Referendum, ecco come Mastella diceva No prima di trincerarsi nel silenzio. I 5 Stelle: “Esca allo scoperto”

di Teresa Ferragamo

Il No che all’improvviso si annacqua fino ad assomigliare più a uno sghembo Nì che a un circolare No.

Clemente Mastella fino a qualche settimana fa ruggiva come un leone contro il referendum del 4 dicembre. Ma sembra già un’estate fa, come nella canzone di Franco Califano.

Mastella del resto non è proprio un campione di coerenza, per cui se dovesse passare dal fronte del No a quello del Forse (perché in Italia tra un Sì e un No c’è chi scopre sempre una terza via) chi vuoi che si sorprenderebbe per davvero?

“È una riforma sconclusionatatuonava il 21 luglio scorso dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno  – legata a una legge elettorale che sembra cucita addosso ai Cinque Stelle. Se Renzi ha un minimo di intelligenza politica – aggiungeva tranchant – , dovrebbe modificare l’Italicum. Quella legge l’ha ideata pensando di non avere avversari e invece c’è Grillo. Se non modifica l’Italicum, Renzi è politicamente morto”. 

E ancora prima il 10 giugno, a Formiche.it  rilasciava una dichiarazione ancora più esplicita: “L’unica strada è lavorare per far vincere il no al referendum e poi cercare di costruire una nuova alleanza in vista delle Politiche che, in caso di sconfitta di Renzi a ottobre, saranno anticipate”.

L’ex ministro della Giustizia, fino a qualche settimana fa, era insomma prodigo di esternazioni contro il referendum. Quando a fine settembre lanciò il suo ‘nuovo’ (si fa per dire) movimento insieme a un ‘ grande vecchio’ della politica locale, Mario Pepe, lo legò a doppio filo proprio alla battaglia per il No alla riforma costituzionale.

A Città Spettacolo si beccò pure l’abbraccio di Marco Travaglio, il direttore del Fatto Quotidiano – giornale mai tenero con Mastella –  che si esibì, tra mille polemiche, con il suo spettacolo “Perché NO”.

Poi all’improvviso, stop a dichiarazioni sul referendum, Mastella si trincera dietro il muro del silenzio. A Benevento una settimana fa approda Pier Ferdinando Casini, che fa parte di quel corpuscolo centrista senza numeri che vota Sì alla riforma, e Mastella lo riceve a Palazzo Mosti pochi minuti prima del convegno pro-referendum organizzato con il vicesindaco dell’ex Guardasigilli, Erminia Mazzoni.

Da quel momento, il No di Clemente Mastella scompare completamente dai radar.  Ma il suo silenzio fa più rumore di un caterpillar.

E’ il M5S a incalzarlo. Lo fa una settimana fa, chiedendo al sindaco di manifestare in modo trasparente la sua posizione sul referendum.  Niente da fare, Mastella, che pure ama rintuzzare gli avversari, non reagisce e osserva un mutismo insolito.

E oggi i Grillini, così attenti a chi dice No a questa riforma, tornano a porre l’accento sul Mastella ‘ubiquo’. Ma avendo ricevuto picche dal sindaco, bussano alla porta della sua Giunta e maggioranza consiliare per chiedere lumi.

“Poiché il Sindaco Mastella, come è nella sua facoltà – incalzano Nicola Sguera e Marianna Farese – ha deciso di non rispondere alla nostra sollecitazione in merito al referendum costituzionale, lasciandoci nel dubbio che il suo supporto ad una battaglia che molti reputano di fondamentale importanza sia quanto meno tiepido, non ci resta che rivolgerci agli uomini della sua Giunta e della sua granitica maggioranza consiliare”.

A 48 giorni dal referendum le posizioni cominciano a definirsi, ma di Mastella continua a non esserci traccia.

“Ad essi – è la provocazione dei Grillini – chiediamo, molto semplicemente, se intendono mobilitarsi e, soprattutto, quando intendono farlo, considerando che mancano poco più di quaranta giorni al 4 dicembre, e che il fattore tempo appare, dunque, determinante. Essi hanno dimostrato di godere di un ampio consenso all’interno della città, hanno una credibilità che va ben oltre le questioni amministrative. Non abbiamo visto nessuno di loro in questi mesi spendersi per sensibilizzare l’opinione pubblica, per contribuire alla conoscenza di una “riforma” che stravolge la Carta costituzionale con la modifica di un terzo dei suoi articoli.

Solo il vicesindaco Erminia Mazzoni (che per altro si confronterà sabato prossimo con il nostro europarlamentare Piernicola Pedicini) si sta, come è giusto che sia, esponendo: ma per le ragioni del sì!

Insomma, chiediamo agli Assessori della Giunta Mastella e ai consiglieri che lo sostengono di uscire dalla zona grigia in cui si sono

inspiegabilmente autoconfinati, affinché nei libri di storia non siano annoverati anch’essi fra coloro «che visser sanza ’nfamia e sanza lodo”.

Il M5S 20 giorni fa per venirne a capo, depositarono anche un ordine del giorno sul No al Referedum: “La firmino – è la sollecitazione –  in modo che sia possibile inserirlo nel primo Consiglio utile. In quella occasione si svolga, dunque, una discussione sulla questione e si voti una mozione che dichiari la maggioranza del Consiglio della città di Benevento schierata sul fronte del No. Esistono dei precedenti (come Torino). Questo sarà un gesto limpido e soprattutto di enorme eco rispetto all’intera città che cerca nei propri rappresentanti nelle istituzioni un punto di riferimento”.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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