Elenco gettoni di presenza

Quanto riesce a guadagnare il consigliere con le commissioni. Benevento ne ha 11, Napoli 14

Cara democrazia, quanto mi costi. A Benevento, siamo intorno ai 30 mila euro al mese solo per il consiglio comunale.

Insomma, un consigliere comunale di una cittadina di 60 mila abitanti riesce a portare a casa lo stipendio base di un impiegato o di un operaio. Così nel mese di ottobre, il Comune di Benevento ha liquidato 29.859,22 euro solo per i gettoni di presenza. La Finanziaria del  2008 stabilì che ad ogni consigliere comunale andasse corrisposto un gettone di presenza nella misura determinata da ogni ente e che però non superasse l’importo massimo di un quarto dell’indennità mensile percepita dal sindaco.

L’importo del gettone di presenza a Benevento è fermo al 2002, quando con regolamento fu fissato a 52,97 euro. Ma proprio per effetto della Finanziaria un consigliere comunale non può intascare più  di 1.183 euro, che corrisponde, appunto, a un quarto dell’ indennità del sindaco che ammonta a 4.734 euro, e a cui, però, Mastella ha rinunciato.

Ma come fanno i consiglieri a portarsi a casa lo stipendio?

Con il gioco delle commissioni. Più partecipi, più incassi.

Così se accumuli 38 presenze (come, per esempio, fa Marcellino Aversano) riesci a guadagnare il massimo consentito dalla legge.

Un costo legittimo, se le Commissioni svolgessero davvero funzioni propositive e di controllo. Ma basta guardare i verbali (non tutti però facilmente accessibili) per accorgersi che non è sempre così. Come ha dimostrato il recente caso depuratore, per il quale il sindaco Mastella ha proceduto in autonomia, non avendo tra le mani un documento ufficiale ed univoco della commissione che se ne stava occupando.

A Benevento, sono state istituite 11 commissioni permanenti, basta pensare che Napoli ne ha 14, per comprendere quanto il numero appaia eccessivo. Permanenti, inoltre, non significa che si devono riunire tutti i giorni, ma per ovvi motivi qui l’aggettivo è stato preso alla lettera. Eppure nonostante il dissesto finanziario, la questione dei costi della macchina amministrativa e della politica non è stata affrontata da nessuna forza politica, neppure dal M5S che pure fa dei costi della politica un cavallo di battaglia.

C’è poi la questione dei consiglieri–dipendenti.

Quando  partecipano alle commissioni – come previsto dal decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 – i consiglieri comunali che siano dipendenti d’azienda possono giustificare la loro assenza dal posto di lavoro. Le ore lavorative verranno loro comunque retribuite dal datore di lavoro che a sua volta sarà rimborsato dal Comune. Le ore di assenza lavorative rimborsate, al contrario del gettone, non hanno alcun tetto.

ECCO QUANTO GUADAGNA IL CONSIGLIERE

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