Com’è noiosa l’unità a Sinistra. Meglio morire di scazzi che di sbadigli

Che la ricomposizione delle sinistre sannite potesse rivelarsi un’anatra zoppa era, in fondo, prevedibile come ormai un infortunio di Ciciretti.

All’hotel Italiano, venerdì sera, è andata in scena la ricongiunzione degli ex delle sinistre di varie latitudini, pronti ad essere frullati dentro ad un contenitore unico.

Così allo stesso tavolo, si ritrovavano Gianluca Aceto, ex sel oggi coordinatore di Mdp, Federica De Nigris di Sinistra Italiana, quelli di Possibile, il cespuglio di Pippo Civati. È la sinistra che prova a rialzarsi dopo gli infortuni della storia.  Molto, però, sa di deja vu alla prima assemblea unitaria. I volti sono quasi tutti noti, c’è qualche trentenne che tiene a sottolineare che “ai tempi della Sinistra Arcobaleno per fortuna non c’ero”, ma in sala prevale la generazione di quelli che ci sono sempre stati. Forse è mancato il tempo per la ricerca di una sinistra nuova o forse ci si accontenta di quello che finora si è riuscito a mettere assieme.

Perché già la ricomposizione a sinistra è missione difficile, nonostante le cadute dovrebbero insegnare a  rialzarsi diversi.

L’impressione è che manchi un racconto nuovo, manchino esperienze e storie diverse, manchi una sinistra “felice”. Quella dell’hotel Italiano è ancora una sinistra che ha la schiena piegata dal peso di un passato che non passa e che, per questo, corre il rischio di essere poco attrattiva, perché non si dimostra all’altezza di cogliere l’occasione storica di poter dare una voce nuova alla speranza. 

Anche sui delegati (Federica De Nigris
Agelamaria Pennuzzi, Aceto, Serafini,
Enzo Parziale e Amerigo Ciervo)
i giochi sono vecchi: nessuna apertura vera, pochi a fare un passo indietro, due donne su sei in barba alla parità di genere peraltro prevista dallo Statuto. Ma il problema non sono gli scazzi interni quanto l’uggia che traspare dai discorsi, come se questa sinistra fosse troppo vecchia, poco energica, già stufa di fare e dire cose. Per esempio, nessuno all’hotel Italiano ha espresso una posizione sull’amministrazione comunale o su quella provinciale, nessuno ha “abbracciato” un tema, una questione sociale su cui pure si potrebbe dire qualcosa di Sinistra. 

L’unica novità è il ritorno nella partita politica di Amerigo Ciervo, presidente dell’Anpi, che auspica il ri-avvento di un partito che pratichi l’egemonia culturale, che venga concepito e vissuto come “intelligenza collettiva”.

Tutto il resto all’hotel Italiano è noia. Eppure è meglio – molto meglio – morire di scazzi che di sbadigli.

 

 

 

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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