Nel nome del padre, la De Girolamo e quella brutta storia del Consorzio agrario

Una candidata che è capolista a Bologna e seconda al  sud può portare in giro per l’Italia i valori. Quelli non cambiano ovunque tu viva e ovunque tu decida di rappresentare il tuo partito”, così raccontava Nunzia De Girolamo la sua Carta dei valori presentata nel corso di una conferenza stampa a Benevento.

Un manifesto che è un soffritto misto all’italiana, perché dentro ci trovi roba trita e ritrita.

“Bisogna puntare sull’etica, sia quella della morale che della competenzaarringava ancora ieri -. Sia in politica che nella società purtroppo si è perso questo valore e vincono sempre furbetti e raccomandati. Dobbiamo portare al centro delle politiche la famiglia , il lavoro, la cultura e la scuola”.

E in effetti alla famiglia Nunzia ha sempre tenuto tantissimoFin da quando si trovò, da ministro all’agricoltura a dover salvaguardare il papà Nicola nel Consorzio agrario di Benevento. 

Il Consorzio Agrario Provinciale è stato una delle aziende più importanti del Sannio, con oltre 100 anni di attività, leader nel comparto agricolo, tabacchicolo e vitivinicolo.  Nell’ultimo decennio, nella distrazione di molti, è praticamente finito nelle mani della famiglia De Girolamo.

La nomina a deputata e poi a Ministro dell’Agricoltura (nel Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano) non le portò bene. Nel nome del padre, mise il naso anche nel Consorzio, producendo, a quanto pare, solo conflitti di interesse, passività gestionale, clientelismo e disoccupazione.   L’azienda oggi è in Liquidazione coatta Amministrativa con esercizio provvisorio. Mentre il fallimento era in agguato e il mare in tempesta, però, a papà Nicola veniva assicurata una scialuppa di salvataggio.

Con l’avvento dei commissari, infatti, la sua figura da direttore cominciava ad essere percepita inutile e dispendiosa.
Ma il signor Nicola (in età pensionabile) non poteva mollare gli ormeggi e si rivolse alla figlia ministra al ramo. Così dopo essersi fatto nominare direttore da uno dei commissari ministeriali che si sono succeduti, continuò a gestire, con esito non  proprio brillante, le politiche aziendali del Consorzio Agrario.

Basti pensare che per non avere sorprese, gli ultimi due commissari, Giacomo Papa e Valentina Rettino, sono stati nominati e scelti tra le amicizie beneventane della figlia Nunzia. Anzi proprio la commercialista Rettino è stata quella che insieme al signor De Girolamo ha deciso il licenziamento collettivo di ben 12 lavoratori, in particolare di tutti i dipendenti che erano anche rappresentanti sindacali della Cgil, Ugl e Sinalcap. Decisioni assunte in nome del risanamento dell’azienda e del suo rilancio, mentre si presentava un concordato preventivo al Tribunale di Benevento per portare l’azienda in bonis, che però i Giudici della seconda sezione civile hanno  inviato alla Procura della Repubblica. Ora, si aspettano gli esiti delle indagini anche alla luce della presenza da mesi, presso gli uffici di via XXV luglio, degli uomini della Guardia di Finanza.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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