“Ma per un posto alla Decathlon con chi dobbiamo parlare?”. La sfiducia e la speranza dei giovani

Per quali recondite vie si viene assunti nelle aziende e nelle fabbriche di Benevento? Come devono comportarsi i giovani in cerca di lavoro? Bisogna ricorrere per forza alla raccomandazione oppure c’è una selezione trasparente, fondata sulle competenze, le capacità, i titoli, i meriti? Queste le tre domande che rimbalzano frequenti tra i disoccupati, i diplomati ed i laureati del Sannio, di fronte alle nuove opportunità che stanno per decollare, agli investimenti in arrivo, alle iniziative della regione.

La grande attesa del momento è rappresentata dall’apertura della Decathlon prevista per il prossimo 30 maggio nell’area antistante il Centro Commerciale “Buonvento”. Sui social è tutto un fiorire di interrogativi e commenti. “Ma per un posto alla Decathlon -si chiede Julio Soreca su facebook- con chi dobbiamo parlare?”. Molti annunciano di aver inviato la loro candidatura online, ma sono sfiduciati sulla possibilità di un riscontro positivo. Come Alessia Follo, che non ci spera proprio. “Figurati -osserva- se prendono me”.
Una ragazza beneventana, che chiameremo Giovanna, ha provato più volte a presentare il curriculum, ha compilato il questionario previsto ed ha ricevuto la solita risposta: “Prenderemo atto della sua candidatura e la contatteremo al più presto”.

“Aprendo il sito dell’aziendaracconta Giovannaho scoperto che non c’è ancora la posizione su Benevento. Come mai? Eppure siamo a pochi giorni dall’inaugurazione. Dicono che hanno preso 26 persone. Come hanno fatto ad assumere? Perché non c’è trasparenza?”.
La società francese che opera nel mondo sportivo, dalle attrezzature all’abbigliamento, ha annunciato di aver effettuato una prima selezione tramite l’Università del Sannio presso la Facoltà di Economia e Commercio.Ma non ci vuole la laurea –puntualizza Giovanna- per fare l’addetto alle vendite. Se poi bisogna prendere uno che crede nei valori dello sport, chi meglio di me, che gioco al calcio, faccio l’arbitro, vado a correre. Insomma sono una supersportiva”.
I giovani vorrebbero che tutte le assunzioni avvenissero alla luce del sole, con colloqui ad hoc, verifiche dei curricula, prove attitudinali. Per scacciare il pessimismo che continua a regnare sovrano tra i disoccupati e le loro famiglie. Perché sia sradicato il malcostume del clientelismo. Sperano in un sindacato più combattivo ed attento sui diritti dei lavoratori. La stessa storia che si sta verificando per la Decathlon è capitata con la H&M, inaugurata alcuni mesi fa. Anche qui la posizione su Benevento non risulta ancora aperta.
Quando Julio Soreca ha posto la fatidica domanda “Con chi bisogna parlare per entrare alla Decathlon?”, qualcuno ha tirato in ballo due illustri personaggi politici. E’ il caso di Carmine Ciero, che ha risposto così: “Cu o patatern, oppure con i due mammasantissima e Benevento, Mastella e De Caro: 50 anni e politica e li votano ancora. Puuuuu”.Qualche altro come Francesco pensa che “sono tutti raccomandati e tra questi molti collegati al comune”. “Sarebbe ora di spezzare questo andazzo –conclude Giovanna– delle assunzioni alla chetichella e in silenzio, che offendono la dignità di tanti giovani”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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