Pasquariello al Pd: ‘Toni arroganti. De Caro scivolò sui numeri ma non chiedemmo dimissioni”

Adesso parlo io. Mario Pasquariello rompe il silenzio e lo fa il giorno dopo la scadenza del termine per la presentazione delle domande per i contributi post alluvione ai privati.

“Lo faccio oggi – chiarisce – per senso di responsabilità”.

L’assessore ai Lavori pubblici,  che il Pd aveva “dato per disperso” , dopo che il 23 settembre si incamminò su quel terreno sdrucciolevole che è il post-alluvione, decide di chiarire il senso delle dichiarazioni rilasciate a caldo,  uscendo dal vertice in Prefettura con Regione e Protezione civile e di replicare all’attacco del Pd, che, per quelle parole messe in fila come soldati, ne arrivò a chiedere perfino le dimissioni.

“Quel giorno, a mio avviso, il dirigente della Regione, non fu chiaro.

Mi sono limitato a manifestare dubbi sulle modalità di concessione dei contributi ai privati che avessero subito danni dall’alluvione. Ho fatto quello che un buon amministratore deve fare: ho cercato di andare a fondo e di saperne di più, nell’interesse dei cittadini”.

Ma quei dubbi espressi ad alta voce, a Pasquariello, che ammette di non essere Eta Beta e di non avere, dunque, la verità in tasca, costarono caro.

Perché contro di lui si scatenò la contraerea del Pd che scagliò un attacco concentrico.

“Troppa grazia”, si schermisce ora.

Secondo Pasquariello, le “truppe cammellate” risposero a “ordini precisi” arrivati dall’alto, da chi “ha il dente avvelenato”, da chi “non digerisce il rospo di una sconfitta sonora”.

“Sono intervenuti tutti – dice l’assessore – il segretario provinciale Valentino che, da noto esponente dell’Accademia della Crusca mi dà lezioni di Italiano, al sottosegretario Del Basso De Caro che pure a inizio agosto fece confusione tra il fabbisogno post-alluvione e l’importo finanziato (eppure – fa notare – nessuno gli chiese di dimettersi, nonostante fosse uno scivolone grave per un vice ministro alle Infrastrutture), a una non meglio identificata Federazione provinciale del Pd che, con un comunicato senza firma, mi etichettò come ‘ignorante e supponente'”.

Ma l’attacco più difficile da mandar giù è stato quello della richiesta di dimissioni avanzata dalla corazzata del Pd al gran completo.

“Ancora non ne capisco le ragioni, avrei dovuto dimettermi perché ho sollevato dubbi rispetto alla procedura, gli stessi dubbi sollevati ieri dal sindaco di Fragneto Monforte, a cui però nessuno ha chiesto di dimettersi”.

“Questo Pd  – replica l’assessore che ieri ha pure incassato la rinnovata fiducia del sindaco – ha manifestato ancora una volta tutta la sua arroganza e l’arroganza del potere, come ha dimostrato anche l’esito delle Amministrative a Benevento,  ai cittadini non piace”.

Sull’intervento del ministro Padoan, Pasquariello fa una puntuta precisazione: “Non è affatto vero che era una risposta imbastita ad hoc per  me;  Padoan replicava alla Camera alle perplessità di alcuni deputati del M5S”.

Nel merito, Pasquariello dice che il ministro all’Economia  ha chiarito meglio le cose, ma che “il Governo Renzi avrebbe potuto fare di più per l’ alluvione”,  e che “se i privati  dovranno attendere mesi per i contributi, gli imprenditori forse anni, intanto molte attività avranno chiuso i battenti”.

Al Pd manda a dire di “stare sereno”, perché il “loro problema non sono io”, di  abbandonare i toni “arroganti” e di “dare un contributo concreto per far uscire la città dal pantano in cui l’hanno infilata”.

Poi avverte, “so che mi attaccheranno ancora, perché quello è il loro stile, ma io non risponderò più, perché francamente ho altro da fare.

Da assessore devo badare agli interessi dei cittadini, non ai reflussi biliari del Pd e del sottosegretario”.

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