Nasce un comitato per la difesa del Terminal Bus. “Quel palazzo non s’ha da fare. Fermiamo la speculazione”

Quel palazzo non s’ha da fare. Raccoglie sempre più adesioni la protesta contro il fabbricato di cinque piani previsto nell’ex campo di calcio del Collegio La Salle di Benevento, dove attualmente arrivano e partono tanti pullman per la provincia e per Napoli. Per fermare l’operazione è nato un comitato popolare, promosso da diverse associazioni ambientali e civiche, col motto “Giù le mani dal Terminal”. Il progetto contestato rientra nel Programma per le Periferie ideato nel 2016 dall’amministrazione comunale.

L’incontro per lanciare l’iniziativa si è svolto presso il Consorzio “Sale della Terra”. Il comitato si muoverà attraverso raccolte di firme, gazebi, volantinaggi, per informare e coinvolgere tutta la cittadinanza ed in particolare pendolari, commercianti e studenti. “Dobbiamo passare ai fatti -ha detto Sandra Sandrucci di Altrabenevento- perché i tempi sono ristretti. I cittadini devono riprendersi il diritto di sapere e partecipare ad una scelta di grande impatto sul cuore della città. E’ grave che una decisione così importante non sia passata per il consiglio comunale, che la politica non sia potuta intervenire”.
La proposta di costruire un palazzo di cinque piani, di cui due destinati a parcheggio e tre per uso commerciale, servizi e residenze è stata presentata dalla società “Lumode” di Gricignano d’Aversa, che compartecipa con soli due milioni di euro sul totale di circa 9 milioni e mezzo, provenienti in gran parte da finanziamenti pubblici. L’aspetto che più colpisce nell’accordo col comune è che la ditta casertana dovrebbe gestire l’edificio per 30 anni, per ricavare, attraverso i fitti e i parcheggi, il capitale investito.
Il progetto preliminare del palazzo portala firma dell’architetto Antonio Iadicicco, attuale dirigente del Settore Urbanistica del comune, che in seguito a questa nomina ha lasciato l’incarico. Il tecnico ha invitato i contestatori a ragionare senza pregiudizi e quindi a non “perdere questo treno”. Per difendere l’opera è sceso in campo l’ex assessore Antonio Reale. Ma ora la palla è nelle mani del sindaco Clemente Mastella, che dopo il ritiro delle dimissioni, ha avocato a sé la gestione dei Pics e del Programma Periferie.
La questione è stata sollevata dall’associazione Altrabenevento, con in testa il suo presidente Gabriele Corona, che tra l’altro è anche dipendente comunale. I suoi frequenti interventi critici verso l’amministrazione comunale ed il sindaco hanno provocato severi provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. L’ultimo richiamo è arrivato proprio in questi giorni e Corona dovrà presentarsi il prossimo 27 marzo davanti alla commissione presieduta dal dirigente Alessandro Verdicchio.
Tra i punti discutibili c’è quello che riguarda il luogo dell’intervento, in pieno centro. “Ma i finanziamenti del governo -si chiedono al Comitato “Giù le Mani del Terminal”- non dovevano essere spesi per riqualificare le periferie? Perché dobbiamo spostare la stazione dei pullman che consente ai viaggiatori di arrivare dentro la città e raggiungere rapidamente scuole e uffici? Benevento non ha bisogno di altre cementificazioni con tante case sfitte. Quando saranno piantati i 300 mila alberi promessi?”.
Al comitato hanno aderito, oltre ad Altrabenevento, Lap Asilo 31,l’associazione Radici, Sale Della Terra, Cub Trasporti, Comitato Quartiere Centro Storico. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, Angelo Moretti di Civico 22,i consiglieri Di Dio, Mollica e Farese, Salvatore Zotti, Gennaro Del Piano, Arturo Quadraro, Mario Carrozza, Alfredo Gorgonio, Vincenzo Fioretti, Giovanni Picone. “Bisogna elaborare una proposta alternativa- ha rilevato Moretti- che miri a rimodulare il progetto”.
Qualcuno ha proposto che il comitato abbia una dimensione provinciale. “Se togliamo -ha concluso Luca Coletta- le cose della Lumode e quelle della Geses, relative all’ostello e alla piscina, l’intero piano per le periferie salta, col rischio di perdere i finanziamenti. Per questo dobbiamo farci aiutare dai parlamentari, perché i cambiamenti auspicati passano per Roma ed il governo nazionale”.
Antonio Esposito

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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