Migranti, rinviato l’incontro in Prefettura. Corona: “Ora si faccia luce sulla gestione dei centri”

Era previsto per oggi l’incontro tra il Prefetto, il rappresentante dell’ANCI, il presidente della Provincia ed alcuni sindaci per decidere come gestire l’accoglienza dei migranti. All’ultimo momento il vertice è saltato, ed è stato rinviato a giovedì. Il caso è quello che ha investito l’intera provincia di Benevento in queste settimane e che ha guadagnato la ribalta nazionale con più di un servizio del Fatto Quotidiano.

Restano molti i nodi da sciogliere, tra questi proprio il ruolo giocato dalla Prefettura nella vicenda dell’apertura dei centri di accoglienza gestiti da Paolo Di Donato, il re del business dei migranti.

“Per l’occasione – commenta infatti Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento – la Prefettura dovrebbe anche chiarire che cosa è accaduto finora a proposito delle autorizzazioni rilasciate per alcuni centri che poi sono stati chiusi o sospesi con la conseguente odissea dei richiedenti asilo, descritta anche dal Il Fatto Quotidiano con un recente servizio video http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/18/migranti-come-pacchi-da-un-centro-allaltro-tra-inagibilita-e-abusivismo-il-loro-tour-in-provincia-di-benevento/3395637/

 

Clamoroso è il caso del centro Damasco 12 di Madonna della Salute, a Benevento, gestito dalla cooperativa Maleventum autorizzato dalla Prefettura, ma sequestrato dalla Procura della Repubblica per gravi violazioni. Sono indagati per falso e truffa i proprietari dell’edificio e l’amministratore della cooperativa che attraverso un comunicato a Il Sannio Quotidiano, fa sapere che Paolo Di Donato, conosciuto in tutta Italia come “signore dei migranti” è solo un consulente. Tutti sanno, invece, che Di Donato è il factotum di quella cooperativa  che finora ha trattato gli affari della cooperativa incontrando sindaci, ministri, politici vari e giornalisti, vantando anche rapporti di grande considerazione da parte di funzionari di Prefettura.

Anche il centro ex conigliera di San Chirico, sempre a Benevento, anch’esso gestito dalla Maleventum è stato autorizzato dalla Prefettura e poi richiuso per mancanza di condono edilizio e certificato di agibilità.

Ancora più grave la situazione del centro, ex agriturismo, di Vitulano, autorizzato dalla Prefettura  ma oggetto di blitz da parte del Comune prima con contestazioni igienico-sanitarie non rilevate dalla ASL e poi con la chiusura, di fatto, attraverso lo sbarramento della strada privata. Una storia inquietante che coinvolge diversi soggetti  istituzionali e che deve essere definitivamente chiarita.

L’apertura e poi la chiusura di questi centri hanno determinato un disastro con momenti di grande tensione tra forze dell’ordine e migranti sballottati in strutture sovraffollate. E c’è il rischio che fatti altrettanto gravi possano ancora verificarsi. Infatti altre struttura, ancora utilizzate, non risultano a norma.  In ultima, spunta il caso del centro migranti di Durazzano, autorizzato dalla Prefettura ma che è stato allestito in uno stabile vincolato perché di particolare pregio ambientale, oggetto di ordinanza comunale di abbattimento per la parte superiore realizzata abusivamente. L’atto è stato inviato anche alla Procura della Repubblica dal responsabile dell’Ufficio Tecnico per sospetti illeciti da parte di funzionari comunali. Casi analoghi vengono segnalati in altri comuni, ad esempio a Molinara.

La Prefettura – conclude Corona – deve spiegare come ha finora gestito l’accoglienza che ha consentito a privati proprietari di edifici o gestori degli stessi, di accaparrarsi illecitamente i finanziamenti pubblici destinati all’accoglienza dei richiedenti asilo. Bisogna anche accertare se i gestori dei centri concorrenti alimentino le tensioni tra i migranti provenienti da diversi paesi africani, per accaparrarsi un numero maggiore di ospiti, magari attraverso l’opera di convincimento di qualche “mediatore”.

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