Polizia municipale ancora nel caos, Santamaria boccia Bosco e Belmonte

Situazione sempre più tesa e confusa nella Polizia Municipale: nessun ufficiale, neppure il comandante, ha i requisiti per la nomina di direttore organizzativo.

Intanto, vengono archiviati i provvedimenti disciplinari  per due sindacalisti della CUB, Alberto Zollo e Gabriele Corona. E il comandante Fioravante Bosco continua a contestare violazioni anche connesse all’indagine della Procura della Repubblica sugli incarichi e le multe.

BOCCIATI BOSCO E BELMONTE.

Con una determina affissa ieri all’albo pretorio dell’Ente, il dirigente del settore Affari Generali e Polizia Municipale, Gennaro Santamaria, ha rinunciato ad assegnare l’incarico di Posizione Organizzativa, cioè coordinatore di tutti i servizi assegnati ai vigili urbani con la possibilità di sostituire il dirigente in caso di assenza, ad uno degli ufficiali  in servizio.

Secondo Santamaria, nessuno dei due partecipanti alla selezione ha i requisiti.

La decisione clamorosa non è stata spiegata ed è destinata a creare ulteriori ricorsi. I due contendenti erano Bosco Fioravante, attuale comandante nominato dal sindaco con atto fiduciario a luglio scorso, e il capitano Emilio Belmonte, che fino ad ottobre scorso ha coordinato il servizio Verbali e Cassa. 

Entrambi laureati  in Giurisprudenza, requisito indispensabile per la Posizione Organizzativa, ma Bosco che fino agli inizi del 2016  è stato sempre in distacco sindacale totale e poi, fino ad aprile 2019 ha lavorato con contratto part-time, non ha, secondo il suo concorrente, la necessaria esperienza di coordinamento operativo.

Fin dalla pubblicazione del bando risultava difficile immaginare che l’incarico di Posizione Organizzativa potesse essere assegnata a Belmonte perchè il capitano si sarebbe trovato a coordinare tutte le funzioni operative e amministrative dei vigili urbani e quindi anche quelle del “suo” comandante.

Un rompicapo per il dirigente Santamaria che, prima ancora di sottoporre i due contendenti al colloquio di valutazione, ha stabilito che nessuno di loro ha i requisiti. Questa decisione rischia di alimentare  malumori e tensioni nella Polizia Municipale, come dimostra anche il numero di contestazioni disciplinari, ben 11, che Bosco ha fatto in otto mesi, da quando svolge le funzioni di comandante.

IL MANGANELLO DI BOSCO

Undici casi di violazioni disciplinari sono davvero tanti, soprattutto tra i vigili urbani, che infatti non le avevano ricevute neppure in dieci anni. Bosco lamenta poca disciplina tra i vigili e comportamenti irriguardosi nei suoi confronti. A settembre scorso ha pure chiesto severi provvedimenti per due sindacalisti dalla CUB (Confederazione Unitaria di Base), Alberto Zollo e Gabriele Corona.

Corona, trasferito dal settore urbanistica  alla polizia municipale tre anni fa.

Sia Zollo che Corona hanno contestato a mezzo stampa la nomina di Bosco a comandante. L’ufficio per i provvedimenti disciplinari (dirigenti Verdicchio, Santamaria e Perlingieri)  che, in un primo momento, aveva accolto la tesi di Bosco, questa mattina ha archiviato la richiesta perchè la contestazione è stata formulata oltre i termini stabiliti da regolamento. Insomma, solo un problema formale ha risparmiato a Gabriele Corona la terza sospensione dal servizio, dopo le due ricevute nel 2018 per gli articoli firmati come presidente di Altrabenevento.

Sulla testa di Zollo, invece, pende un’altra richiesta di provvedimento disciplinare formulata da Bosco per i comunicati firmati dalla CUB relativi alla indagine della Procura della Repubblica sulle multe dei primi sei mesi del 2019, sugli incarichi conferiti ai vigili e allo stesso comandante.

Dopo l’acquisizione degli atti da parte della DIGOS il dirigente Santamaria ha chiesto proprio al comandante Bosco di accertare se ci sono state irregolarità.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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