Picucci, la passione per la politica e quell’attrazione fatale per il calcio

Tifosi per salerintana Benevento 8

 

di Teresa Ferragamo

Oberdan Picucci, da pochi mesi assessore alla Cultura del Comune di Benevento, è cresciuto a pane, calcio e politica. Da una parte il tifo per la Roma e il Benevento, dall’altra quello per l’Udc e De Mita (Ciriaco, ovviamente).

In fondo, politica e calcio ne hanno di cose in comune: l’imprevedibilità del risultato, la sfida contro se stessi, il gioco di squadra e gli sgambetti agli avversari, il senso di appartenenza alla collettività ma anche quella dannata voglia di fare la differenza.

Mentre, però, allo stadio puoi stare sereno ed abbracciare il tuo vicino al momento del gol, in politica, uno ‘stai sereno’ può essere letale ed ogni abbraccio può essere mortale.

Assessore, è nata prima la passione per la politica o quella per il calcio?

“Naturalmente, quella per il calcio. Come tutti i bambini già da piccolo ero affascinato da questo sport, ricordo la prima volta che mio padre mi ha portato allo stadio, giocavamo in C1, Benevento- Barletta, andavo alle Elementari. Da allora ho visto centinaia e centinaia di partite, sia in casa che in trasferta ed a distanza di anni, entrare in uno stadio mi dà sempre una grande emozione, non ci si abitua mai”.

Poi arriva la politica.

“Anche la politica l’ho iniziata da giovane, nei movimenti studenteschi, ma parliamo degli anni del liceo”.

Diciamo, che il suo esordio da assessore alla Cultura è stato dirompente e fortunato. Città Spettacolo ha registrato numeri eccezionali. Qualcuno, però, ha criticato una distorsione eccessiva della kermesse, nata per il teatro, finita a grande manifestazione nazional-popolare. Ha già pensato a come sarà l’anno prossimo?

Numeri eccezionali, inconfutabili. Eventi di grande attrattività che hanno portato visitatori da tutto il Sannio, da tutta la regione e da svariate parti d’Italia, con un grande tornaconto economico anche da parte dei commercianti.

Abbiamo voluto coinvolgere tutti, con una offerta ludica e culturale che potesse abbracciare i gusti di tanti e non solo di un ristretto pubblico di intenditori.

Negli ultimi anni, la rassegna era diventata un qualcosa di scarsamente percepito, quest’anno per settimane e settimane si è parlato di questo, con una grande voglia di dibattito e di partecipazione. Già solo questo, ritengo, possa essere considerato un successo.

L’anno prossimo, sempre con Renato Giordano Direttore artistico, sicuramente oltre che le piazze cercheremo di riempire i teatri che nel frattempo ci adopereremo a riaprire”.

Fondazione. Quale ruolo giocherà?

“La Fondazione era diventata un concetto astratto, immaginiamo di valorizzarla, d renderla uno strumento operativo che in piena sinergia con l’assessorato alla cultura possa lavorare al fine di rivitalizzare il settore.

Proprio con la Fondazione stiamo lavorando agli eventi natalizi ed anche in questo caso sono sicuro che ci sarà una grande risposta”.

E ora il Benevento. Lei è un assiduo frequentatore della Curva: allo stadio, dove la si vede spesso accompagnato da sua moglie, non manca mai. Che rapporto ha con il calcio?

“Si, seguo il Benevento sia in casa che in trasferta, in curva sud e con lo stesso gruppo di amici con il quale condivido da diversi anni questa passione. Mia moglie spesso mi accompagna, il calcio è una delle passioni che ci unisce. Spesso organizziamo fine settimana sulla base delle partite da seguire allo stadio”.

La città ha voglia di riscatto, secondo lei è anche questa una delle ragioni per cui il Benevento ha tanto seguito? È come se una speranza individuale si riversasse in un sogno collettivo.

“Ormai la città si identifica sempre di più con la sua squadra, un legame sempre più forte. Inoltre , io ho sempre ritenuto che la squadra di calcio, al di là della semplice passione, possa essere anche un ottimo strumento di promozione turistica e di sviluppo economico. Mercoledì 12 , ad esempio, Comune, Confindustria e Benevento Calcio presenteranno dei pacchetti turistici per i tifosi delle squadre ospiti che verranno in trasferta qui a Benevento. Insomma, un gioco può diventare anche ricchezza e sviluppo”.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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