Processo Asl, l’ombra della prescrizione. De Lorenzo (Fuori dal Coro): “Una sceneggiata sulla pelle dei cittadini”

“Una sceneggiata”, bolla così Peppino De Lorenzo, medico e presidente dell’Associazione Fuori dal Coro, il processo Asl che sta consumando in queste settimane le sue ultime battute. 

 

E’ il processo che portò alle dimissioni di Nunzia De Girolamo da ministro della Repubblica. Uno scandalo, che ebbe una eco nazionale, emblema del sistema di gestione della sanità pubblica al Sud e nel Sannio. Fecero rumore le registrazioni delle conversazioni di De Girolamo  che riuniva in salotto collaboratori e manager dell’Asl di Benevento per decidere nomine, appalti e presidi sanitari secondo logiche elettorali e di potere.

L’ex deputata di Forza Italia  era la “capo, promotrice e organizzatrice di un’associazione a delinquere“, lo sostenne allora il Gip Flavio Cusani che ne dispose l’imputazione coatta per questo. 

 

Con lei a processo sono finiti altre sette persone: Felice Pisapia e Michele Rossi, all’epoca direttori generale e sanitario, Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting dell’Asl, Luigi Barone e Giacomo Papa all’epoca collaboratori di De Girolamo, il sindaco di Airola, Michele Napoletano, e Gelsomino Ventucci.

Dalle registrazioni di Pisapia emerse uno spaccato inquietante  sulla governance dell’Asl di Benevento. Nel mirino degli inquirenti finirono, in particolare, il trasferimento di un dirigente e di alcune strutture sanitarie, la presunta pretesa sulla nomina di un primario, il bar del Fatebenefratelli, le sedi Saut e le somme per i medici di cui sarebbe stata tentata la non compensazione. Nel 2016, il Gip Cusani formalizzò le accuse che vanno dall’associazione per delinquere, alla concussione, alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all’abuso d’ufficio e all’offerta di un’utilità per ottenere il voto elettorale.

Dopo 7 anni, sul processo incombe però la spada di Damocle della prescrizione.

“Giovedì prossimo è programmata un’altra udienza di uno dei tronconi relativi alla ben nota inchiesta che, anni fa, ben sette, coinvolse l’Asl della nostra città, all’epoca, a guida Michele Rossi”, commenta Peppino De Lorenzo, presidente dell’associazione Fuori dal Coro. “Una serie interminabile di testimoni, al solo scopo di prendere tempo ed accorciare gli anni della prescrizione”.

De Lorenzo era in quella lista testimoni, ma non è stato mai ascoltato.

Lo spiega lui stesso:  “Nell’ultima udienza, per essere escusso, fui invitato anch’io, unitamente alla mia segretaria. Alla fine, si decise di non ascoltarci. Senza, è ovvio nulla eccepire sulla indiscussa validità professionale dei magistrati giudicanti, dei quali, or non è molto, abbiamo parlato ampiamente, sono, purtroppo, le leggi che devono essere cambiate.
Dopo il clamore mediatico dell’epoca, a livello nazionale, che, in ultimo, portò alle dimissioni di un ministro della Repubblica, ora il processo, che definire lumaca e’ poco, si trascina senza entusiasmo e, di sicuro, ancora una volta, i cittadini assisteranno ad un copione già visto. Così come si è verificato per “Mani sulla città”,”Quattro notti”, “Zamparini”, solo per ricordarne alcuni. In questo caso, però, è in gioco la salute dei pazienti che soffrono e, quindi, non può finire tutto nel nulla. Se così fosse, sarebbe stato meglio evitare di dare inizio a questa che, ad un tratto, si trasforma in sceneggiata”.

La prescrizione vanificherebbe il lavoro di inquirenti e magistrati e lascerebbe l’amaro in bocca, viste le accuse gravi lanciate dai giudici e considerata che ad essere colpita da una gestione quantomeno spregiudicata è stata la sanità pubblica della provincia di Benevento.

Non è sete di giustizia, quella che assale in queste ore Benevento, ma l’aspirazione a una severa censura e condanna di metodi ‘criminosi’. La prescrizione, in questo caso, assomiglierebbe a un’impunibilità per soggetti – politici e para-politici – che della sanità sannita facevano un sistema di potere personale.

Noi tutti, una volta per sempre, attendiamo delle risposte –  è il commento amaro di Peppino De Lorenzo -. E’ dal 2012 che tutto questo putiferio, ad offesa della quotidiana sofferenza umana, si è verificato. Il giudice Cusani, tra l’altro, scrisse:sorprende la facilità con cui gli indagati siano riusciti a sottrarre all’Asl di Benevento, per un notevole periodo di tempo, così imponenti somme di danaro, senza che nessuno intervenisse. La situazione, per  questo, appare tanto allarmante se si considera che gli accertamenti svolti dal pm siano stati mirati – per evidenti ragioni di tempo ed energie – solo su di una piccola parte della gestione dell’Asl, quella facente capo a Pisapia. E gìù di lì, Cusano, senza esclusioni di accuse molto gravi.

“La vicenda, esaminata nel suo complesso  appare decisamente scandalosa ed è triste che, quasi certamente, con la prescrizione, cadrà nel dimenticatoio”.

E’ quanto osserva De Lorenzo. Che aggiunge: “Prova ne è la giustizia lumaca, qui a Benevento, in questo caso, poi, giorno dopo giorno, aumenta la sua lentez-za.
La vicenda del bar al Fatebenefratelli, quella del 118, euro a migliaia elargiti ad avvocati, sempre gli stessi, di cui tanto si è parlato, sono stati, forse, esempi di scherzi, anche se di pessimo gusto”

Gli altri personaggi coinvolit: dal lacchè di De Girolamo, Luigi Barone meglio noto come Crocchè, a Michele Rossi oggi riammesso nelle sue funzioni.

  
E, che dire del famoso “Crocchè” (Luigi Barone, ndr), all’epoca fedele lacchè della De Girolamo, regista occulto, che, oggi, per premio, ricopre un incarico di non poca importanza? ln ltalia, purtroppo, questi sono i personaggi che fanno carriera, mentre tanti giovani, dopo aver studiato per anni, rimangono al palo.
Michele Rossi è tornato al suo posto di origine. Nelle registrazioni di Pisapia, valide o meno dal lato giuridico, si ascolta la sua voce che dice: ” Nunzia, io non resterei un secondo in più all’Asl se non per te e con te; perché la nomina l’ho chiesta a te, tu me l’hai data ed è giusto che vi sia un riscontro“.
E’ un’affermazione quest’ultima gravissima – conclude De Lorenzo –  se profferita da un professionista dai capelli bianchi, in odore di pensione”.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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