Mastella, ex Ministro della Giustizia, fa la vittima per un avviso di garanzia, ma non testimonia al processo per gli appalti della Regione a favore di ditte dei Casalesi

“Se esistesse il reato di “abuso di comunicazione per distrarre il popolo” Clemente Mastella dovrebbe essere continuamente indagato. Ormai abusa della attenzione che gli riserva la stampa per presentarsi, a volte come eroe della spettacolarizzazione della città, altre volte come vittima di congiure”, così il coordinamento di Altrabenevento..
Che aggiunge: “Ieri con un apposito comunicato addirittura ha minacciato di dimettersi perché la Procura della Repubblica gli ha fatto notificare un avviso di garanzia, cioè una semplice comunicazione con la quale i magistrati gli chiedono di nominare un suo perito per assistere agli esami sul livello di inquinamento dei fiumi. La reazione di Mastella è stata tanto scomposta da costringere il Procuratore capo a spiegargli le ragioni di un atto dovuto e a sua garanzia. Non male per un ex Ministro della Giustizia!

Mastella si sforza continuamente di assicurare rispetto per la giustizia e magistrati e quindi, fallita la bomba fumogena per distrarre i suoi tifosi, dovrebbe spiegare perché proprio ieri non è andato ad Aversa per testimoniare al processo che vede imputato il suo ex compagno di partito, Tommaso Barbato.
Secondo i magistrati antimafia, Barbato quando era dirigente del Settore Acquedotti della Regione Campania, avrebbe pilotato le gare di appalto per la manutenzione degli impianti idrici a favore di ditte collegate al clan dei Casalesi. La testimonianza di Mastella è fondamentale per la difesa di Barbato e anche per l’accusa considerate le ammissioni di alcuni pentiti sui rapporti tra Francesco Zagaria e alcuni politici dell’Udeur.
Perché l’ex ministro ed ex segretario dell’UDEUR non è andato?”

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