Olio extravergine d’oliva, a Vitulano si pensa al futuro

Anche se la Fase 2 non è ancora ufficialmente partita, c’è già chi pensa alla programmazione.

Così Sebastian Limata, agronomo, è pronto per far decollare, appena sarà possibile, un progetto su olio e territorio.

Nel centro storico di Vitulano, tra i più antichi della valle vitulanese, nascerà un laboratorio didattico dell’olio extravergine di oliva, precisamente nel casale dei Fuschi.

Casa nobiliare di Flavia Abbamondi, donata negli anni ‘80 alle maestre pie filippini che hanno svolto l’attività di asilo per bambini fino al ventennio scorso, oggi è un punto di riferimento dell’olivicoltura.

L’idea – ci spiega il fondatore del progetto l’agronomo Sebastian Limata – è quella di dare visibilità ad una coltura che sta perdendo sempre più piede e che in realtà potrebbe essere la salvezza del nostro territorio. Mi spiego meglio, oggi molti giovani abbandonano la propria terra spesso non per mancanza di lavoro, ma perché non viene dato il giusto prezzo al proprio lavoro. Perché?? Semplicemente perché non è stato fatto un lavoro di qualità sull’olio come è stato fatto col vino, eppure l’olio vale molto di più, si può esportare più facilmente, e come sud Italia lo produciamo in quantità minore di aziende.
Ultimamente si dà molta attenzione all’agroalimentare di qualità, e l’olio, con le sue proprietà salutistiche è il principe di questo argomento. Come fare?
Bene, creare un punto di riferimento, non dove molire quintali di olive, ma dove avere una banca dati fatta di campioni per fare percorsi sensoriali e laboratori didattici, in modo da distinguere le varietà autoctone e valorizzarle, e magari abbinarle ad alcuni piatti; perché un olio di ortice è differente da un olio di leccino, proprio come l’aglianico è differente dalla falanghina.
Quindi se un giovane oggi con 2 ettari di vigneto guadagna poco ed è costretto ad andare a lavorare al nord, al contrario restando al sud e lavorando sulla qualità, producendo una bottiglia con etichetta (invece di venderlo sfuso) può permettersi di vendere un prodotto finito ad un prezzo molto più alto, ovviamente se rispetta la filiera e impara bene come produrre un prodotto di qualità, ovvero come avere al massimo i polifenoli, qual è la reale epoca di raccolta, e soprattutto quali sono i metodi corretti di conservazione.
Negli ultimi anni si dà molta attenzione all’agroalimentare di qualità, perché chi mangia bene prima, diminuisce la probabilità di incorrere in patologie dopo.
Il laboratorio storico didattico sarà punto di riferimento per adulti e bambini:
per adulti verrà fatta un’oleoteca dove avere campioni da tutta la regione per vedere le differenze varietali, convegni sull’olivicoltura, sulla potatura, su percorsi sensoriali e si faranno corsi per assaggiatori professionali di olio di oliva e come abbinarli ai piatti;
per bambini laboratori didattici con esperimenti sull’olio, sui processi di trasformazione, e verranno svolti programmi educativi su un’alimentazione di qualità”. 

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