Mensa scolastica, dalla Quadrelle scappano tutti. E dal panino si passa al ‘ristoratore di famiglia’

di Teresa Ferragamo

E ora dalla mensa scolastica scappano tutti.

È un gran pasticcio quello della mensa a Benevento. E non è neppure commestibile.

La notizia che Quadrelle è tornata in gioco vincendo la gara d’appalto al Comune di Benevento ha scatenato letteralmente l’inferno.
Non solo ha innescato un botta e risposta a destra e a manca, ma ha anche fatto scattare un ‘fuggi fuggi’ tra le mamme.

“Ci organizzeremo autonomamente”, è il grido di vendetta.

Ma questa volta non si limiteranno a mettere nello zaino il solito panino. Perché le mamme sono quelle che l’arte dell’arrangiarsi la sanno praticare.
I pasti della Quadrelle? Nemmeno a pensarci. Il panino? Se consumato con frequenza produce disagi alimentari.

E così a Benevento si rischia di andare oltre il panino pure sdoganato da una recente ordinanza della Corte d’appello.

Ecco allora spuntare la terza via.

Pasto completo, caldo, commissionato da gruppi di mamme a piccoli ristoratori.

Nulla di più semplice: si organizzano menu settimanali, il ristoratore di zona  prepara il pasto, lo confeziona e a turno una mamma lo consegna ai bambini.
Ovviamente, si tratta di ristretti ‘gruppi di mamme-fai-da-te, ma a estremi mali -avranno pensato – estremi rimedi.

Le mamme che scelgono il tempo pieno, del resto, sono per lo più mamme-lavoratrici, che, nonostante i salti mortali, non hanno spesso la possibilità di preparare e consegnare il pasto per i figli.

Il ‘ristoratore di prossimità’ potrebbe essere un modo per mettere all’angolo una società di ristorazione di cui le famiglie a Benevento non si fidano più e assicurare un pasto caldo e completo ai bambini.

Ma come ha fatto la Quadrelle a rientrare in gioco dopo che l’amministrazione comunale l’aveva estromessa per gravi motivi e gravi inadempienze?

La cosa se non fosse seria, sarebbe comica.

Evidentemente, le porte del Comune di Benevento per la Quadrelle sono scorrevoli, a prescindere -direbbe Totò – da chi muove i pulsanti.

Qualcuno punta l’indice contro gli avvocati azzeccagarbugli, altri direttamente contro la politica complice, perfino sorda ai diritti e ai bisogni delle famiglie e dei bambini soprattutto.

Un po’ di storia

Quadrelle subentra qualche mese fa alla Ristorò, la società di Ponte Valentino che balzò alla ribalta della cronaca nazionale, grazie alla denuncia del Presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, che mostrò video di vermi nella pasta utilizzata per la mensa scolastica.

Fatta fuori la Ristorò, ecco che arriva la Quadrelle, che però rileva un ramo d’azienda della stessa Ristorò e va ad operare nello stesso stabilimento di Ponte Valentino.

Una beffa per l’amministrazione comunale di Benevento allora guidata da Fausto Pepe e un danno per centinaia di bambini.
La Quadrelle viene messa a sua volta sotto accusa per i pasti inadeguati, ma anche per la mancata corresponsione degli stipendi ai dipendenti e comportamenti antisindacali. Si rivela un disastro.

Le viene revocato l’affidamento.
Le conseguenze sono bambini senza mensa per settimane e famiglie sul piede di guerra e la politica smarrita.
In campagna elettorale tutti promettono ‘miracoli’.
Fino a quando non arriva la dura legge dei fatti.

Come la Quadrelle torna in campo

La giunta Mastella indice una gara pubblica al massimo ribasso per l’affidamento del servizio. Non invita la Quadrelle, che però viene riammessa dal Tar. Così quando si aprono le buste si scopre che la Quadrelle ha vinto la gara.

E ri-scoppia il putiferio.

È Gabriele Corona, ancora una volta, a spiegare che “quella gara non doveva essere  fatta così, perché il massimo ribasso per il servizio mensa è vietato dal nuovo codice degli appalti” e che “anche le ragioni addotte per l’estromissione della Quadrelle sono ridicole, tanto che hanno portato a un nulla di fatto”.

Ma è anche sul prezzo che c’è da riflettere.

“La ditta di Quindici – fa notare Corona – ha offerto 3,84 euro a pasto sul prezzo a base di gara di 4,00, quindi con un ribasso anomalo rispetto a quelli che la stessa società ha praticato in passato. Infatti si è aggiudicata la gara per il servizio da dicembre 2015 a febbraio 2016 al costo di € 2,89 e quello da marzo a maggio a 3,05 euro. Questa volta la Quadrelle 2001 che pure ci teneva a vincere a tutti i costi, ha offerto un costo molto più alto, 3,84 euro ma nonostante ciò si è aggiudicata la gara perché l’altra ditta partecipante ha offerto 4 (quattro) centesimi in più. E’ veramente fortunata la Quadrelle 2001!

Adesso è facile immaginare che le ditte escluse dalla gara per i motivi che il TAR ha già censurato a proposito della Quadrelle 2001, contesteranno l’aggiudicazione del servizio con il probabile stop della mensa; i dipendenti che non saranno assunti presenteranno altri ricorsi al giudice del lavoro; i lavoratori e i creditori non pagati pignoreranno i soldi destinati alla società avellinese; i genitori stanchi di un servizio sempre più incerto per il quale dovrebbero anche pagare in anticipo, sceglieranno di portare il pasto da casa.
Questa – attacca Altrabenevento – è la continuità peggiorativa della amministrazione guidata da Clemente Mastella  rispetto a quella di Fausto Pepe”.

Le reazioni

Mastella ha tutti gli indici puntati contro, e mette in piedi una strategia difensiva soft, che più o meno recita così: “Tutto secondo legge, non è colpa nostra”.

Prova ad attaccare il Pd, ma è una controffensiva fragile perché il passato pesa troppo.

Oggi, in consiglio comunale Raffaele Del Vecchio, capo dell’opposizione del centrosinistra, ha chiesto che, una volta risolto il caso Quadrelle, si possa pensare seriamente alla possibilità e all’opportunità di affidare il servizio all’Istituto Alberghiero, come del resto aveva proposto in campagna elettorale.

Le speranze di uscirne a testa alta sono ridotte al lumicino di due date, il 4 ottobre e il 2 novembre, quando si dovrebbe di nuovo pronunciare il Tar.
Ma non è detto che quelle pronunce tolgano le castagne dal fuoco alla giunta Mastella, alla prima prova di governo.

E come si sa, se vincere le elezioni è difficile, è governare che è diabolico.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.