Parla Carmine Calabrese, il pizzaiolo che salvò Syed: “Da quando mi ha chiamato non smetto di piangere”

Carmine Calabrese è il titolare della trattoria Sweet Garden di Torrecuso, che cambiò il destino di Syed Hasnain, il ragazzo afgano che, con la sua storia, ha fatto emozionare l’Italia intera.

Sulla foto del suo profilo Whatsapp, Carmine, ignaro fino a ieri sera di essere protagonista di una vera e propria ‘caccia all’uomo buono’ sui social, ha scritto una frase che, letta adesso, sembra la dichiarazione di un Giusto: “All’insegna dell’amicizia“.

 

 

Si emoziona al telefono quando gli chiedo di raccontarci cosa successe quel giorno di 13 anni fa, quando Syed Hasnain, allora minorenne, spuntò da un guardrail lungo la strada per Torrecuso.

“Ieri sera, quando mi ha telefonato ho pianto, anzi ho pianto per tutta la notte”.

Sta piangendo anche adesso, mi sembra.

“Non riesco a smettere”.

Signor Carmine, ricorda cosa successe 13 anni fa?

“Avevo dimenticato, Syed non è stato né il primo né l’ultimo che ho recuperato dalla strada. Qui passa la via Francigena, vengono lasciati ragazzi come pacchi. Tredici anni fa…e chi se lo ricordava più”.

Syed, invece, non ha mai dimenticato.

“Ero dal gommista, vidi spuntare una testa dal guardrail di fronte a me. Chiesi al mio amico chi fosse, mi disse che c’era un ragazzo che dormiva lì da due o tre notti”.

E cosa fece?

“Mi avvicinai, lo vidi nascondersi sotto dei cartoni. Era sporco, di un nero carbone, aveva uno sguardo smarrito, come un cane bastonato. Ecco quegli occhi…quegli occhi non l’ho più dimenticati. Gli chiesi cosa facesse lì, prima in italiano poi in inglese. Non mi rispose. Lo pregai di venire con me”.

E lo portò a casa sua?

“Sì, prima in trattoria, dove gli preparai un panino. Poi lo portai a casa, mangiò con noi, con mia moglie e i miei figli. Dormì per una notte a casa mia, ma era minorenne e senza documenti non poteva restare”.

E cosa decise di fare?

“Lo accompagnai alla Caritas, non potevo trattenere un minorenne”.

Quando ha saputo che Syed stava cercando proprio lei?

“Ieri sera. Mia figlia Marika, che è una cantante che gira l’Italia, lo aveva appena letto sui social: “Papà, stanno cercando te, proprio te“, mi ha detto. Non capivo cosa stesse succedendo, poi Marika mi ha mostrato la foto di Syed, e ho ricordato il suo volto, l’ho riconosciuto dal naso”.

E cosa ha fatto?

“Niente, ho solo pianto. Io sono un buono, credo che aiutare le persone aiuti se stessi. E so cosa significa vivere fuori dal proprio Paese, a 16 anni sono stato costretto anche io ad emigrare, poi ho avuto la fortuna di poter tornare a casa”

Syed l’ha telefonata?

“Sì, sì. Mi ha detto che presto verrà a trovarmi”.

Ne è felice?

“Non riesco a smettere di piangere”

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Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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