Fausto Pepe braccia conserte

Pasticcio Asia, Pepe: “Mastella sapeva tutto”

Fausto Pepe interviene sul pasticcio Asia: “La vicenda dell’area situata in Ponte Valentino ed utilizzata dall’ASIA – spiega -è davvero emblematica di quello che questa amministrazione comunale rappresenta: comunicazione a mezzo stampa (specialmente quella amica che pubblica o invita a parlare solo loro) e nulla più.
Difatti, da quanto ci è dato sapere (fonte diretta), da ottobre 2016 l’Amministrazione Mastella è stata messa a conoscenza della situazione dell’area di Ponte Valentino, compreso il fatto che l’area in questione fosse stata pignorata e con problemi di incertezza circa la reale proprietà e disponibilità. Ed è stato proprio l’allora Presidente Lucio Lonardo a comunicarlo in un’assemblea alla presenza del socio unico.
Allora torna preponderante una domanda e cioè come il Prof. Quattriciocchi, quale amministratore unico dell’ASIA, abbia potuto avallare una siffatta operazione tra un’azienda pubblica, a totale partecipazione del Comune di Benevento, e un privato, e come sia stata scelta proprio quell’aria ritenuta non idonea dal passato Presidente.
In un lotto ricordiamolo già in passato segnato da gravi vicende quali un incendio che distrusse proprio lo stabilimento utilizzato come centro cottura della ditta che gestiva la mensa scolastica per il Comune di Benevento.
Insomma Lucio Lonardo, che aveva detto no all’operazione e in che in assemblea aveva dichiarato che su quell’aria vi erano problemi “seri”, viene “cacciato via”, e il successore, Prof. Quattrociocchi, amministratore unico, favorisce immediatamente l’operazione senza nemmeno richiedere un’autorizzazione agli enti preposti o più semplicemente effettuare una visura ipocatastale.
Ora ci ritroviamo un’ASIA senza guida, con il Prof. Quattrociocchi dimissionario, il Sindaco che in un primo momento ha dichiarato alla stampa che aveva già il nome del successore, salvo poi smentire se stesso pubblicando un bando per reclutare amministratori unici, e poi alla scadenza dello stesso, addirittura prorogarlo, come se forse le 21 richieste fossero “poche”?
Ci vorrà più che la durata di un’amministrazione comunale per comprendere queste dinamiche così convulse e amministrativamente “confuse”.
Intanto il Comune ha speso soldi su quell’aria e non ha risolto il problema in attesa dell’idea di progetto di finanza lanciato, peraltro a mezzo stampa, dall’assessore all’Ambiente.

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