Morosi, è caos. Consiglieri accusano struttura e giornalisti: “Gogna mediatica. Abbiamo pagato”

Scoprire che più della metà dell’attuale consiglio comunale non ha pagato tasse, tributi, multe fa male. Fa male alla politica, che perde ancora una volta credibilità e forza etica. Fa male alla comunità, che smarrisce ancora una volta la fiducia nelle istituzioni, disorientata per la trasversalità di certi comportamenti.

La politica ha – o meglio dovrebbe avere – una funzione pedagogica: dovrebbe essere attenta a tenere alto l’esempio. Ma se i politici non pagano le tasse, come si può pretendere che poi i cittadini lo facciano?

E’ un quadro desolante quello che emerge in queste ore, la fotografia di un ‘sistema’ di irregolarità diffusa, perché, del resto, se non paghi le tasse non rispetti la legge.

Benevento è sommersa dai debiti, tanto da aver ‘meritato’ il dissesto finanziario, è bisognosa di soldi per poter almeno garantire servizi minimi essenziali ai cittadini, ma tutto questo non sembra preoccupare consiglieri e assessori. Stando alle notizie riportate oggi dal Mattino, più della metà del Consiglio comunale sarebbe risultato moroso.

E dentro ci sarebbero tutti: perfino il M5S. Marianna Farese è portavoce dei 5 Stelle in Consiglio comunale, per lei  si registrerebbe un mancato pagamento Tarsu di poche centinaia di euro. Ad agosto, fu l’altro portavoce del Movimento a sollecitare l’accertamento, con una comunicazione formale a sindaco e segretario comunale che fu firmata soltanto da lui. La Farese se ne tenne fuori.

 

La sollecitazione del 5 Stelle Sguera al segretario e al Presidente del Consiglio

L’accertamento sulle posizioni di consiglieri ed assessori fu disposto dal sindaco Mastella, che istituì una task force all’Ufficio tributi.

A gennaio, dopo il servizio giornalistico di sanniopage.com sul dirigente evasore,  il M5S tornò con un’interrogazione ad incalzare l’amministrazione sulle verifiche da compiere su morosità o evasioni sia degli amministratori che dei dirigenti.

Oggi, i risultati degli accertamenti sono stati pubblicati dal Mattino.

 

 

Leggi nostro articolo

https://sanniopage.com/scandalo-morosita-al-comune-ci-finiscono-dentro-tutti-nomi-coinvolto-anche-m5s-tarsu-non-pagata-la-farese/

Apriti cielo. Tra i consiglieri scoppia il putiferio e si innesca una corsa a smentire, rettificare, precisare.

Secondo alcuni, infatti, si tratterebbe di tasse indebitamente attribuite, secondo altri di tasse già pagate, secondo altri ancora di situazioni sanate.

E la colpa dello ‘scandalo’ ricade sugli uffici comunali e sui giornalisti. Quest’ultimi vengono accusati di aver azionato la macchina del fango, per gettare discredito su alcuni consiglieri o assessori.

Ma il punto è uno soltanto. Posto anche che per tre o quattro casi segnalati dagli stessi protagonisti sarebbe da riscontrarsi una palese irregolarità o inesattezza ‘contabile’, resterebbe il fatto che tanti amministratori non avrebbero pagato tasse, imposte, tributi, multe. Perché allora non concentrarsi sul significato etico di questi comportamenti fin troppo diffusi?

Ci sono poi quelli che hanno regolarizzato sì, ma solo dopo essere stati eletti, non prima delle elezioni, al momento stesso della candidatura, come richiede l’articolo 63 del Tuel. Il Testo unico degli Enti locali concede sì il tempo per sanare, ma il pagamento ex post non cancella con un colpo di spugna il dato di fatto: il mancato pagamento delle tasse da parte di chi si occupa della cosa pubblica, di chi decide del destino delle casse comunali, delle aziende municipalizzate, dei conti pubblici, della distribuzione delle risorse. Tanto per essere chiari come acqua di fonte: un consigliere o assessore che non paga la Tarsu può risultare credibile allorquando sarà chiamato ad occuparsi delle sorti dell’Asia e dunque degli stipendi in ritardo dei suoi dipendenti?

Le situazioni di morosità, inoltre, sussistevano già al momento della candidatura e poi dell’insediamento in Consiglio comunale, può la sanabilità ex post rimuovere la questione etica?

Molti – ma anche qui non tutti – gli amministratori hanno sottoscritto un atto in cui dichiaravano di non trovarsi in una delle condizioni di decadenza ed ineleggibilità di cui all’articolo 63 del Testo Unico Enti Locali. Una volta accertato, invece, il mancato pagamento dei tributi, si riscontrerebbe il reato di falsa dichiarazione in atto pubblico.

C’è poi il danno più grande che tutta questa storia porta con sé, quello alla credibilità della politica. Che nessuna smentita, precisazione o rettifica potrà mai riparare.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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