Napoli-Bari, 6 miliardi di euro per mezz’ora in meno. L’inchiesta che inchioda l’opera

La linea Alta Velocità /Alta Capacità Napoli – Bari costerà 6 miliardi di euro. Più del costo del TAV Torino-Lione.

Le due città saranno raggiungibili in 2 ore, mentre oggi il tempo di percorrenza media è di 4 ore.  Con un treno freccia bianca diretto Napoli-Bari, però, il tempo scenderebbe subito a 2 ore e 20.

Allora perché non è stato subito introdotto questo tipo di collegamento? E perché si è puntato sull’Alta Velocità /Capacità con un investimento di 6 miliardi di euro?

Sono gli interrogativi che emergono da un’inchiesta del Fatto Quotidiano, edizione del 13 febbraio.

Il giornalista Giorgio Ragazzi pone la questione, approfondendola e si chiede se quell’investimento monstre non sia eccessivo per una riduzione del tragitto  di mezz’ora.

LE MAGGIORI CRITICHE ALL’OPERA

Una delle critiche più pesanti è quella che la maxi opera non sia stata mai sottoposta a un’analisi costi-benefici.

Per il giornalista del Fatto non ci sarebbe un traffico tale da giustificare l’investimento di 6 miliardi di euro.  E la prova starebbe proprio nella mancata volontà di testare la linea con un treno diretto. Solo qiche giorno fa la ministra allee Infrastrutture De Micheli ha assicurato che tra un paio di mesi potrebbe essere introdotto una linea veloce per verificare la capacità di attrazione della linea ferroviaria Napoli-Bari.

Altra criticita: le fermate intermedie – fa notare Ragazzi –  Benevento, Caserta, Foggia e Barletta – dovranno continuare ad essere servite con linee tradizionali, perché ovviamente la linea AV/AC è diretta, cioè non prevede fermate brevi.

Quante persone saranno interessate a un collegamento diretto Napoli-Bari? Non è dato saperlo, vista l’assenza di un report analitico di costi-benefici, ma si presume che non siano tante da poter giustificare quell’importo.

I 6.2 miliardi di euro sono soldi dello Stato (quindi delle imposte o del debito pubblico)  e costituiscono un trasferimento a fondo perduto concesso a RFI. Secondo l:inchiesta del Fatto Quotidiano, gli utili derivanti dalle tariffe riscosse da RFI a stento potranno coprire la manutenzione ordinaria dell’opera.

In Campania, è da sempre Costantino Boffa l’alfiere dell’AV/AC Napoli-Bari, fino a diventare consigliere rrl presidente De Luca proprio per questa opera che continua ad essere considerata strategica, ma di cui solo ora cominciano ad emergere criticità, tanto che non è escluso che il Governo non possa metterla in discussione.

Da dove deriva la passione di tanti per il “ferro”? Secondo il giornalista del Fatto Quotidiano, una motivazione potrebbe ritrovarsi nel fatto che “i lavori  appaltati sempre allo stesso giro di imprese, vengono pagati interamente da Pantalone  a piè di lista senza alcun riscontro nemmeno ex post dell’utilità di questa opera rispetto ad altre”.

 

Un pensiero riguardo “Napoli-Bari, 6 miliardi di euro per mezz’ora in meno. L’inchiesta che inchioda l’opera

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    13/02/2020 in 20:38
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    Premesso che sono un irpino che per motivi lavorativi sono stato costretto ad emigrare nel centro-nord resto senza parole a leggere questi tipo di articoli!
    Si parla di ALTA VELOCITA’ Napoli-Bari ma in realtà parliamo dal bivio di Capua e dal futuro innesto nella stazione Napoli-Afragola di ALTA CAPACITA’ ferroviaria inizialmente Napoli-Bari ma a causa delle condizioni pietose delle linee ferroviarie che attraversano molte località della Puglia e della Basilicata constatate dalla comunità Europea la linea ferroviaria è stata estesa e si chiama ALTA CAPACITA’ Napoli-Bari-Potenza-Taranto-Lecce.
    Quindi non saranno solo le casse statali o di RFI a sostenere questi costi ma ci sarà un cospicuo contributo europeo.
    Una linea ALTA CAPACITA’ ha delle sue caratteristiche peculiari di velocità contenuta e che la linea permette contemporaneamente il trasporto locale su ferro e il trasporto delle merci su ferro sopratutto nelle ore notturne.
    La linea non si ferma a Napoli e nè tantomeno a Bari ma fa parte del corridoio ferroviario che incrocia Corridoio Scandinavo – Mediterraneo nei pressi di Capua-Napoli Afragola e il Corridoio paneuropeo VIII a Bari dove collegherà i porti di Bari e di Brindisi in Puglia con l’Albania, la Macedonia del Nord e la Bulgaria. Dal porto albanese di Durazzo, il corridoio si dirige verso Tirana, Skopje, Sofia, fino ai porti di Burgas, Varna sul Mar Nero.
    Principalmente i 2 porti di Napoli e di Bari permetteranno un trasporto merci mare-ferrovia.
    A cosa serve testare il treno che parte da Napoli ed arriva a Bari o viceversa per vedere quante persone giornalmente prenderanno il treno?
    La maggior parte delle persone sicuramente saranno costrette a scendere alla stazione di Napoli Afragola e prendere il treno ALTA VELOCITA’ per raggiungere i centri del nord industriali quindi alla stazione di Napoli Centrale arriveranno in pochi!
    La linea attuale fu costruita nel lontano inizio 1800 e bisogna vedere anche se le condizioni attuali permettono di testare un treno decente tra Napoli e Bari che è attualmente in costruzione non in una fase di testaggio.
    La linea ha come obbiettivo di far progredire sopratutto le zone interne delle regioni Campania,Basilicata e Puglia e il resto del Sud Italia.
    Il progresso per gli abitanti della Campania,Basilicata e Puglia e il resto del sud Italia significa pagando le stesse tasse degli abitanti del centro nord di avere gli stessi servizi come Industrie,Università,Ospedali,Scuole ecc.
    Non di avere due Italie separate come quella attuale che fa comodo ed ha fatto comodo a molti!
    Il problema è che spesso anche i nostri politici locali non ci appoggiano in questi tipi di battaglie per il progresso!
    Attualmente non ci sono treni diretti o servizi di trasporto locali perché non esiste una ferrovia decente non perché non c’è una domanda!
    Il trasporto di persone e merci si svolge tramite autobus e camion con pericoli,inquinamenti ed ingorghi su strade spesso antiquariate.
    Nei prossimi anni la spesa statale solo per una minima parte riguarderà il sud Italia e la maggior parte sarà spesa nel centro nord aumentando il divario nord-sud!
    Attualmente esiste il tratto stradale Telese-Benevento che i sindaci dei paesi che si affacciano su quella strada hanno paura di alzarsi la mattina per non contare i morti su una strada statale divenuta uno svincolo autostradale pieno di traffico di camion,autobus e via dicendo.
    Sembra che le sorti dello stato italiano siano dovute agli sprechi di 6 miliardi di Euro della costruzione della ferrovia alta capacità Napoli,Bari,Potenza,Taranto,Lecce e non esistono altri sprechi!
    Ma perchè non scriviamo un articolo sugli sprechi fatti negli anni di soldi statali sperperati nel Centro-Nord Italia che li stanno pagando e li pagheranno chissà per quanto tempo anche tutti i cittadini campani,pugliesi e lucani?
    Ma cosa dobbiamo testare con il treno diretto che parte da Napoli e si ferma a Bari o viceversa?
    Quanti piccioni viaggiano giornalmente?
    Gli autobus certamente stanno facendo del loro meglio in termini di trasporto nel sud Italia ma non possono sopperire da soli ad un trasporto come quello ferroviario e innestare un progresso delle zone attraversate!
    Pensiamo al Sud Italia senza lavoro,senza industrie,senza servizi con uffici di collocamento pieni di persone qualificate e non?
    Io mi sono iscritto nel lontano 1989 in un ufficio di collocamento in provincia di Avellino e pur con profili qualificanti e industriali non ho mai ricevuto una proposta o chiamata lavorativa!
    Non si capisce le persone del Sud Italia che servizi devono avere e se debbono avere un futuro lavorativo!

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