Primarie, Del Basso De Caro: “Siamo la provincia più renziana del Sud Italia”

La provincia più renziana dell’Italia Meridionale, tra le prime otto federazioni a livello nazionale: sono numeri da record, quelli che stamattina ha sfoderato il Partito democratico durante la conferenza stampa sui risultati delle primarie del 30 aprile. 

“Si è trattato di una grande mobilitazione – ha commentato il segretario provinciale, Carmine Valentino –. Siamo l’unica forza politica organizzata sul territorio, quella più prossima ai bisogni dei cittadini, quella ancora in grado di smuovere e convincere le masse”.

E in effetti, la provincia di Benevento è tra le più ‘renzizzate’ d’Italia: 16.321 gli elettori che, domenica 30 aprile, si sono recati ai seggi per scegliere il segretario nazionale del Pd, 13.023 i voti che sono andati a Renzi, 1688 quelli ottenuti da Orlando e 1.419 quelli che sono andati ad Emiliano. 

Renzi, sostenuto da tutto l’apparato del Pd sannita e dal sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, ha sfiorato con un dito il 90%, portandosi a casa l’80,74% dei consensi.

Benevento è la prova provata che è in corso, in Italia,  una meridionalizzazione del Pd: qui la ditta ‘De Caro’ regge e bene. E ciò nonostante le primarie siano cadute nel mezzo di un anno di votazioni non proprio felici: la sconfitta a Benevento, il prevalere dei No al referendum del 4 dicembre, la vittoria risicata alla Provincia. 

Ma per il Pd sannita il 30 aprile è stata una tranquilla giornata di democrazia, dove, senza traumi e senza sorprese, si è potuto portare a casa il risultato agognato: la stra-vittoria di Renzi. 

“Avellino – spiega il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro –  ha il 40 per cento in più di abitanti, ma registra gli stessi votanti alle primarie: 16.321 elettori a Benevento, 16.921 in Irpinia.  La provincia di Napoli è 11 volte quella di Benevento, per eguagliarci alle primarie, avrebbero dovuto votare il doppio dei 50.842 elettori”. 

Davanti all’evidenza dei numeri, manda a dire De Caro, le analisi di commentatori e politici altri (si sottintende Mastella) sono fuffa.

Insomma, davanti alla freddezza delle cifre, il resto è noia.

Renzi va oltre il partito sia a livello nazionale che locale, ma il Pd è diventato un altro partito, tenuto insieme da legami personali tra i gruppi dirigenti e vari segmenti sociali, dove contano sempre meno l’organizzazione in senso tradizionale e il senso di appartenenza, anche perché l’elettorato è sempre più fluido, mobile, flessibile. 

Valentino riconosce l’onore delle armi ai sostenitori delle due mozioni Orlando e Emiliano: “Il loro risultato è una ricchezza per questo Pd”, dice alla presenza di Antonella Pepe, entrata in assemblea nazionale in quota Orlando e citata più volte per il suo impegno politico anche da De Caro.

Se gli altri “coltivano aiuole” (l’espressione è di un giornalista e il riferimento è sempre al convitato di pietra Mastella, la cui analisi del voto delle primarie fu inclemente), “noi – replica Valentino – coltiviamo il partito perché indossiamo una maglietta riconoscibile e riconosciuta”. 

Neppure sulle alleanze, il segretario provinciale di un Pd “renzizzato”, lui che è sindaco del comune dove Renzi ha assorbito consenso e dissenso, si scompone: “Noi non abbiamo preclusioni – sottolinea -; certo tutto dipenderà dalla legge elettorale”. E neppure glissa sui rapporti con Mdp e Campo Progressista, che nelle settimane scorse hanno fatto capolino anche a Benevento: “Non sono stato invitato alle loro iniziative, ecco perché non c’ero – spiega senza perifrasi -. Io vado ovunque, se invitato”. 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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