Mastella è un brand, ecco perché potrebbe vincere di nuovo

Se Mastella vincerà di nuovo le elezioni sarà soprattutto perché Mastella è ormai un brand. Come la Nutella. E infatti lo puoi spalmare ovunque. Nel salotto di Bruno Vespa, a ‘Un Giorno da pecora’ , sul Corrierone, sui giornali locali, sui social con la sua ‘s-grammatica’, Mastella non muta mai, perché sa che Mastella è un brand che funziona ‘a prescindere’, come le Tod’s del suo amico Della Valle.

Ed è questa una delle ragioni per cui Mastella vincerà di nuovo le elezioni di Benevento. Non per demeriti degli avversari politici (che pure sfuggono alle dieci dita) ma perché l’ex Guardasigilli, a 70 anni suonati, è riuscito a costruirsi più di un personaggio, un vero e proprio brand costringendo tutti gli altri, amici e no, a vivere della luce riflessa del suo ‘nome’.

Mentre gli altri non si sono accorti che la politica dalle elezioni di Obama in poi si fa anche con il consenso sui social e su Facebook sbagliano tutto o si arrendono al silenzio, Mastella è diventato il brand di se stesso.

Ed eccolo Mastella-nonno immortalato in foto che lo ritraggono circondato da bambini col grembiulino, un’altra generazione che crescerà a pane e Mastella.

E se un politico piace ai figli, puoi giurarci che piacerà anche a genitori e nonni. È politica, bellezza, mica rimediabili quisquilie. Ma ci vuole talento e zero spocchia per farsi più piccolo, restringersi, come Alice nel Paese delle meraviglie alle prese con la parte sinistra del fungo, quando hai giganteggiato per tutta una vita.

Ed eccolo ancora furoreggiare nella satira, quella nazional popolare che gli hanno addirittura dedicato Paolo e Luca, conduttori della trasmissione di Rai2 “Quelli che il Calcio“ che punzecchiarono il sindaco  Mastella con una parodia della celebre hit di Alan Sorrenti, ‘Figli delle Stelle’, diventata per l’occasione ‘Figli di Mastella” a quella più local ma altrettanto geniale  di Radio Città Benevento che ormai vive (si fa per dire) di solo Mastella. 

E la satira, come dimostra anche il caso De Luca-Crozza, è il più grande sponsor di ogni politico che si rispetti. È un engagement straordinario, quasi imbattibile.

Quello che l’elettore va cercando è un politico che gli assomigli, che sembri vicino, che non lo tenga a distanza di sicurezza. Mastella in tempi non sospettabili pubblicò su Facebook il suo numero di cellulare e il bello è che risponde pure.

È quello che fa un brand del resto: ti dà soddisfazioni, appaga il tuo ego e ti fa sognare. 

Mastella, mentre gli altri gli ululavano contro (senza accorgersi che ululare contro Mastella è come ululare alla luna) passando per i brutti, sporchi e cattivi della situazione, costruiva con i cittadini un rapporto alla pari o almeno l’illusione che sia così.

Una narrazione che è diventata uno storytelling vincente e perfino la più micidiale arma contro i suoi avversari.

Infatti il sindaco di Benevento funziona quando inaugura ‘cose’, quando accarezza i bambini evocando nell’immaginario collettivo il pensiero sempre rivolto ai bambini del papa buono, Giovanni XXIII, quando invita alla cautela nella gestione della libertà da zona gialla, quando fa il buon nonno di famiglia.

È così che lo vedono gli elettori di Benevento: a metà strada tra nonno Libero e il papa buono che dice ‘non dimenticate di dare una carezza ai vostri bambini‘ e ditegli che è la carezza di Mastella. E così quando gli avversari lo ‘aggrediscono’ eccolo trasformarsi nella vittima  preferita di quei carnefici della sinistra salottiera.

Il brand Mastella si è imposto perfino sulla narrazione insistente e persistente di ‘sindaco cementificatore’, di cattivo amministratore, di politico di lungo corso e simbolo della Prima Repubblica. Del resto Mastella riuscì a mettersi in saccoccia perfino quel furbacchione di Matteo Salvini.

Se Mastella vincerà le elezioni di Benevento per la seconda volta, sarà per meriti suoi non per demerito dei suoi avversari politici, per quanto questi ultimi si applichino a darsene più d’uno.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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