Reportage 2. Il grande cuore di Benevento. Chi  prega Padre Pio, chi spera in Paolo Ascierto

Chi prega Padre Pio, chi spera in Paolo Ascierto. Lo sgomento assale anche Benevento. Che non è più “zona bianca”, dopo i contagi propagatisi da Villa Margherita. Fioccano pensieri e domande sul futuro. Quando riavremo la nostra libertà? Quando ritorneremo ai nostri abbracci? Quanto resisteranno quelli che hanno perso il lavoro? Accanto agli interventi del governo nazionale e regionale si mette in moto sul territorio la macchina del volontariato e della solidarietà. Siamo tutti nella stessa barca e nessuno si salva da solo.

Per venire incontro ai bisogni dei nuovi poveri , la città di Benevento scende in campo col suo grande cuore. Per incoraggiare medici ed infermieri. Con donazioni di attrezzature sanitarie, raccolte di fondi e generi alimentari. Le più importanti imprese, dal pastificio Rummo alla Nestlè, dalla Conad alla Carrefour , dall’Olio Mataluni alla Liverini, hanno dato una mano con prodotti e risorse, aderendo al progetto “Una lista per la vita”, promosso dalla Confindustria sannita. Il Comune di Benevento ha attivato lo Sportello Solidale Alimentare.

“Alle classiche famiglie in difficoltà -osserva Don Nicola De Blasio, direttore della Caritas – dobbiamo dare risposta a tante persone impoverite dal ciclone del virus. Al centro che abbiamo allestito nel periodo pasquale con la collaborazione dei carabinieri presso la Caserma Pepicelli al Viale Atlantici, sono venuti piccoli artigiani e commercianti, braccianti agricoli, collaboratrici domestiche, che oggi non possono andare nelle case a fare i servizi, perché la gente non le fa entrare. E’ emerso un altro spaccato della povertà”.

Un paniere con i cibi essenziali è stato donato a circa 250 nuclei familiari. Una sessantina di volontari  si sono rimboccati le maniche, lavorando in tre turni, selezionando, caricando e trasportando pasta, colombe, confetture, frutta. La distribuzione è stata coordinata dalla Caritas, insieme al Consorzio Sale della Terra, alla Protezione Civile, ai Comitati di quartiere, alla Croce Rossa e alla Misericordia. Con loro anche la comunità islamica. Un fecondo incontro tra cattolici e laici. L’iniziativa si ripeterà intorno al primo maggio.

“La città ha risposto in maniera eccezionale – sottolinea don Nicola, che ha celebrato tante messe in streaming dalla parrocchia di San Modesto – ritrovando quella sintonia dei tempi dell’alluvione dell’ottobre 2015. Abbiamo raccolto 18 mila euro con le donazioni, di cui diecimila messi dalla Cei dall’otto per mille. Con noi hanno collaborato “Stay Human” e “Futuridea”, che coi fondi raccolti hanno dato vita al Banco farmaceutico, nell’ambito di un progetto denominato “Benevento Solidale”. Quando torneremo alla normalità, non dobbiamo disperdere questo spirito di solidarietà. Solo così una comunità si può salvare”.

 

A prendere i viveri sono venuti dalla città, ma anche da San Marco dei Cavoti, San Giorgio la Molara, Roccabascerana, Foglianise. La mobilitazione della solidarietà è stata animata da diverse associazioni, dall’Ail a “Io x per Benevento”, dal Rotary al Lions, da “Io più forte di te” all’Asdim. Si è fatta sentire la Cooperativa La Meridiana. Non hanno fatto mancare il loro prezioso apporto l’amministrazione provinciale ed il Benevento Calcio con l’acquisto di ventilatori polmonari. Da un ‘idea di “Altrabenevento” è nato il sito informativo beneventocovid.it, mentre la Compagnia di San Pio ha promosso la “Spesa Sospesa”.

Nel mare delle buone azioni è spuntato una mattina il “panaro” solidale appeso ad una finestra di un palazzo di Viale Principe di Napoli, a due passi dalla Stazione Centrale. Il sindaco e la consorte senatrice hanno donato mascherine al Fatebenefratelli e all’Ordine dei Medici. Gli stessi supporti protettivi sono giunti dalla Fondazione Achille Scuderi.

Per sostenere l’impegno del San Pio sono stati raccolti oltre 300 mila euro. Per il principale nosocomio sannita è arrivato anche un pensiero del Parco Regionale del Taburno,  che ha regalato un video endoscopio con intubatore per il reparto di neuro rianimazione.

Per alleviare la tristezza e la pesantezza delle giornate trascorse forzatamente in casa, il mondo della cultura, della scuola, dell’arte, della musica e del teatro ha fatto la sua parte. Cinque studenti del Conservatorio Nicola Sala hanno eseguito a distanza, con dolcezza ed eleganza, la canzone “Azzurro” di Adriano Celentano. Il giovane pianista  Marco Stallone ci ha fatto ascoltare Beethoven nella Sonata op.10,n.2,col suo intenso movimento allegretto. Mentre da Tocco Caudio, Tonino Fusco, in arte Gitano,  canta con grinta “L’uomo della televisione”, esortando i poveri a lottare e gli italiani “brava gente”.

“Abbiamo dovuto cambiare radicalmente – ha scritto Giuseppe Ilario, direttore del Conservatorio – il nostro modo di pensare, lavorare, insegnare e studiare. Abbiamo il magone ripensando alle nostre aule vuote, che sembrano un’irraggiungibile Arcadia. Abbiamo acquistato 80 tablet per la didattica online. Non sappiamo quando e come ne usciremo. Dobbiamo resistere. Chissà cosa verrà dopo. Ma saremo diversi e più forti”. Un messaggio ed una speranza, connessi inevitabilmente ad una profonda riflessione sulla nostra stessa esistenza. “E’ stato straordinario -osserva il docente Angelo Bosco – vedere come la natura si riprende la sua bellezza. Tutto ciò diventerà ancora più bello se ognuno di noi recupererà un nuovo senso della vita”.

La band “Fusione” ha eseguito una raffinata tarantella composta dal gruppo, un progetto che continuerà. Così come quello messo in piedi da un gruppo di ragazzi di Cervinara e San Marino Valle Caudina, per ribadire che “il covid-19 non fermerà la nostra musica”. Con grande fantasia e sinergia l’Accademia di Santa Sofia ha dato vita ad una sorta di rassegna in streaming, chiamata per l’occasione “Resistenze Musicali”, deliziandoci con brani di Chopin, Bach ed il Bandoneon, per quattro domeniche tra aprile e maggio. Una commovente esibizione coordinata da Marcella Parziale.

Un grande punto interrogativo  avvolge la ripresa delle attività artistiche. Un vero tormento di cui si è fatto interprete Peppe Fonzo, attore, autore e regista teatrale. “Cosa accadrà? – si è chiesto su facebook – Che ne sarà del Magnifico Visbaal? Senza aiuti, a settembre chiuderemo. Non ho mai fatto il galoppino di qualcuno. Quanto tempo possiamo resistere? Se gli spettatori dovranno stare a distanza di due metri, quale attività possiamo svolgere? Comunque, nonostante la drammaticità del momento, non perdiamo il sorriso”.

Dalla finestra online, l’attore ha continuato il dialogo col suo pubblico aderendo al progetto “Be Smart” di Ileana Bonadies, interpretando brani di un suo vecchio testo, “Maloviento”, nei quali ripercorre la memoria di alcuni tipici personaggi beneventani, da “Mazzacane” a “Settecummare”. Si allena così per tornare in scena appena possibile. Le belle prove teatrali sono precedute da un’intensa e struggente canzone dedicata a Carmelo Imbriani, compianto capitano del Benevento, intitolata Anima 7,tratta dal cd “In ogni dove”. Un omaggio ad un uomo ed ai colori giallorossi. “Ora che non ci sei -dice il ritornello- continua a correre. Dentro l’immensità non si può perdere. Ce sta nu’ solo campionato. Stiamo uno affianco a nato”.

Sulla linea Benevento-Milano, come suggello di una solida ed originale esperienza creativa, il sabato prima di Pasqua, appare un’opera dell’artista nostro conterraneo Arcangelo, che vive nel capoluogo lombardo. Il disegno occupa l’intera copertina de “La Lettura”, supplemento culturale del “Corriere della Sera” , sembra ritrarre un’ideale “Italia della rinascita”, col nostro paese che si scuote dalle onde, per riprendere il cammino verso l’infinito, per ritrovare l’armonia perduta. Più uniti di prima, tra nord e sud.

Con le chiese chiuse aumentano le preghiere. La giovane musicista Antonella Rinaldi, come tanti, si rivolge al santo di Pietrelcina con queste parole : “Caro Padre Pio, dall’alto dei cieli proteggici e stendi la tua benedizione sulla nostra Nazione e il mondo intero”. Qualcuno ha proposto al sindaco di riconsacrare la città alla Madonna delle Grazie.

Molti confidano, invece, nelle sperimentazioni dell’illustre oncologo  sannita del Pascale di Napoli, Paolo Ascierto. Per la cura del contagio, il medico di Solopaca sta usando un prodotto che ha dato buoni frutti nell’ottanta per cento dei casi trattati. Per questo è diventato una  statuetta del presepe partenopeo. Ma la grande speranza è riposta nella scoperta del vaccino antivirus.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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