Racconti contadini che guardano al futuro Carmine Nardone: “Ricominciamo dalla terra”

“L’uomo deve ricominciare dalla terra. Invece dei muri e dei carri armati bisognerebbe fornire direttamente alle comunità rurali aratri, trattori e attrezzature agricole. Dare una speranza ai contadini poveri del mondo per rimuovere la solitudine della povertà”. Con questo invito pressante, Carmine Nardone conclude il suo libro “Racconti Contadini”, presentato nel corso del “Mercato della Terra” a Piazza Risorgimento. Un appello forte che s’intreccia con le appassionate analisi di Rocco Scotellaro, Carlo Levi e Manlio Rossi Doria.

Un racconto antico con un lungimirante sguardo al futuro. Il libro nasce dalle contrade di Benevento, dalle fatiche, dagli usi e dai costumi dei “cafoni”, guardati “dall’alto in basso” dai cittadini urbani. Il nucleo centrale è la famiglia di Nardone, col padre Fiorentino e la madre Luisa protagonisti, la loro storia d’amore, le loro peregrinazioni da una masseria all’altra, momenti di gioia e di dolore, arricchiti dall’umanità di personaggi tipici, dalla vivacità di rapporti genuini, dalla semplicità della vita contadina.

L’apparizione della tecnologia sconvolge i ritmi della campagna con l’avvento dei primi trattori e dei cosiddetti “trerrote”.L’autore osserva incuriosito ed affascinato tutte le varie fasi dell’evoluzione e dell’innovazione delle attrezzature agricole. Molte di queste macchine moderne si trovano  oggi nel Museo dell’Agricoltura, creato dallo stesso Nardone a Piano Cappelle quando era presidente della provincia. Il volume, 306 pagine, pubblicato dalla Ideas Edizioni, si avvale della prefazione di Teo Ruffa, capo ufficio stampa del gruppo parlamentare Pci, e della postfazione di Franco Armino, il poeta “paesologo” irpino.

La leggerezza narrativa rende gustosa e piacevole la lettura, senza sminuire la dimensione  culturale, etica, sentimentale di un mondo che appare lontano,  ma che è destinato a dare ancora tanti frutti. Nel racconto c’è un filo rosso inconfutabile: la voglia di riscatto della gente dei campi. Un desiderio insopprimibile di vedere riconosciuti diritti spesso calpestati, la necessità di superare il vecchio contrasto tra città e campagna, per costruire un percorso unitario di collaborazione e solidarietà.

La carrellata di curiosità, aneddoti, affreschi, scene divertenti, contenuti nel libro, cammina di pari passo con notizie storiche, riflessioni, considerazioni ironiche. “Qualcuno non amico -scrive Nardone- mi aveva soprannominato “broccolo”. Non ero arrabbiato perché i broccoli  sono sempre stati presenti nella nostra storia come elementi gustosi, fonte di reddito per molte famiglie contadine che spesso, con le ceste sulla testa a piedi dalle contrade di Benevento, si recavano al mercato di Piazza commestibili a venderli”.

Sullo sfondo si legge la sua intensa carriera politica e di studioso. Deputato per quattro legislature, dal 1987 al 1999, Nardone ricorda i momenti salienti del suo impegno fino alla Fondazione dell’Associazione “Futuridea” ne l 2008. Alcune pagine del libro sono state lette da Mena Laudato, Elide Apice e Cinzia Cusano. L’autore conclude con un saggio dal sapore agrodolce. “Stiamo assistendo ad una crescente perdita di rappresentanza politica dei poveri del mondo. Però chi vuole vivere l’emozione del paradiso terrestre in primavera e in autunno venga nelle nostre terre”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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