Reportage 2- Dove va il Centrodestra? Riflessioni sulla sconfitta. Paolucci: “Mastella? Buon politico, ma pessimo sindaco”

Il centrodestra sannita alla ricerca di un leader e di una linea dopo la batosta subita alle ultime regionali. Spuntano i primi nomi di candidati sindaco per la corsa a Palazzo Mosti, prevista nella prossima primavera. Tra questi spicca Federico Paolucci, ex coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, che si è autoproposto. ”La mia idea -sostiene l’avvocato di Benevento- è quella di andare oltre lo schema classico del centrodestra. Anche perché qui il dialogo politico e programmatico nella coalizione è stato molto latente. Ogni partito è stato “egoista”. Non possiamo chiuderci in uno steccato. Bisogna andare oltre, anche aprendoci al civismo”.

Sulla stessa scia si colloca il forzista Domenico Mauro, ex coordinatore provinciale e candidato senza successo per Palazzo Santa Lucia. “C’è bisogno di un centrodestra -propone l’avvocato di Paolisi- allargato alla società civile, superando i vecchi giochi politici e ritornando a parlare dei problemi veri della gente, dalla sanità ai trasporti al lavoro. La scelta dei candidati dovrà coinvolgere le migliori energie del territorio anche attraverso le primarie. La stessa metodologia potrebbe essere seguita anche per eleggere i dirigenti”.

L’esigenza di serrare i ranghi e di ricostruire una piattaforma comune è avvertita anche dalla Lega. “Siamo il primo partito in città -commenta Luca Ricciardi, coordinatore salviniano- abbiamo raggiunto un traguardo prestigioso. Ma il centrodestra è da rifondare. Occorre una coalizione credibile e autorevole”.

Qualche frecciata ai vertici arriva dalla consigliera comunale Pina Pedà, eletta nella lista “Noi Sanniti per Mastella”, avvicinatasi di recente al partito di Salvini, dopo essere trasmigrata nel Gruppo Misto. Un cambio di percorso determinato dalla rottura col sindaco sulla tormentata vicenda della mensa scolastica.
Mi sono avvicinata alla Lega -spiega Pedà- quando c’era il governo gialloverde. Ma il leader leghista ha commesso un grande errore dimettendosi .C’erano buoni riscontri. Ora non è facile riprendersi. Abbiamo subito le Sardine. I dirigenti locali hanno perso di vista il territorio. Bisogna valorizzare i consiglieri comunali. Invece molti guardano alla dimensione nazionale, alle poltrone. Così rimane tutto fermo e non si cresce. Per questo io e Luigi De Minico (Presidente del Consiglio Comunale, eletto nella stessa lista della Pedà, ndr) alle recenti regionali abbiamo votato per Domenico Matera di Fratelli d’Italia, che almeno conosciamo”.
Il successo del sindaco di Bucciano ha proiettato il partito di Giorgia Merloni al primo posto nel centrodestra, ma la vittoria schiacciante di Vincenzo De Luca ha portato scompiglio e smarrimento nella coalizione, che qui ruotava intorno alla figura di Clemente Mastella. Il funambolismo spinto del leader ceppalonese, imbarcatosi nello squadrone deluchiano, ha provocato una debacle prevedibile. Il feeling tra Mastella e De Luca era emerso già nel febbraio scorso quando il sindaco di Benevento annunciò e ritirò le dimissioni nel giro di 20 giorni, incoraggiato a continuare proprio dal presidente della regione Campania.
La metamorfosi mastelliana ha assestato un duro colpo, in particolare alle truppe berlusconiane, che non hanno più potuto contare sul sindaco del capoluogo, sulla sua consorte, senatrice Alessandrina Lonardo, e su tanti altri amministratori, passati armi e bagaglio nell’alveo del centrosinistra. “Ho concorso a mani nude -sottolinea Mauro- il risultato è comunque lusinghiero, nonostante la demastellizzazione del partito. Siamo stati penalizzati anche da certi atteggiamenti masochistici ed ondivaghi. Non basta una politica contro qualcuno. Vengono prima i programmi. Ci vuole uno scatto d’orgoglio ed una visione per il futuro”.
Piovono analisi e riflessioni sulla disfatta. Colpisce il crollo di Forza Italia nel Sannio, che passa da oltre il 20 per cento a meno del sei. Tra i critici più pungenti troviamo Vittorio Fucci, che improvvisamente rinunciò a candidarsi in una lista a sostegno del suo amico Stefano Caldoro. “Il centrodestra ha confermato la sua inesistenza –stigmatizza l’avvocato di Airola- privo di capacità di intervento, dannosamente rissoso, senza candidati radicati sul territorio. In Campania abbiamo condotto una politica farneticante. La coalizione va rifondata. Occorre un centro forte”. Gli azzurri cercano intanto di riorganizzarsi con nuovi dirigenti.
La guida del partito viene affidata ad una triade, composta dal coordinatore Nascenzio Iannace, dal responsabile organizzativo Leonardo Ciccopiedi e dal vicario Lello Di Somma. Il leader campano Fulvio Martusciello si consola con Puglianello, “comune più azzurro d’Italia” col 60 per cento, grazie al sindaco Francesco Maria Rubano, vice coordinatore regionale. “Ci davano per scomparsi -scrive Iannace- ma Forza Italia c’è. In città prendiamo più di mille voti, dopo tanti tradimenti e abbandoni. Possiamo ripartire”. “Molti -aggiunge Ciccopiedi- hanno usato il partito come un tram. Bisogna premiare chi ci mette la faccia”.
La crisi del partito risale anche al periodo della mancata elezione di Nunzia De Girolamo, candidata in Emilia Romagna, ex ministro dell’agricoltura ed ora impegnata in campo giornalistico e televisivo. Tra quelli che si sono rimboccati le maniche c’è sicuramente Anna Rita Russo, consigliere comunale e docente del liceo classico, candidata alle regionali senza fortuna, ma comunque “soddisfatta” per l’esperienza fatta. “In molti comuni -commenta con metafore bucoliche- siamo praticamente “sbocciati”. La cenere è utile per far crescere alberi solidi”. “Quidice Iannaceabbiamo avuto la percentuale più alta della Campania”.
La campagna di Mastella contro i forzisti, rei di non averlo seguito nell’appoggio a De Luca, inizia nell’agosto scorso con la defenestrazione dell’assessore Antonio Reale, sostituito con Gerardo Giorgione. Il sindaco ha bisogno di potenziare la sua ultima creatura politica, “Noi Campani”, per contare sul piano regionale. Così tutti quelli che percorrono altre strade o vogliono rimanere coerentemente nel centrodestra non sono graditi. Così tutti gli assessori comunali sposano senza batter ciglio la strategia mastelliana.
L’amministrazione comunale di Benevento, partita come centrodestra, diventa un monocolore targato “Noi Campani”. I consiglieri dissidenti approdano nel Gruppo Misto, in “Patto Civico” o nei “Moderati”. Ad oggi Forza Italia è rappresentata solo da Anna Rita Russo. Un’autocritica arriva anche da Angelo Feleppa, eletto per l’opposizione e poi fulminato sulla via di Ceppaloni. “Non possiamo dare consenso –scrive candidamente l’esponente di Alleanza di Centro, dimenticando il suo salto con l’asta da uno schieramento all’altro- a chi da decenni è accomodato sulle più diverse poltrone. Benevento è una città ferma. Dobbiamo liberarci delle zavorre e di gente che salta con indifferenza e con abilità olimpionica da destra a sinistra”.
La seconda punizione per i ribelli arriva a ferragosto con la cacciata di Nascenzio Iannace dal Cda dell’Asi. Il sindaco, che lo aveva nominato in rappresentanza del comune di Benevento e del centrodestra, non lo ritiene più in linea col suo nuovo disegno politico. Dopo le regionali, ai primi di ottobre, dal Consiglio dello stesso consorzio viene estromessa Margherita Giordano. Ci pensa il presidente della provincia, Antonio Di Maria, fedelissimo di Mastella, che motiva il provvedimento con le “mutate condizioni politiche”.
Non si può revocare una persona –osserva Materaper diversità di pensiero politico. Quale coerenza predicano Mastella e la moglie, eletti col centrodestra e trasmigrati nel centrosinistra? Si spera che tanti professionisti abbiano uno scatto di dignità e taglino i fili che li legano al burattinaio”. “Il sindaco -fa notare Paoluccisi vanta di essere erede della Dc, ma ne rappresenta invece la parte più spregiudicata e trasformistica”. “Questa è una visione feudale della politica –denuncia Iannace– un mondo alla rovescia”.
Nel percorso della destra in città non mancano contraddizioni. Quando Giorgia Meloni è venuta a Benevento proclamando che il suo partito mai avrebbe sostenuto Mastella, forse non sapeva che nelle ultime elezioni comunali un dirigente di Fratelli d’Italia, Alberto Febbraro, era candidato nella lista “Mastella Sindaco”. Così come, negli anni scorsi, tra la destra e il leader di “Noi Campani” ci sono state molte interlocuzioni sul piano comunale e su quello nazionale .Basti ripercorrere il cammino dell’ex senatore Pasquale Viespoli, alleato di Mastella alle comunali del 2011 e nel Popolo della Libertà.
Per guardare al futuro, la Lega, intanto, cerca di richiamare in servizio i veterani Viespoli e Luigi Bocchino, come rappresentanti rispettivamente di “Mezzogiorno Nazionale” e “Benevento Libera”. I due noti politici, alle ultime europee, invitarono a votare il partito di Salvini, mentre l’ex sottosegretario al lavoro, tre anni fa organizzò un convegno con Giorgia Meloni, che auspicò una sua ricandidatura alle politiche. La riproposizione del vecchio campo non piace, però, a Fratelli d’Italia, che sono orientati a comporre una coalizione aperta, senza simboli di partito, forse come “Partecipazione” che nel 1993 fece vincere Viespoli.
Molto dipenderà dal giudizio sull’amministrazione Mastella e dall’evoluzione del quadro politico. “Il mio dissensoprecisa Pedàè scaturito dall’assenza di programmi e di un impegno per i finanziamenti. Ho visto tanto assenteismo. Io volevo rendermi utile. Non ho mai chiesto niente. Il sindaco doveva pensare alla città, intavolando fin dall’inizio un discorso costruttivo con la regione. Invece c’è stato un muro di ferro. Ora si sta recuperando il tempo perduto. Basta un po’ d’asfalto e di verde, la gente dimentica. Sono rimasta tantissimo delusa. Non mi ricandiderò, ma sono contenta di aver fatto questa esperienza ”.
Il sindaco vorrebbe replicare per le prossime comunali lo schema De Luca, seguito per le regionali, ma il Partito Democratico punta a siglare un’ alleanza con i Cinque Stelle ed altri movimenti civici, sul modello del governo giallorosso, applicato e risultato vincente in diversi comuni campani. Dopo tutti gli strali ricevuti da destra e tutte le critiche arrivate da sinistra, quali alleanze costruirà Mastella? La destra beneventana supererà le sue divisioni? Come si rapporterà rispetto all’amministrazione uscente? “Non conosciamo lo scenario –conclude Paoluccinon credo che la sinistra uscirà dallo schema De Luca. Allora sarebbe inutile chiudersi in un recinto. Rispetto a “Partecipazione” le condizioni sono diverse. Un giudizio su Mastella? Ha pensato alla politica e non a fare il sindaco. E’ stato un buon politico, ma un pessimo sindaco”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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