Mollica (M5S): “Benevento riparta da Diomede e dagli Stati generali della Cultura”

Non si può non condividere l’invito dell’economista Luigi Ruscello di chiamata a raccolta di tutte le realtà culturali sannite, per l’accurata preparazione del dossier necessario per la partecipazione di Benevento alla candidatura per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022“, così la Consigliera del M5S Anna Maria Mollica, Componente della Commissione Cultura al Comune di Benevento

Che aggiunge: “Da lungo tempo aspettiamo che si dia finalmente ascolto alle nostre richieste di convocazione degli Stati Generali della Cultura, di rianimazione della “Fondazione Città Spettacolo” e di attivazione della “Conferenza degli Enti e degli Operatori Culturali”, prevista dall’art. 74 dello Statuto comunale, “che ha compiti consultivi per valorizzare e tutelare le risorse e i beni culturali della città, potenziare gli studi di storia locale e per il coordinamento degli interventi nel settore delle attività culturali in generale”.

L’Assessora alla Cultura Del Prete sembra accontentarsi della creazione dell’Ufficio UNESCO e di promozione del Patrimonio alla Cultura, che dovrebbe, però, concretamente interagire con i vari Settori, evitando ad esempio la collocazione del depuratore in preziosi siti culturali, o preservando da progetti insostenibili luoghi identitari come l’ex campetto di calcio del Collegio De La Salle.

In attesa di vedere gestire in modo efficace il Complesso di Santa Sofia – Patrimonio finalmente dell’Umanità, di riaprire i teatri, di salvare gli affreschi abbandonati e l’Hortus Conclusus, occorre inserire la Città in progetti strategici, come quello già lodevolmente proposto al MIBAC di attuazione di un Sistema Museale Nazionale della Via Appia.

Il M5S propone all’Amministrazione di chiedere l’inserimento di Benevento nella “Rotta di Enea”, il nuovo progetto seriale che si candiderà al riconoscimento di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa e che si snoda in 5 paesi (Turchia, Grecia, Albania, Tunisia, Italia), per il momento con 21 tappe, comprensive di 6 siti UNESCO e 3 Parchi nazionali.

La mappa del percorso, ricavata dall’Eneide di Virgilio, parte da Troia e termina a Roma, dove Enea risale il Tevere fino al Palatino, portando con sé il Palladio, la statua di Minerva.

Ebbene, Procopio di Cesarea, nel narrare l’occupazione del Sannio da parte di Belisario, riporta la tradizione che mette in relazione la saga di Diomede con le vicende legate alla fondazione di Roma e con il mito di Enea.

Come scriveva già nel 2002 la nota studiosa Marina R. Torelli, il citato storico bizantino Procopio registra una notizia che era ancora vitale ai suoi tempi, secondo la quale l’incontro tra Enea e Diomede con la consegna del Palladio, la statua di Pallade Atena, sarebbe avvenuto a Benevento. Proprio qui il simulacro, frutto del furto operato da Ulisse e dallo stesso Diomede al momento della caduta di Troia, sarebbe passato dalle mani dell’eroe argivo in quelle del futuro fondatore di Roma. Ad indurre a tale gesto Diomede, afflitto da grave malattia, sarebbe stato il responso di un oracolo che prometteva a lui la guarigione, se avesse consegnato nelle mani di un Troiano l’effigie della dea.

Con questo supporto storico, come si fa ad escludere Benevento dalla Rotta di Enea?

Ed allora, dobbiamo attivarci subito per la dovuta inclusione della Città nell’imperdibile progetto transnazionale, che sarà presentato entro il prossimo agosto.

 

 

 

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