Marcia legalità, L@pAsilo31: “Sì rifletta su assenza della gente del rione”

“Il Sindaco Mastella si è detto dispiaciuto per non aver partecipato alla marcia indetta da Libera al Rione Libertà a causa di una laringite”, così in una nota L@p Asilo 31.

“Avrebbe potuto delegare un consigliere comunale o un assessore a rappresentare il Comune di Benevento se riteneva così importante questa iniziativa.

Cosi non è stato. Mastella ripete da diversi giorni di aver per prima denunciato i rischi di infiltrazione malavitosa nel voto del 2016, eppure è emerso da alcune intercettazioni che un suo consigliere comunale era rammaricato per non aver ricevuto i voti richiesti e promessi da un clan locale. Se Mastella già sapeva perchè ha comunque governato in questi anni con l’appoggio di chi aveva chiesto voti alla criminalità organizzata?

La marcia di Mercoledi è stato un segnale importante per la nostra città che se lasciato come un caso isolato rischia però di ridursi ad una mera passerella pre-elettorale. La scelta di campo dello schierarsi deve essere un’azione costante, quotidiana.

L’assenza della parte popolare del Rione Libertà, tranne per le famiglie appartenenti a strutture organizzate, deve indurci ad una riflessione seria, interrogarci sulle cause di quell’assenza.

A nostro avviso non esiste una Benevento buona che libera quella cattiva, come non esiste una Benevento civile  che libera quella incivile. Le liberazioni calate dall’alto o finiscono male o finiscono col ridursi con la sostituzione di un apparato di potere. Esistono due Benevento che viaggiano a due velocità, quelle delle diseguaglianze sociali e  compito di chi auspica una scelta di campo è quello di provare a ridurre quelle diseguaglianze e fornire strumenti affinché i cittadini possano emanciparsi ed autodeterminarsi da soli.

Il Rione Libertà non è solo criminalità, in questi anni ha segnato pagine importanti di riscatto sociale come la lotta serrata delle famiglie senza casa che hanno conquistato 52 alloggi  per tutti, come i momenti di democrazia dal basso. Il Rione ha già il potenziale per autodeterminarsi e va ricercato nel suo enorme capitale sociale inespresso in quelle relazioni umane ancora così sincere e genuine.

Fornire gli strumenti per far emergere quell’enorme capitale sociale è compito di chi amministra in primo luogo. Lasciare delle strutture pubbliche destinate ad essere luoghi di cultura, di formazione e di crescita a marcire nell’abbandono e nel vandalismo senza alcuna idea o prospettiva significa ridurre ancora di più le opportunità, acuire le diseguaglianze, lasciare il campo alla criminalità. Non schierarsi contro chi attua scelte amministrative scellerate per paura di smuovere determinati equilibri politici é uguale a non partecipare ad una marcia contro le criminalità.

Chi crede che aderire ad una marcia contro la criminalità non vada di pari passo con il lottare a viso aperto per aprire spazi di cultura e di formazione nel quartiere ha una visione superficiale del problema della criminalità.

La marcia di Mercoledi deve essere un punto di inizio e non un punto di arrivo altrimenti avremo soltanto fatto un grande regalo alla criminalità organizzata”.

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