa è tutta per Luca Aquino.

L’artista ha dovuto superare un lungo periodo di convalescenza. L’anno scorso, all’Arco del Sacramento, per un altro improvviso infortunio, dovette esibirsi con la tromba elettronica.

Il suo ultimo album “Italian Songbook” ha avuto eccellenti riscontri.

Luca ha ritrovato la sua grande energia -ha rilevato il giornalista Luigi Trusio, nel presentare la serata- oggi possiamo riascoltarlo con la sua cara vecchia tromba”.

Per il trombettista di Benevento è come rinascere. La sua estate musicale è ricca di appuntamenti, mentre la sua rassegna “Riverberi” si è da poco conclusa con entusiasmo.

La musica di Aquino è trascinante.

L’artista suona tromba e flicorno, inserisce fischi e suoni ondeggianti, fruscii, echi lontani, che impreziosiscono il ritmo jazzistico, fa emozionare quando esegue “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco, mostra raffinatezza e padronanza quando suona “aQustico”, un pezzo del suo album.

Il momento clou del concerto arriva quando Aquino e Fresu si cimentano in coppia nella colonna sonora di “Nuovo Cinema Paradiso”, in onore di Ennio Morricone, il grande compositore romano, scomparso di recente, che ha portato la musica dell’Italia nel mondo.
Il concerto, intitolato “Let’ s jazz”, si è concluso gioiosamente sulle note di una canzone di Paul Mc Cartney. Accanto ai due trombettisti, sul palco è salito anche Vincenzo Saetta, eccellente sassofonista, originario di San Giorgio del Sannio e la serata al Teatro Romano si è colorata di una straripante emotività. L’Orchestra filarmonica di Benevento ha sprigionato ancora una volta la sua coralità e la sua freschezza. Dal pianista Mario Nappi al contrabbassista Luigi Bartolo Gallo, dal batterista ai fiati ai violini. “Tutti i giovani musicisti –commentano Anita, Ornella e Elide- sono riusciti a trovare la misura giusta e coinvolgente anche per chi non sta nelle corde del jazz. Accompagnare questi artisti non era affatto facile. L’orchestra si è fatta sentire”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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