Picucci a Rapuano: “Miei Stati generali non saranno uno sfogatoio. Divisioni? Pensi al M5S”

Oberdan Picucci non ci sta. E passa al contrattacco.Nel rispondere ad Antonello Rapuano del Movimento 5 stelle – dice – parto da uno degli ultimi suoi spunti critici, cioè la mancata celebrazione degli stati generali della cultura. Lo tranquillizzo rispetto alla celebrazione a breve di tale momento plenario di confronto e all’importanza che riconosco all’evento,  anche se il rischio è quello che oltre ai tanti spunti interessanti di riflessione che potrebbero emergere,  qualcuno possa vivere il momento  come uno  “sfogatoio”, come la legittimazione  per esercitare pubblicamente una  critica come la sua,  basata sul nulla, imperniata su un’accozzaglia di argomentazioni che sottendono solo una faziosa polemica a priori. Ma certamente, non saranno questi ipotetici atteggiamenti  a fare in modo che il confronto non si celebri”

L’assessore alla Cultura replica a Rapuano anche sugli attuali equilibri politici a Palazzo Mosti, secondo Picucci, per nulla traballanti.  
“Ma andiamo per ordine. Rapuano sostiene che l’attuale amministrazione, dopo la dichiarazione di dissesto (che ricordo essere frutto di svariati errori gestionali degli anni precedenti) sia  in preda a quelli che lui definisce mal di pancia dei consiglieri. Da politico, pur non registrando tali atteggiamenti,  giudico comunque il dibattito ed il confronto fra amministratori e fra più forze politiche un elemento di crescita, ancora più fisiologico rispetto alle contrapposizioni che ormai da tempo ci sono all’interno di un piccolo gruppo dirigente come quello del M5s locale.

Per quanto riguarda la gestione degli spazi culturali – spiega infine l’assessore –  per alcuni si sta provvedendo all’affidamento, per altri, ricordo il grande impegno in questi mesi  dell’amministrazione per garantire un recupero a breve. Ah è vero, c’è anche la critica sulla mancata manutenzione in questi pochi  mesi delle opere di Paladino, dopo ben 12 anni. Che dire? Mi ricollego ad una sua affermazione: “le pietre sono mute perché la natura così ha deciso, qualcuno che potrebbe tacere  per scelta,  invece parla”.

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