Protesta trasporti, Parente attacca la Cgil: “Galdiero rincorre la visibilità. Mastella solleva una questione vera”

“Rispetto alle sacrosante proteste del sindaco di Benevento, massima rappresentanza della comunità e delle istituzioni locali, relativamente alle carenze dei trasporti su ferro come su gomma, vale la pena sottolineare un aspetto messo in risalto dalla iniziativa svoltasi ieri mattina dalle 6.45 presso la stazione Appia, su sollecitazione del primo cittadino Mastella”, così Renato Parente, braccio destro di Clemente Mastella.
Che spiega: “Davanti alle telecamere e agli inviati delle reti nazionali e della trasmissione Striscia la Notizia, il sindaco di Benevento ha rappresentato un disagio che vivono sulla propria pelle i cittadini di tutte le età e di tutte le fasce sociali che, loro malgrado, si confrontano tutti i giorni con l’inadeguatezza dei collegamenti beneventani.
Un grido d’allarme lanciato all’indirizzo della Regione e del Governo nazionale, senza calcoli di appartenenza o colore politico, nonostante Benevento possa vantare tra i propri rappresentanti parlamentari proprio il sottosegretario alle Infrastrutture.
Forse, preoccupati da possibili valutazioni critiche nei confronti di chi detiene ininterrottamente da anni il potere esecutivo, ovvero la possibilità concreta di modificare l’attuale condizione rompendo l’isolamento di Benevento, alcuni rappresentanti di sigle e associazioni hanno sentito il dovere di intervenire per ribadire l’antico copione che vuole le responsabilità divise tra chi governa oggi e chi lo ha fatto anni addietro.

Al di là del fatto che sono passati 11 (undici) anni da quando Clemente Mastella ha avuto l’ultima responsabilità di governo sul piano nazionale – sottolinea –non si capisce davvero in che maniera possa essere utile alla soluzione dei problemi questo continuo scaricabarile. Può forse tornare utile ad annacquare responsabilità, può sbiadire le mancanze di qualche rappresentante, ma di certo non migliora la qualità del trasporto locale.
Se non fa meraviglia questo modo di agire per sigle e comitati, spesso rappresentativi solo dei firmatari, quando ci si imbatte nelle prese di posizione di rappresentanti istituzionali come il segretario provinciale della Cgil, si resta a dir poco sbigottiti.

Gli interessi dei lavoratori pendolari, degli studenti fuorisede, e delle categorie più deboli – ribadisce Parente – interessate davvero al funzionamento del trasporto pubblico, non si tutelano provando a salvaguardare il leader locale di un partito ma affrontando le criticità che interessano il territorio. Senza aver paura, quando occorre, anche ad indicare i responsabili dell’attuale stato di cose.
La scomposta reazione di queste associazioni di fronte alle proteste dei sindaci del Sannio, di tutti gli schieramenti e partiti, testimonia alcune delle ragioni alla base dell’arretratezza del sistema di trasporti e non solo.

Il Sindaco di Benevento ogni giorno incontra decine di associazioni, sigle sindacali, lavoratori e forze del territorio rappresentanti di istanze collettive, grandi e piccole: lo sanno tutti e per prenderne visione diretta basta affacciarsi al Comune.

La segretaria della Cgil locale, invece, ha colto questa occasione di rappresentazione nazionale del disagio per lamentare la mancata convocazione ad un tavolo di confronto.
Senza voler avviare il balletto delle responsabilità pregresse, strada preferita da chi tenta di coprire le proprie e attuali distrazioni, mi chiedo quali risultati abbiano raggiunto queste stesse sigle nei tavoli di confronto e nelle riunioni a cui sicuramente saranno stati convocati, negli anni. Ci sarà un risultato che sarà stato raggiunto a beneficio di lavoratori, viaggiatori, ditte interessate, popolazioni investite? O anche quando non c’è, comunque è colpa di Mastella?
Il timore è che oramai per alcuni è normale considerare Mastella, capace di scompaginare equilibri improduttivi, più pericoloso anche della mancanza di trasporti: ecco cosa significa non essere sintonizzati sulle esigenze reali del territorio. Solo in questa logica si può comprendere la corsa alla ribalta mediatica priva di qualunque utilità per il Sannio”.

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