Playlist 3 della quarantena. Canzoni tenute unite dal cinema

Playlist 3

a cura di Ernesto Razzano

Le canzoni scelte oggi le tiene unite il cinema. Fanno tutte parte di un film. Alcune appositamente scritte per la per la pellicola, altre, già esistenti,  volute per esaltare alcuni momenti della storia. Funzionano anche fuori dallo schermo, ma provate lo stesso a scorrerle come diapositive sonore.

1/Damien Rice – The Blower’s Daughter – “O” – 2002

2/  Flashdance /What a Feeling – Irene Cara – What a Feelin’ – 1983

3/ Mrs. Robinson – Simon and Garfunkel – Bookends – 1968

4/ L’ultimo Bacio – Carmen Consoli – Collezione – 1999

5/ Born to be wild – Steppenwolf – Steppenwolf – 1968

6/ Assaje  – Lina Sastri – Per la strada ( Miez ‘a via) – 2012

7/ Profondo Rosso – Goblin – Profondo Rosso – 1975

8/ Society  –  Eddie  Vedder – Soundtrack/ Into the Wild – 2007

9/ Passione – Neffa – Soundtrack Saturno Contro – 2007

10/ Starman – David Bowie –  Ziggy Stardust –  1972

11/  Shape of My Heart – Sting – Ten Summoner’s Tales – 1993

12/ Knockin’ on Heaven’s Door – Bob Dylan – Soundtrack Pat Garrett & Billy the Kid – 1973

13/ Live and let die – Paul McCartney/The Wings – Red Rose Speedway – 1973

14/ I’m Easy – Keith Carradine – Soundtrack Nashville – 1975

1/ The Blower’s Daughter

L’irlandese Damien Rice è certamente uno dei migliori talenti di questa epoca, ma non si trova a suo agio nei meccanismi dell’ingranaggio musicale. In venti anni ha fatto solo tre dischi, di cui il primo del titolo “O” registrato completamente in casa quando ancora si poteva uscire. Mai dato troppa importanza alla promozione e alla mondanità. L’ultima sua uscita discografica è del 2014, da allora non se ne hanno tracce. La sua prima canzone pubblicata è un pugno nello stomaco per arrangiamento e interpretazione e finisce direttamente nel film Closer, del 2004, con Jude Law, Natalie Portman, Julia Roberts e Clive Owen. The Blower’s Daughter è presente ben due volte, all’inizio e alla fine della storia. Resta una delle più belle canzoni degli anni zero.

2/ Flashdance /What a Feeling

Questa è una canzone che ha vinto l’Oscar, ed è senza dubbio uno dei brani simbolo del cinema anni Ottanta.  L’audizione finale di Alex, la protagonista del film, ha sfondato lo schermo anche grazie a queste musiche, e alla  bellissima voce di Irene Cara. Nel 1983 i sintetizzatori, anche se da poco,  già si usavano, e anche in questo brano si notano. Quello che a tanti sfugge è che qui, come nella gran parte dei brani dance di successo di quel periodo, ad occuparsi “dell’assemblaggio” e dell’arrangiamento, è in signore nato in Valgardena, che non più tardi di qualche anno fa ha avuto a che fare anche con i Daft Punk, il suo nome è Giorgio Moroder. La versione originale del film è simile ma non uguale a quella finita sul disco che poi ha venduto moltissimo e scalato classifiche come pochi. La si trova sia nel disco Flashdance, colonna sonora del film, che in Wht a feelin’, l’album di Irene Cara.

3/ Mrs. Robinson

Il laureato è un film top per la storia del cinema. Va sugli schermi americani nel 1967. Non ci addentriamo nella trama. Dustin Hoffman è il protagonista e Mrs.Robinson la canzone che più si identifica con la pellicola, sebbene fosse presente anche un altro capolavoro come The Sound of Silence. A scriverla è stato Paul Simon, un’istituzione. Nella prima versione, non pensata per il film, la canzone di chiamava Mrs. Roosvelt, e con toni diversi, era rivolta a Eleonor, la First Lady. In seguito fu adattata alla pellicola nella versione che conosciamo.  A cantarla è  il duo Simon & Garfunkel, che con l’uscita, l’anno seguente, del disco Bookends, diventa quasi un’unica entità con due voci. Poi si separeranno e non sarà sempre così ma lo è nel momento di maggiore successo per i due.

4/ L’ultimo Bacio

In Italia L’ultimo Bacio è stato un film quasi generazionale, forse anche oltre le aspettative di chi lo ha realizzato. Sotto la lente di ingrandimento c’è  la generazione dei trentenni , o quasi, che fa i conti con le prime responsabilità da prendersi seriamente e abbandonare la vita spensierata e leggera vissuta fino a quel momento. Non tutti ci riescono, e non solo nel fim. Chi sfrutta l’occasione per fare questo salto è certamente la cantautrice siciliana Carmen Consoli che le sue responsabilità se le prende, dando una nuova chance a un raffinato cantautorato pop-rock.

5/ Born to be Wild

Easy Rider del 1969 è il film simbolo di un’epoca, di mutamenti generazionali e culturali profondi. E’ il road movie per eccellenza, e i volti sono quelli di Denis Hopper, Jack Nicholson e Peter Fonda. La colonna sonora è quella di un’epoca. Born to be Wild degli Steppenwolf è senza dubbio profondamente in  sintonia con i ritmi e lo spirito della pellicola. L’anno successivo farà parte del debutto discografico della band.

6/ Assaje

La generosità di Pino Daniele nel donare splendide canzoni ad altri è sempre una sorpresa. E’ avvenuto anche con il cinema, e non solo nel sodalizio storico con Troisi che ha portato alle musiche di Ricomincio da Tre, alla colonna sonora di  Le vie del Signore sono finite con la bella Qualcosa arriverà, fino alla notissima Quando in Pensavo fosse amore invec era un calesse. Nel 1983 il musicista napoletano regala alla voce di Lina Sastri il brano Assaje, intonato al termine del film di Nanni Loy, Mi manda Picone, interpretato dalla stessa Lina Sastri con Giancarlo Giannini. Il film farà incetta di premi e riconoscimenti, tra Nastri d’argento e david di Donatello.

7/ Profondo Rosso

Negli anni Settanta l’Italia era un riferimento importante per la musica progressive con molte band che cominciavano a farsi conoscere nel mondo e a entrare in contatto con i mostri sacri del genere, soprattutto inglesi. Una band in particolare si “specializza” in colonne sonore horror, forse perché il primo successo è talmente importante che lasciare quel mondo diventa impossibile. I Goblin di Claudio Simonetti, realizzano gran parte della colonna sonora del film culto di Dario Argento Profondo Rosso. Venderanno un milione di copie sono in quell’anno, ma soprattutto quella sequenza di note, particolarmente ispirata, ritorna alla mente, da allora,  per qualsiasi situazione di suspance,  anche nella vita quotidiana.

8/ Society

Into the Wild è uno di quei film necessari, che arrivano in sordina e sembrano di passaggio ma poi restano per sempre. Sean Penn porta sullo schermo la storia vera di un neolaureato che lascia tutto per intraprendere un viaggio attraverso le terre più selvagge ed estreme degli Stati Uniti per arrivare fino in Alaska. Il regista è da anni legato da profonda stima e amicizia a Eddie Vedder, da molti anni voce dei Pearl Jam, band tra gli alfieri del grunge. I due hanno già collaborato in altri film, ma stavolta al frontman dei Pearl Jam è chiesto un vero e proprio coinvolgimento nella colonna sonora del film, inaugurando così anche il suo  percorso da solista, parallelo a quello con la rock band di Seattle.

9/ Passione

Giovanni Pellino da Scafati, in arte Neffa, è uno dei quei personaggi che hanno un vissuto inimmaginabile nelle varie scene musicali italiane. Dai più comincia a essere conosciuto nella sua versione pop-funk con La mia Signorina o Prima di Andare Via e tanti altri successi. Ma la sua influenza parte da molto lontano. E’ certamente uno dei creatori della scena rap/ hip hop italiana sin dai tempi delle Posse. Con i Sangue Misto, sforna l’omonimo disco che è punto di riferimento incontestato per quelle sonorità in Italia. Finita quell’esperienza sforna altre due perle come gli album 107 Elementi e Neffa & I Messaggeri della Dopa, che spopola col brano Aspettando il Sole. E se tutto ciò ancora non dovesse bastare, ancora prima , non ancora ventenne, è anche batterista dei Negazione, gruppo rock di quelli tosti, conosciuto anche oltre i confini nazionali. Passione è il suo contributo principale al film Saturno Contro di  ‎Ferzan Özpetek‎ del 2007.

10/ Starman

Se una canzone è nella top venti di quelle che hanno cambiato il mondo della musica, è difficile raccontarla. Se poi l’autore è David Bowie, un artista talmente singolare e fuori da qualsiasi etichetta, diventa praticamente impossibile farlo in poche righe. Bisogna ascoltarla e basta.  Il brano si trova nell’album del 1972, The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, noto semplicemente come Ziggy Stardust.  Nel 2015 è il film The Martial – Sopravvissuto, a portare  Starman sullo schermo.

11/ Shape of My Heart

Leon è un piccolo miracolo, un film del 1994 che in un colpo solo svela un regista come Luc Besson, una giovanissima Natalie Portman e lancia definitivamente il bravo Jean Renò, oltre a confermare Gary Oldman. In fondo a questo film, tra i titoli di coda, è nascosta la voce di Sting che interpreta questo brano. Chiusa la storia con i Police, ormai, da qualche anno, viaggia a gonfie vele da solo.

12/ Knockin’ on Heaven’s Doors 

Il regista Sam Peckinpah in ambito western è una certezza. Racconta quel mondo con una maestria di pochi. Per raccontare la storia di Par Garrett e Billy The Kid, vuole la musica di uno dei più grandi. Bob Dylan lo accontenta, scrivendo e realizzando Knockin’ on Heaven s door, che rende magica una scena centrale del film. Il sound è vagamente country e fa centro,  andando ben oltre la pellicola. Sarà suonata e incisa da una miriade di musicisti, complicato elencarli tutti, limitiamoci ai più noti per capire la potenza di questo pezzo: Bruce Springsteen, The Grateful Dead, Mark Knopfler, Eric Clapton, Roger Waters, Aerosmith, Television, Avril Lavigne, Bon Jovi, Randy Crawford, U2, Aretha Franklin, Nirvana. Quelli che porteranno la cover più in alto in classifica saranno i Guns’n Roses.

13/ Live and Let Die

Chi ha avuto la fortuna di partecipare a un concerto di Paul McCartney ha imparato che il Beatle a un certo punto si siede al piano e comincia a suonare Live e Let Die in modo molto intimo, a un certo punto quando, il brano comincia a crescere, dal pianoforte partono dei veri e propri petardi, dei veri fuochi d’artificio che salgono verso il cielo, in un’esplosione sonora impressionante, tra fumo e coriandoli. Il brano è del 1973 per il film Agente 007 – Live and Let Die, ed è scritto con i Wings, la band che mette su Paul con la moglie Linda, dopo i Beatles. Resta uno dei migliori brani di Sir Paul.

14/  I’m Easy

Questa è un’altra canzone fa la doppietta che tutti sognano, vince  ha l’Oscar e il Golden Globe. Nashville è un film di Robert Altman del 1975 che ha molto a che fare con la musica, infatti la trama ruota attorno al Festival country di Nashville. Il brano ovviamente è espressione di quelle sonorità,  che in America hanno una storia e un radicamento come pochi altri posti al mondo. Nashville, cosi come Newport, sono le cattedrali del folk, del country.  A cantare è Keith Carradine, componente di una famiglia legata a doppia mandata al cinema, e anche lui sarà fondamentalmente un attore. Questa canzone resta però  per lui una medaglia musicale unica da appuntarsi al petto.

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