Pure i 5 Stelle tengono famiglia. Il caso del Consorzio agrario

Del Consorzio agrario siamo stati pressoché gli unici ad occuparci. Mentre i giornaloni locali si lasciavano distrarre dal copia e incolla, tirammo fuori, anche durante l’ultima campagna elettorale, fatti e misfatti del consorzio gestito nel salotto di casa De Girolamo (il padre dell’ex ministro all’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, ne fu nominato commissario).

Nessun politico ha mai voluto mettere mano alla questione e la magistratura, che pure ha elementi sufficienti per procedere, ancora non ne viene a capo.

Ma si sa, pure i grillini tengono famiglia. E non è detto che l’esperienza in Parlamento possa fare il bis. Ergo, meglio sistemare le cose in famiglia mentre il vento del cambiamento gonfia le vele. 

Pasquale Maglione, deputato del M5S, però, sin dall’inizio del suo mandato parlamentare, ha deciso che quella del consorzio agrario di Benevento, fatto marcire sotto montagne di debiti accumulati in decenni e decenni di assunzioni clientelari, abusi e perfino latrocini, fosse una priorità nelle dinamiche di sviluppo di questa provincia. Come se l’agricoltura sannita per spiccare il volo avesse bisogno di un consorzio che ha la stessa speranza di tornare a respirare di un rospo tenuto sottovuoto.

C’è necessità di continuare a fare chiarezza sulla gestione del Consorzio e delle sue controllate“, ha dichiarato questa mattina.

La Cantina del Taburno – ha tuonato – è una realtà storica che va valorizzata e che non può rimanere senza rappresentanza all’interno di organismi importanti come la Cooperativa Viticoltori del Taburno e il Sannio Consorzio Tutela Vini. Come anticipato nei giorni scorsi, quindi, ho inoltrato una richiesta formale ai succitati organismi per sapere, appunto, se la Cantina del Taburno, attraverso il Consorzio Agrario Provinciale di Benevento che la controlla, sia rappresentata all’interno degli organi collegiali e, laddove rappresentata, ho chiesto di sapere quale dei soci possa essere ricondotto ad essa”.

Maglione ha comunicato urbi et orbi che finalmente ha dato un’occhiata ai bilanci del Consorzio per scoprire l’acqua calda: le carte non sono in ordine. 

“C’è necessitàha spiegato – di continuare a fare chiarezza sulla gestione del Consorzio e delle sue controllate. Per questo motivo ho ritenuto opportuno prendere visione dei bilanci semestrali che il Commissario è tenuto a depositare, oltre che presso gli organi di controllo Ministero dello Sviluppo Economico e Comitato di Sorveglianza, anche presso il registro delle imprese. Ho fatto precisa richiesta degli stessi alla Camera di Commercio di Benevento e mio malgrado ho scoperto che gli ultimi bilanci semestrali depositati risalirebbero al 2009 nonostante una nota del Ministero del 2014 ne preveda esplicitamente il deposito anche presso il registro delle imprese. La cosa – ha pure ammesso –  avrebbe dovuto sorprendermi ma così non è stato perché che la gestione commissariale del Consorzio (nelle mani di papà De Girolamo, ndr) non brilla per efficienza non lo dico io ma la sonora bocciatura del concordato preventivo da parte del Tribunale di Benevento. Il mancato deposito della documentazione contabile aggiungerebbe un tassello in più: una scarsa trasparenza che spero sia solo frutto di una dimenticanza momentanea, di lunga durata, e che presto tale vuoto venga colmato. Dal canto mio mi rivolgerò al Ministero per poter acquisire le informazioni necessarie e per segnalare anche questa anomalia”.

E ha concluso assicurando che avanzerà lancia in resta: “In attesa che la Magistratura concluda il percorso di indagine avviato, l’azione di approfondimento del Movimento 5 Stelle, per quello che è di competenza, non si arresterà perché il Consorzio Agrario deve recuperare centralità, specie in questo momento storico. E’ necessario un deciso cambio di passo”.

Ma perché per Maglione il Consorzio Agrario diventa improvvisamente asset di sviluppo di questa provincia ammaccata dal peso di questioni irrisolte molto più strategiche?

Maglione si espone- incautamente – su un tema che, invece, potrebbe creargli imbarazzo, che è un affare interno della famiglia De Lucia, visto che il marito della senatrice 5 Stelle, Danila De Lucia, è un ex dipendente del Consorzio agrario di Benevento con il dente avvelenato con la gestione commissariale del Consorzio che ha portato al licenziamento dei lavoratori.

Se da una parte i grillini vorrebbero opporsi con tutta forza alla tradizione italiana dei favoritismi parentali,  dall’altra parte hanno un urgente (e disperato) bisogno di un paracadute nella second life post Parlamento. E in questo senso si adoperano. Non si presentano al vertice con Mastella e De Caro perché non si può mediare con il Male, loro che sono il Bene Assoluto, però poi non vedono l’ora di ri-portarsi a casa il Consorzio Agrario.

E da vittime del Sistema, finiscono col diventare essi stessi il Sistema. Evidentemente aveva ragione Nenni che a fare i puri c’è sempre uno più puro che ti epura

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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