Monica Guerritore e il coraggio delle donne. Il grido di Giovanna d’Arco: “Bisogna essere forti per sopportare la pienezza della vita”

La tormentata e tragica storia di Giovanna D’Arco rivive nelle parole e nei gesti di Monica Guerritore.

L’attrice appare in mezzo al pubblico del Teatro De Simone, come un’amica, una persona tra la gente, per manifestare le sue fragilità ed il suo bisogno di parlare e dialogare con un manifesto aggancio ai tempi attuali. Si capisce subito che attraverso la performance “Giovanna D’Arco” vuole raccontare e lodare il coraggio delle donne, tanto necessario per rompere cappe e tendenze dominanti.

“Bisogna essere forti, Giovanna -grida sulla scena rivolta ai giudici inquisitori- per sopportare la pienezza della vita, forti per oltrepassarne i limiti, per traboccare, per non negare. La mia anima vola come la notte chiara. La mia missione divina travolge le vostre regole. La verità non può essere tagliata a pezzi”. Il tormento dell’eroina francese, condannata al rogo dalla chiesa ufficiale come apostata ed eretica, si ricollega alle lotte e ai movimenti storici, animati dalle bandiere della libertà.
La ragazza aveva conosciuto gli orrori della guerra contro gli inglesi. Un giorno una luce con le sembianze di San Michele la spronò a schierarsi. Era solo una giovane contadina che non sapeva né leggere, né scrivere. “Nel marzo 1429 -recita Guerritore- si presenta al re e dice di essere inviata da Dio per liberare la Francia, lo esorta a fare un nuovo sforzo di guerra e in solo otto giorni, a capo delle truppe, libera Orleans. Il suo popolo ritrovò la speranza. Gli inglesi la chiamarono puttana e strega e promisero di bruciarla viva”.
Ma la condanna più dura arrivò dalla chiesa, che la considerò indemoniata, costringendola a rinnegare le sue visioni. La sua fede fu ritenuta fanatismo e superstizione. Per il tribunale non ci fu scampo. La pulzella d’Orleans fu mandata a morte. Come tanti ribelli e contestatori di dogmi e dittature, di combattenti per un mondo più giusto e libero. Da Giordano Bruno a Martin Luther King, da Che Guevara ai giovani scesi in piazza Tienanmen in Cina contro i carrarmati. Le loro immagini scorrono sul palcoscenico in simbiosi perfetta col furore di Giovanna D’Arco. Le musiche dei Queen e Tom Waits fanno da colonna sonora.
Lo spettacolo di Monica Guerritore, inserito nel cartellone di “Benevento Città Spettacolo”, è uno dei classici del teatro italiano e conserva la sua freschezza comunicativa pur dopo tanti anni dall’esordio. L’attrice dona al personaggio grinta e disperazione, corposità e poesia, riscrivendo un autentico “vocabolario dell’anima”, anche con le parole di Giordano Bruno e i versi di Maria Luisa Spaziani. Gli Atti del Processo a Giovanna D’Arco sono stati resi pubblici dal Vaticano solo da pochi anni. Un altro riconoscimento del valore del suo messaggio.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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