Nasce Noi Sanniti. Mastella: “Rappresentiamo un terzo del Sannio”

di Teresa Ferragamo

La cifra dell’incontro te la dà Giovanni Molinaro, ex sindaco di Calvi dalla capa sempre più fulva. Sorride e si sbraccia come se di fronte avesse il Messia risorto. E in effetti all’evento di fondazione di Noi Sanniti c’è molto di sacro: Mario Pepe che cita l’Arcivescovo, Mastella che si rifà a don Luigi Sturzo e che dice addirittura che “questo è un giorno biblico perché comincia oggi il cammino del nostro movimento”.

Giovanni Molinaro se la ride e, clap clap, applausi scroscianti: di fronte Mario Pepe incarna il sogno di tutti i Molinaro in politica, quello della resurrezione dopo la crocifissione.

Clemente Mastella, in un sabato mattina assolato, riempie la sala del President e fonda il suo nuovo movimento, Noi Sanniti, il sesto in circa un ventennio. Ma lui parla come se fosse l’Uomo nuovo: “Noi vogliamo raccogliere i frammenti e le componenti centriste: parti di Forza Italia, l’Udc, i casiniani e anche gli alfaniani dell’Ncd”.

Insomma, gira e rigira, è sempre a un grande Centro unito modello Dc che Mastella sogna di tornare. Perché è l’ora di farla finita con i partitini da prefisso telefonico, con i clan, i gruppuscoli e le molecole centriste che poi, all’atto del comandare, non contano niente. E allora Mastella riparte dal Sannio: “Se mi chiedessero di scegliere tra Roma e Benevento, sceglierei Benevento. Io voglio fare il sindaco della mia città. Anche perché chi sente più parlare di deputati e consiglieri regionali? E’ come se non esistessero“.

In sala ci sono il sindaco di Ceppaloni, di Sant’Arcangelo Trimonte, Faicchio, il vicesindaco di Guardia Sanframondi, un consigliere comunale di Montesarchio, un po’ di Fortore, molto Tammaro, assessori e consiglieri di Benevento e San Giorgio del Sannio. Anime inquiete? Mastella ridacchia e avverte: “Rappresentiamo già adesso, così come stiamo, un terzo di questa provincia”.

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Sul referendum,  è lapalissiano: “Sosterrò il No, perché, come ho detto a Renzi, questa riforma rischia di far vincere il M5S”. Al premier, dice di aver spiegato, in più di un’occasione (“perché con lui ho un buon rapporto e ci sentiamo spesso”) che il premio di maggioranza andrebbe riconosciuto alla coalizione “visto che i 5 Stelle fanno dell’indipendenza una virtù”.

Azzanna il Pd ma lo fa dal lato nazionale: “E’ un partito in lite con se stesso. Queste lotte intestine tra maggioranza e minoranza sono tra le cause della sfiducia della gente nella politica. E poi quel Bersani che si ostina a parlare di ditta come se i partiti avessero ancora una credibilità in questo paese”.

Sul caso Isfol si fa ecumenico e invita a unire le forze, anche se la chiusura dell’Istituto a Benevento “è l’emblema di una classe dirigente che ha smarrito la capacità di incidere sul territorio”.

Al Governatore Vincenzo De Luca manda a dire che se non ottiene il giusto per Benevento si farà sentire “mediaticamente” e annuncia già un’intervista a Libero per lunedì mattina: “Mi è simpatico, il presidente De Luca, ma sbaglia chi crede di andare da lui con il cappello in mano e chi si fa tirare per la giacchetta da quelli che sussurrano alle orecchie “vieni con me che De Luca ci approva quei progetti”. Le aree interne hanno pari dignità di quelle costiere e ci va riconosciuta, se no – sentenzia serio –  meglio il Molisannio”.

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Lo sbocciare di Noi sanniti dipenderà, però, dalle cronache locali.

Se Mastella farà troppi passi falsi al Comune di Benevento, l’operazione farà flop. Lo spiega bene anche lui: “Io debbo concentrarmi sul Comune, che ha una situazione finanziaria disastrosa. Forse saremo costretti a dichiarare il dissesto. Sarà Mario Pepe a occuparsi dei profili più nazionali”.

Del resto in passato, a ogni nuovo battesimo, i fuochi d’artificio sono stati tanti, ma gli sbocchi politici pochi e le grane troppe. 

Anche se per quelli in sala – molti fedelissimi – Mastella è la politica e la politica è Mastella.

 

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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